Indagati i vertici di Aspi e Spea nell’inchiesta bis sul ponte Morandi

27 Marzo 2019 10.50
Like me!

Svolta nell'inchiesta bis sui falsi report su cinque viadotti autostradali, nata dalle indagini sul crollo del ponte Morandi. Tra gli indagati ci sono Michele Donferri Mitelli, responsabile nazionale delle manutenzioni di Autostrade (da poco trasferito ad altro incarico) e l'amministratore delegato di Spea (la società controllata del gruppo Atlantia che si occupa delle manutenzioni).

PER GLI INQUIRENTI ASPI SAPEVA CHE I REPORT ERANO FALSI

La nuova indagine era culminata a fine gennaio nell'iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone tra tecnici e ingegneri di Spea e alcuni vertici del tronco pugliese delle autostrade. Con l'iscrizione di Donferri e Galata per falso, per gli inquirenti dunque anche Aspi sapeva che i report sui viadotti erano falsati. L'indagine riguarda altri cinque viadotti in stato critico tra cui il 'Paolillo' in Puglia, il 'Pecetti' e il 'Sei Luci' a Genova, il Moro in A14 e il Gargassa in A26. Secondo i militari del primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, il gruppo avrebbe 'edulcorato' le relazioni sullo stato dei viadotti controllati. Per l'accusa, in certi casi, i report erano quasi routinari e quindi non corrispondenti al vero stato dei viadotti. La circostanza era emersa nel corso degli interrogatori dei testimoni durante le indagini sul crollo di Ponte Morandi. In particolare i tecnici di Spea avevano raccontato agli inquirenti che i report «talvolta erano stati cambiati dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri (ingegnere di Spea, indagato nella inchiesta principale sul crollo del Morandi e in questa seconda indagine) mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *