Porno per non udenti

Bruno Giurato
11/12/2010

Notizie della settimana: il noir surreale di Lettera43.it.

Porno per non udenti

Uno spettro, anzi molti, si aggirano per le redazioni. Tenendo d’occhio le news si incontrano casi da antologia dell’assurdo. Una collezione di mostruosità, eccentricità, stranezze mischiate al quotidiano, già non troppo ordinario, della cronaca. Tanto per ricordarci che la realtà supera sempre la fantasia.

Porno per non udenti

Cosa fanno le tue mani, nasconde molto più che una semplice storia per adulti. Arriva infatti nel panorama editoriale italiano il primo videoromanzo erotico per sordi, nato dall’idea del medico e scrittore Maria Giovanna Luini. Il libro, pubblicato da Historica, è concepito come un volume tradizionale su carta.
Ma è anche accompagnato da un video in cui la vicenda è interpretata da un’attrice non udente in Lis (Lingua italiana dei segni). «Ho trovato molte difficoltà a far percepire agli editori il valore che questa opera poteva assumere per la comunità sorda e anche per il pubblico udente», ha confessato l’autrice. Il lavoro sarà disponibile gratuitamente sul web entro Natale sul sito della scrittrice.

La Giustizia nella m….

Allagato il piano terra del Palazzo di giustizia di Bari.  Il 9 dicembre 2010 dai bagni sono fuoriusciti acqua e reflui inondando di cattivo odore gli uffici giudiziari. Gli addetti alle pulizie hanno faticosamente raccolto l’acqua di fogna che dai bagni stava raggiungendo i corridoi delle aule d’udienza. L’accesso al palazzo è stato dirottato dall’ingresso principale a un’uscita di sicurezza laterale, dove tuttavia non vi sono metal detector per controllare chi entra.
Il Palazzo di giustizia è inadeguato ad accogliere gli uffici giudiziari e da anni si cerca una soluzione per il trasferimento della Procura in una sede idonea. Una situazione che va avanti almeno dal 2002, quando l’edificio fu sequestrato, con facoltà d’uso, su disposizione della stessa magistratura barese.

Cuori infranti e teste rotte

Uno dei grossi cuori che compongono l’installazione luminosa natalizia che pendeva dalla cupola dell’Ottagono, nella centralissima galleria Vittorio Emanuele di Milano, è caduto colpendo alla testa un’anziana donna, ricoverata in gravi condizioni in ospedale. L’episodio è avvenuto poco dopo mezzogiorno del 9 dicembre 2010, nel complesso monumentale che collega Piazza del Duomo a Piazza Scala dove, dal 4 dicembre, era stata installata una composizione di cuori sponsorizzata da Swarovsky.
All’improvviso uno dei cuori, di circa un metro di diametro, in legno e rivestito in materiale luccicante, è precipitato colpendo alla testa una passante, subito trasportata al policlinico da un’ambulanza. Immediatamente la parte centrale della galleria è stata transennata dalla polizia locale ed è intervenuto l’assessore all’arredo urbano, Maurizio Cadeo, promotore di tutte le installazioni luminose in città, che ha potuto constatare di persona le tracce di sangue lasciate sui mosaici.
La donna, di 71 anni, è al pronto soccorso con una ferita lacero contusa alla testa e un trauma cranico. Le sue condizioni sono gravi.

La bambina e le tate-prostitute

Dopo aver sottratto la figlia di cinque anni avuta dalla sua ex convivente, ha tenuto nascosta la bimba in una villa insieme con due prostitute, minacciando la ex che non avrebbe visto più la figlia se non fosse tornata anche lei a prostituirsi.
Per questi motivi Costantin Prundaru, di 37 anni, romeno come le altre protagoniste della vicenda, è stato arrestato il 9 dicembre 2010 dagli agenti del commissariato di Ostuni. L’uomo, da tempo residente a Cisternino (Brindisi), è accusato di sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, tentata estorsione, violenza privata, minacce, violenza e lesioni.
Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata alla polizia dalla madre della piccola. La bimba, hanno accertato i poliziotti, era stata sottratta alla mamma nel settembre scorso a una fermata dell’autobus. Gli agenti l’hanno trovata mentre maneggiava biancheria intima nel salone della villa che il romeno utilizzava come casa d’appuntamento e nella quale faceva prostituire due connazionali, anche loro presenti al momento dell’arrivo dei poliziotti.

Parlantina antirapina

Ha steso il rapinatore con la sua parlantina, convincendolo a rinunciare al colpo. È accaduto in un negozio del centro di Torino. Intorno alle 12 del 9 dicembre 2010 un italiano di 37 anni con un cappuccio calato sulla testa, armato di coltello e di una pistola giocattolo, è entrato in una libreria intimando al titolare, 40 anni, di consegnargli l’incasso.
Il titolare, anziché farsi prendere dal panico, ha iniziato a chiacchierare. «Periodaccio questo», ha ripetuto il negoziante al bandito. «Si fanno pochi affari, va male anche a me», ha risposto l’altro che dopo un po’, stordito dalle parole, non soltanto ha desistito, ma si è sentito male e ha chiesto che venisse chiamata un’ambulanza. I carabinieri lo hanno denunciato a piede libero.

Politica al cardiopalmo

La tempesta politica che rischia di far saltare maggioranza e Governo mette a rischio anche il cuore dei politici per le scariche di adrenalina che arrivano «sotto i colpi dell’ansia e della collera per le accuse reciproche di tradimento». È l’avvertimento lanciato il 9 dicembre 2010 alla classe politica dalla Sic (Società italiana di cardiologia).
«Ansia, collera, sdegno, stizza, tensione, incertezza sul proprio futuro in attesa del “giorno del giudizio”» dice Paolo Marino, presidente della Sic, alla presentazione del 71° congresso nazionale «stanno scatenando non solo nei parlamentari, ma anche in tutto il mondo che vive all’ombra della politica, una tempesta simpato-adrenergica».
E l’adrenalina in eccesso può essere «un pericolo per cuore e cervello» di deputati e senatori. Di sicuro la chiusura di Montecitorio in attesa del voto del 14 dicembre «è in qualche modo una pausa salva vita perché è utile a stemperare la fase più emotiva ed evita il rischio di polemiche accese in Aula. Sorge il dubbio» conclude Marino «che sia trattato di un escamotage salutistico».

Chi ha mangiato il pesce palla?

Allarme al mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo, il più grande al mondo, dove sono sparite due casse contenenti quattordici esemplari del famigerato fugu, il pesce palla altamente velenoso, tra i piatti più noti e discussi della cucina nipponica.
Il fugu, che in giapponese significa “maiale di fiume”, è uno dei piatti più ricercati e costosi della cucina tradizionale del Sol Levante e viene servito principalmente crudo (sashimi) e fritto (tempura). Il potente veleno, presente soprattutto nel fegato, la tetradotossina, lo rende potenzialmente letale se preparato da mani inesperte, motivo per cui il pesce palla può essere cucinato solo da chef dotati di una speciale licenza.
L’allerta è scattato, quando il venditore all’ingrosso di prodotti ittici Chuo Gyorui ha ricevuto una chiamata dal compratore della partita di pesce, secondo cui la merce, già partita da ore, non era stata ancora consegnata. Il pesce sparito, in tutto 21 chilogrammi, appartiene alla qualità torafugu (“pesce palla tigre”), la più pregiata e al tempo stesso più velenosa.