Intensificati i controlli antiterrorismo nel porto di Genova

Redazione
19/10/2023

Dopo l’attacco di matrice islamica di Bruxelles e la scoperta che il terrorista Abdesalem Lassoued era stato a Genova (sicuramente...

Intensificati i controlli antiterrorismo nel porto di Genova

Dopo l’attacco di matrice islamica di Bruxelles e la scoperta che il terrorista Abdesalem Lassoued era stato a Genova (sicuramente nel 2011, ma forse anche dopo), ad essere sorvegliato speciale è soprattutto il porto del capoluogo ligure, già considerato obiettivo sensibile o ora ancora di più. Non solo perché è un’area dove transitano ogni giorno migliaia di passeggeri, ma anche perché lo scalo genovese rappresenta l’unico porto italiano con numerosi collegamenti diretti con il Nord Africa, in particolare con Tunisia e Algeria.

Si tratta dello scalo italiano con più collegamenti col Nord Africa. Il terrorista Abdesalem Lassoued, autore dell’attentato di Bruxelles, era stato nel capoluogo ligure.
Il porto di Genova (Getty Images).

Il porto di Genova è uno dei più trafficati dell’intero Mediterraneo

In generale il porto di Genova è uno scalo molto importante per il Mediterraneo: qui si imbarcano spesso passeggeri che arrivano, oltre che dall’Italia e dalla Francia, anche dal Belgio e dal Nord Europa. A gestire i controlli e gli alert di segnalazione su possibili passeggeri ritenuti sospetti è la polizia di frontiera, in collaborazione con la Digos, quest’ultima impegnata in prima linea soprattutto nelle indagini su tutto il territorio ligure alla ricerca di possibili fiancheggiatori di Lassoued o più in generale a fenomeni di radicalizzazione di stranieri residenti a Genova.

A Genova otto pakistani sono stati condannati per terrorismo

Controlli intensificati anche da parte della Polfer sui treni diretti in Francia o provenienti dal Paese d’Oltralpe. Il tribunale di Genova, tra l’altro, ha appena condannato otto cittadini pakistani per aver costituito nel capoluogo ligure una cellula terroristica collegata al “Gruppo Gabar”, a sua volta vicino a Zaheer Hassan Mahmoud, che a settembre del 2020 attaccò l’ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo, ferendo due persone a colpi di mannaia.