Porno fuori dagli sche(r)mi

Giuliano Di Caro
27/01/2011

Come i social e il 3D stanno cambiando il mondo dell’hard.

«Faccio una gran fatica, ma rispondo a tutti i fan che mi
scrivono su Facebook. Quando mi connetto e apro la chat vengo
bombardata di messaggi, certo. Ma, a costo di passarci il
pomeriggio, chiacchiero con tutti. È una questione di
correttezza: non voglio fare come molte mie colleghe attrici
hard, che lasciano gestire ad altri i loro profili e siti web. È
un inganno. Se vuoi parlare con Fiamma, parli con me», ha
spiegato a Lettera43.it Fiamma Monti, 19enne astro
nascente della pornografia nostrana (guarda la photogallery delle
pornodive più popolari in Rete).

La pornostar da diva a confidente

L’ultimo tabù è caduto: quello della pornostar inarrivabile e
irraggiungibile, della diva a luci rosse che tormenta il sonno
dei fan, i quali un tempo potevano sperare solo in fugaci
occhiate, e magari una foto se proprio andava di lusso, alle
fiere del porno. Ma i social network, pure su questo terreno,
hanno cambiato tutto.
SCUOLA, CASA E SOCIAL. Basta sentir parlare
questa 19enne di Varese per capire che la classica strategia del
divismo pornografico, basata sullo stereotipo della conturbante e
inaccessibile fuoriclasse dell’amore carnale ha ceduto il
passo. «Non vedo perché nascondere la propria identità e
la propria professione», ha raccontato. «Sono una pornostar e
faccio di tutto per avvicinare Fiamma, il mio nome d’arte, a
Sara. La mattina vado a scuola, torno a casa, mangio e mi attacco
a Facebook. Fa parte del lavoro rispondere a tutti i miei fan,
far capire che faccio parte del gruppo e non sono una che si
atteggia a celebrità. Tiro molta gente dalla mia parte, ascolto
le persone, limo i pregiudizi su chi fa il mio mestiere».
I fan le chiedono consigli per soddisfare mogli e fidanzate, le
mandano immagini floreali «e un mare di poesie che contengono la
parola “fiamma”». Altri parlano del più o del meno. Altri
ancora, tantissimi uomini ma «anche parecchie donne», le
chiedono dritte per entrare nel mondo del porno. Come se
l’attrice hard non fosse più un oggetto del desiderio su cui
fantasticare ma un’amica intima su cui fare affidamento. Una
strategia di autopromozione all’epoca del web che la bella e
pure intelligente Fiamma ha compreso a dovere.  
L’ANATEMA DI FACEBOOK. A un mese
dall’apertura del suo (ennesimo) profilo su Facebook, Fiamma ha
raggiunto i 4.100 amici. Ennesimo perché come tutte le sue
colleghe, italiane e straniere, ha fronteggiato una sorta di
persecuzione. Non già dei fan più sgradevoli e accaniti, che
pure ogni tanto passano il segno e la obbligano a bannarli e
ignorarli, bensì del perbenismo del social network più popolare
del mondo. «Facebook mi ha cancellato il profilo cinque o sei
volte, almeno. E non ho mai caricato foto minimamente spinte, mai
un seno nudo o un’immagine indecente, perché la pornografia si
fa altrove, mica su Facebook. Eppure…». Colpa delle
segnalazioni degli utenti, o forse di una precisa logica
discriminatoria del social network di Zuckerberg nei confronti
delle avvenenti signorine dell’hard.

