Polvere di Marysthelle

Alessandro Da Rold
27/01/2011

Parla la escort Polanco: «Con la coca non c'entro».

Marysthelle Garcia Polanco, soubrette finita nei verbali dell’indagine della procura di Milano sulle feste di Arcore del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (guarda la gallery di Marysthelle), in un’intervista con Lettera43.it si difende dai resoconti apparsi sui quotidiani italiani, in particolare sul fatto che avesse conosciuto prima le indagini difensive di Barbara Guerra per mettersi d’accordo con lei sulla linea da tenere. («Tutte palle»).
Non solo. Rispetto alla questione della droga, la Polanco spiega di aver già chiarito la sua posizione agli inquirenti («Sennò mi avrebbero già arrestato») e di non aver chiesto al premier altro che un aiuto per la sua «bambina».
Sul sesso e sulle orge nella sala Bunga Bunga, Maria Ester, come è ribattezzata nei verbali, sbotta: «I giornali si stanno inventando di tutto. Fra un po’ diranno che sono stata io a uccidere John Fitzgerald Kennedy».

Domanda. Ma è vero che Barbara Guerra è venuta a casa sua per organizzare la linea difensiva?
Risposta. Non è vero. Barbara era passata da me e ha lasciato per sbaglio un paio di fogli della sua difesa, insieme a delle scarpe. È stato puramente casuale. Se avessimo dovuto contrattare qualche cosa insieme gli inquirenti avrebbero trovato anche le mie di memorie difensive, ma non c’erano.
D. E dov’erano le sue?
R. Le ha il mio avvocato.
D. E perché Guerra le avrebbe portate a casa sua?
R. Una pura casualità, non so, le aveva con sè quel giorno.
D. Alcuni quotidiani sostengono che il presidente del Consiglio vi abbia convocate per mettersi d’accordo sul comportamento da tenere a processo. È vero?
R. Ma sta scherzando! Non c’è niente di vero. Io parlo solo con il mio avvocato, Ghedini l’avrò visto un paio di volte.
D. Ma con le altre ragazze non vi parlate in questi giorni?
R. Io faccio una vita completamente diversa. Ho una bambina da accudire. Guardi, in questo momento sto andando a prenderla a scuola.
D. E Ruby l’ha sentita?
R. Assolutamente no, quella racconta un sacco di bugie.
D. E sulla droga? Hanno trovato dodici chili di cocaina tra casa sua e l’auto di Nicole Minetti…
R. Se avessi delle responsabilità mi avrebbero già arrestato. Sono tutte cose che ho già chiarito. Non ho alcuna responsabilità in questa storia.
D. C’entra il suo fidanzato o il suo ex fidanzato?
R. È una persona di cui mi fidavo e che si è comportata molto male con me. Sono stata tre mesi a Barcellona e gli avevo chiesto di badare a casa mia: questo è stato il risultato.
D. Dodici chili di cocaina non le sembrano tanti?
R. Ma ho già chiarito la mia posizione, sennò, lo ripeto, mi avrebbero già arrestato.
D. E Nicole Minetti l’ha sentita negli ultimi giorni?
R. No, non la sento da un po’ di tempo.
D. E il presidente del Consiglio?
R. Assolutamente no. Lui è stato molto gentile con me quando avevo bisogno per mia figlia. Ma il premier non mi ha mai dato dei soldi
D. Nelle intercettazioni si legge anche che avrebbe contattato anche il prefetto  di Milano Gian Valerio Lombardi per un passaporto.
R. È vero che sono andata a parlare con il prefetto ma non ho avuto alcuna agevolazione e in effetti sono ancora in ballo
D. Ma adesso vi hanno sfrattate dall’Olgettina dove andrà?
R. Questo è ancora da vedere. Io pago un affito regolare di mille euro al mese.
D. Le paga lei o qualcun altro?
R. Io.
D. Ha conosciuto la ragazza del presidente del Consiglio?
R. Sì, è alta mora sui trent’anni