Conclusa la demolizione di ponte Morandi

Con la distruzione dei piloni 1 e 2 si e completata la rimozione di quello che resta del viadotto sul fiume Polcevera. Restano i detriti della pila 10 che verranno rimossi entro settembre.

12 Agosto 2019 18.01
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A meno di due giorni dal primo anniversario «la demolizione» dell’ex viadotto Morandi «è conclusa». Lo ha detto il responsabile dell’ati dei demolitori Vittorio Omini a margine della cerimonia di apertura del bypass di via Porro.

«Al momento sono stati rimossi e spostati 15 mila metri cubi di materiale, circa 35 mila tra monconi abbattuti con esplosivo e palazzi demoliti» ha detto ancora Omini. Ancora da iniziare le operazioni sul cavalletto della pila 10, per il quale bisognerà attendere il via libera dei periti. «Quando arriverà», ha proseguito Omini, «sarà necessaria una ventina di giorni». I detriti della pila 10 sono quelli che insistono ancora su via Fillak. L’azienda conta di liberare definitivamente il cantiere entro la fine di settembre. A chiudere definitivamente la demolizione sono stati i lavori sulle pile 1 e 2 del Morandi, quelle immediatamente a ridosso della collina di Coronata.

BUCCI: «LA CRISI DI GOVERNO NON FERMERÀ I LAVORI»

All’inaugurazione del bypass di via Porro era presente anche il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci che ha parlato anche dell’attuale crisi di governo: «È vero che in questo momento è in atto una crisi di governo, ma ho avuto garanzie che questa non inficerà i lavori sul ponte e i lavori di messa a punto della città di Genova». «C’è un impegno mio personale e ho l’impegno del governo sul fatto che non ci saranno ripercussioni sui lavori. Mi faccio garante di questo e se vedessi che c’è qualcosa che non funziona me ne occuperò, sarò il primo a lavorarci sopra. Per ora quindi andiamo avanti come da programma e con il supporto di tutti».

RIXI: «RICOSTRUZIONE NEI TEMPI STABILITI»

«La ricostruzione del Ponte di Genova proseguirà nei tempi stabiliti dal commissario e sindaco Bucci. Così sarà nonostante l’operazione di costante ostruzionismo attuata dal Pd e dai Cinque Stelle, a partire dalla contrarietà sull’utilizzo dell’esplosivo fino ad arrivare a creare allarmismi, rivelatisi del tutto infondati, su possibili presenze di amianto nelle polveri, sopra i limiti stabiliti». Lo ha dichiarato il deputato e responsabile nazionale Infrastrutture della Lega Edoardo Rixi. «I genovesi, con i sì, e rimboccandosi le maniche, dimostrano che, se si hanno idee chiare e concrete, si può ripartire, anche dopo tragedie immense. C’è bisogno di un governo del sì per far ripartire finalmente partire anche opere infrastrutturali, come la Gronda e il ribaltamento a mare di Fincantieri, bloccate da annia, già dal Pd con varei meline e poi dai grillini con i loro no a prescindere». ha aggiunto Rixi.

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