Genova si ferma per ricordare le vittime del crollo di ponte Morandi

La città ligure si ferma per ricordare il crollo del viadotto che costò la vita a 43 persone. Presente il premier Conte e gran parte dei ministri.

14 Agosto 2019 09.47
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Un anno fa alle 11:36 cadeva il ponte Morandi, uccidendo 43 persone: oggi Genova si è fermata per la commemorazione delle vittime. Il sindaco Bucci ha dato a tutti «appuntamento è alle 10 nell’area della nuova Pila 9 del futuro viadotto sul Polcevera». Presenti anche Conte, Salvini e Di Maio. Con loro anche i ministri Trenta, Tria, Stefani, Bonafede e il governatore e commissario per l’emergenza Giovanni Toti. In un secondo momento è arrivato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto dagli applausi dei presenti.

Il comitato dei familiari delle vittime ha espresso il suo «dissenso per il fatto che Autostrade continui ad avere le concessioni». La cerimonia è iniziata con la lettura dei nomi delle vittime. Subito dopo la messa e le parole del presidente del sindaco, del presidente del Consiglio e dei famigliari delle vittime. Poi un minuto di silenzio interrotto solo dalle sirene in mare e dalle campane di tutta la città. La cerimonia si è poi interrotta alle 11:36, ora della tragedia.

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BAGNASCO: «VITTIME ANGELI DELLA CITTÀ»

«Se restiamo uniti le nostre capacità si moltiplicheranno e faranno miracoli», ha detto l’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, durante l’omelia della celebrazione per la commemorazione delle 43 vittime. Bagnasco ha ricordato «i disagi diffusi per muoversi da una parte all’altra, per gli abitanti della zona, per non pochi lavoratori che qui avevano le loro attività: tutti hanno vissuto il distacco da un ambiente familiare e caro, hanno visto messo in crisi il loro lavoro. Ma su tutto ha aleggiato la speranza, il credere in un futuro non lontano, e che oggi cominciamo a vedere. C’è una ferma volontà di ripresa». «Le vittime», ha continuato, «sono angeli della città: Genova non li dimenticherà mai. Abbiamo incisi nel cuore quei giorni, quell’apocalisse che ci ha lasciati senza respiro come se tutto fosse precipitato nel buio. La città rinnova il suo abbraccio ai familiari delle vittime perché non si sentano troppo soli». «Abbiamo stampata nell’anima una luce che man mano si è ingrandita, che si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori. È stato solo dovere? No, è stato anche amore. Hanno espresso l’anima di Genova, la sua forza di non piegarsi, di non arrendersi, la coriacea volontà di rinascere».

CONTE: «GENOVA È UN SIMBOLO DI RINASCITA»

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte: «Genova oggi è simbolo della volontà di rinascita». «La ricostruzione», ha proseguito, «è cominciata. Il nuovo ponte dovrà essere percorribile nell’aprile nell’anno prossimo. Ringrazio tutti per il lavoro fatto insieme. Il ponte rappresenterà il simbolo della rinascita». «Compito della politica seria responsabile è quello di tentare di dare risposte affidandosi agli strumenti utili a tutela della collettività, di realizzare il bene dei cittadini, dell’attitudine l’agire anche in via preventiva programmando azioni di governo che mette in sicurezza il paese e tutte le sue infrastrutture. Su questo siamo impegnati e perseguendo un’opera complessiva di prevenzione», ha detto il presidente del Consiglio.

L’abbraccio del presidente Sergio Mattarella con una dei parenti delle vittime.

I PARENTI DELLE VITTIME: «NOSTRI CARI CONDANNATI A MORTE»

«La loro è stata una condanna a morte». È stato il duro attacco della signora Egle Possetti, presidente del comitato delle famiglie delle vittime del Morandi al termine della messa. «Vogliamo giustizia perche un paese democratico non può essere senza giustizia». «Come nazione», ha continuato, «non possiamo buttare a mare la nostra forza. Dobbiamo avere coraggio e necessità di ritrovarla». «Abbiamo perso un pezzo del nostro cuore, che non ci potrà più essere restituito la loro è stata una morte assurda che non possiamo rassegnarci ad accettare. Stiamo sopravvivendo da un anno e vorremmo tornare a vivere ma è come una montagna da scalare. Non possiamo più pensare di abbracciarli e vedere il loro sorriso. Quanto accaduto è inaccettabile. Per la loro memoria dobbiamo accertare la verità». E, ha concluso, «come cittadini non possiamo accettare che eventi di questo genere possano accadere. Non possiamo restare inermi, chiediamo un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati»

SALVINI: «IN MANOVRA 2,5 MILIARDI PER LE OPERE»

«Servono miliardi e miliardi di euro», ha ha detto il vicepremier Matteo Salvini al termine della cerimonia, «perché gratis non si fa nulla. Ho raccolto il piano delle Province, ente che non si capisce se è mezzo vuoto o mezzo pieno, che hanno un piano di opere immediatamente cantierabili di 2,5 miliardi per oltre mille fra ponti, viadotti e gallerie che da troppo tempo non hanno manutenzione». «In manovra economica», ha aggiunto Salvini, «quei 2,5 miliardi ci devono essere perché Dio non voglia ma non possiamo affidarci solo a lui, servono ingeneri, operai e cemento».

ZINGARETTI: «MAI PIÙ UNA TRAGEDIA COSÌ»

Commiato anche da parte del segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Oggi sono a Genova per ricordare e onorare le vittime della tragedia di un anno fa, perché non si ripeta MAI PIÙ. Si cerchi la verità e si faccia giustizia. #PonteMorandi #genovanelcuore», ha scritto su Twitter. «È stata una cerimonia importante. E’ fondamentale che venga raccolta la domanda dei parenti delle vittime affinché si faccia verità e giustizia presto», ha aggiunto.

LA DELEGAZIONE ASPI-ATLANTIA LASCIA LA COMMEMORAZIONE

Alla commemorazione era presente anche l’Ad di Atlantia ed ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci che al momento risulta tra gli indagati per il crollo. A ridosso dell’inizio della cerimonia la delegazione Aspi-Atlantia ha però lasciato il capannone dove si tiene la cerimonia. Secondo quanto appreso, alcuni familiari delle vittime avrebbero chiesto al premier Conte che la delegazione non partecipasse alla cerimonia. Il gruppo è stato informato e per rispetto della volontà dei familiari si è allontanato.

LA LETTRA DI AUTOSTRADE ALLA FAMIGLIA DELLE VITTIME

Contestualmente alla cerimonia Autostrade per l’Italia ha inviato una lettera pubblicata su alcuni quotidiani nazionali e sui giornali liguri: «Ad un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, il Cda di Autostrade per l’Italia, quello di Atlantia e i lavoratori di tutto il gruppo rinnovano il cordoglio e la compassione più sincera per le vittime del crollo e per il dolore dei loro familiari». «Siamo consapevoli e profondamente rammaricati per la gravità delle sofferenze e dei disagi causati all’intera comunità genovese dal crollo del Ponte Morandi», si legge.

BUCCI: «LAVORI PROCEDONO ANCHE OGGI»

Dopo la cerimonia è stato il turno anche dell’intervento del sindaco-Commissario Marco Bucci: «È un momento di ricordo e commemorazione, Genova vuole crescere, si merita delle infrastrutture di primo livello, la città è unita e sta collaborando. Sia sul lato ovest che est del ponte anche oggi stiamo lavorando, non abbiamo interrotto i lavori, la nuova pila 9 è quasi a 20 metri, abbiamo già 11 pile con fondamenta. stiamo rispettando il piano dei lavori, sono convinto che a fine aprile 2019 inaugureremo il ponte». «Ho parlato con il premier Conte che», ha aggiunto, «si associa ai sentimenti della giornata di oggi con la volontà di commemorare chi ha perso la vita e allo stesso tempo di continuare a supportare gli investimenti di cui abbiamo bisogno per far tornare Genova una grande città. La prossima primavera Genova avrà il nuovo ponte, venite in macchina e ci passerete sopra».

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