Usa, il boom dei cinguettii hard

Le attrici hard americane, sfiancate dall’ufficioso
boicottaggio di Facebook, negli ultimi sei mesi hanno deciso di
traslocare in massa su Twitter.
In brevissimo tempo, si è assistito a un vero boom: le attrici
porno statunitensi contano oggi, in media, 30 mila follower su
Twitter. Gli stuoli di fan vogliono addentrarsi il più possibile
nella vita privata e off screen, secondo quella logica di
voyeurismo totale intercettata dai social network. E le attrici,
felicissime di farsi pubblicità a costo zero, hanno imparato a
stare al gioco.
NUOVE SINERGIE. Negli Usa il mondo del porno è
sempre stato all’avanguardia per quanto riguarda l’utilizzo
delle nuove tecnologie. È risaputo: la pornografia ha
contribuito in maniera enorme alla diffusione del web
all’inizio della rivoluzione digitale. Ma l’alleanza storica
valeva per i contenuti finali, i film, mica per le vite private
delle attrici. Il porno negli Usa è ancora un business in cui le
attrici usano nomi falsi e si preoccupano in maniera quasi
maniacale degli stalker e delle oscenità a cui si espongono per
“rischio professionale”.
Ma l’industria ha ormai svoltato: tutte su twitter a parlare
dei fatti propri, dialogare con altre colleghe, segnalare questo
o quel film, costruirsi un’immagine accessibile alla massa di
fan ossessionati dalle loro curve. Courtney
Cummz
, star della serie Face Invaders, ha 52 mila
follower, Dana DeArmond 34 mila, l’enfant prodige Kristina Rose, star rampante coll’esplicito
soprannome Slutwoman, 44 mila, Angelina
Valentine
17 mila. 
MANNA PER L’INDUSTRIA. L’anno scorso la Porn
Star Tweet, società che aggrega profili twitter delle pornodive
e tweet sul mondo dell’hard, era stato rimbalzato senza troppi
complimenti sulle soglie degli Avn Awards di Los Angeles, gli
Oscar della pornografia. Pochi mesi dopo il suo fondatore, Pete
Hously, è stato invitato con tutti gli onori e la società ha
twittato quasi 1.000 fotografie dal tappeto rosso del porno.
Negli ultimi sei mesi le agenzie che reclutano le attrici hanno
iniziato a mandare alla Porn Star Tweet le loro clienti e la società
vanta oggi tra le sue fila più di 1.000 profili di attrici di
film per adulti. I numeri sono impressionanti. Il migliaio di
profili aggregati dalla Pst attraggono più di 9 milioni di
utenti / follower, per un totale di 3 milioni di tweet e 250 mila
foto e video lanciati in rete nel 2010 dalle star
dell’hard.
A loro volta, le attrici seguono 635 mila dei loro fan,
ricambiando il favore. Oltre a tenersi d’occhio tra colleghe,
ovviamente. «Esprimi un’opinione su Twitter e stai sicura
che nel giro di mezz’ora raggiungerà l’intera industria
del porno», ha sintetizzato Andy San Dimas, vincitrice della
statuetta di miglior attrice agli Avn Awards. Scaramucce,
invidie, guerre tra attrici: tutte esposte in pubblica (digitale)
piazza. Il porno ha trovato un altro modo per entrare nelle case
di tutti, la via del gossip. Gratis e efficacissimo. 

L’Italia del porno 3D con Casino 45

L’altra big thing della pornografia mondiale è invece arrivata
dall’Italia: i film hard in 3D. Come Avatar, ma più nudi
ancora.  Il primo film per adulti girato in 3D in Europa è
italiano: Casino 45, della label di Rimini Pink’O,
pellicola ambientata in un bordello della Seconda Guerra
mondiale, che ha visto l’esordio davanti alla macchina da presa
di Fiamma Monti (guarda il video della presentazione di Casino 45).
«Girarlo con la tecnologia di ripresa in 3D ha fatto lievitare i
costi a circa 85 mila euro, rispetto al budget medio di un film
in 2D di 35 mila euro», ha spiegato a Lettera43.it Rudy
Franca, amministratore della riminese Sin’s Factory.
AL PASSO CON I TEMPI. Ma la scelta risponde a
una logica di mercato. Il dvd è ormai superato dalla diffusione
dei video porno sul web. «Non bastasse, da anni tutti si sono
messi a fare porno con telecamerine da quattro soldi e a bassa
definizione. Girare in 3D ci ha permesso di liberarci da una
concorrenza divenuta asfissiante». La squadra per un film in 3D
arriva «fino a 30-35 persone, attori inclusi», ma i benefici di
business sono evidenti.
«Noi giriamo sei film all’anno e forniamo contenuti ai canali
su Sky e alla cubovision di Telecom, i vettori che supportano il
3D in Italia, oltre all’ip tivù di Fastweb, a Canal Plus, Sky
Germania e altri. Abbiamo bruciato sul tempo tutti: con la nostra
qualità di ripresa, siamo stati i primi al mondo nell’ambito
dei film per adulti. Nel giro di tre o quattro anni saranno assai
diffuse le tivù che non richiedono occhialini per l’effetto
3D, e noi siamo già pronti per il mercato».
Così le bombe sexy dell’hard, già uscite dall’esilio dorato
del divismo grazie ai social network, potranno pure camminare nel
salotto dei fan. Tra computer e televisori di nuova generazione,
queste disinibite signorine sembrano proprio voler uscire dagli
schermi.