Potenza, un altro giudice non convalida il trattenimento di un migrante

Redazione
13/10/2023

Il tunisino, arrivato in Italia nel 2022, possiede un passaporto (la cui consegna alle autorità è ritenuta elemento sufficiente e alternativo alla sosta nei Cpr). Non si arresta la scia di magistrati che si oppongono al decreto Cutro.

Potenza, un altro giudice non convalida il trattenimento di un migrante

Il giudice del Tribunale di Potenza Filippo Palumbo non ha convalidato il trattenimento, disposto dal questore di Forlì, di un cittadino tunisino richiedente asilo nel Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza). Interpellata dall’ANSA, l’avvocato Angela Maria Bitonti, referente per la Basilicata dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), ha confermato la notizia.

Il migrante possiede un passaporto e «la Tunisia non può essere considerata sicura»

Il migrante, arrivato in Italia nel 2022, aveva inizialmente avanzato richiesta di asilo a Palermo. La sua domanda è stata però reiterata e gli è stato dato appuntamento per il primo ottobre 2023, ma la questura di Forlì ne ha disposto il trattenimento. Una misura che il giudice ha ritenuto illegittima anche perché il cittadino possiede un passaporto e la sua consegna alle autorità è ritenuta elemento sufficiente e alternativo al trattenimento quand’anche fosse ritenuto necessario. Tra le motivazioni del provvedimento «anche quella che ricorda che le procedure di frontiera si applicano solo a chi arriva da un Paese sicuro, e la Tunisia, secondo la recente pronuncia dei giudici di Firenze, non può essere considerata un Paese sicuro».

A Catania si continua a non convalidare i trattenimenti

Non si arresta dunque la scia di provvedimenti dei giudici delle sezioni immigrazione contro il decreto Cutro, che prevede il trattenimento dei migranti provenienti da Paesi ritenuti sicuri durante lo svolgimento della procedura di frontiera. Dopo il caso Apostolico, il tribunale di Catania non ha convalidato il trattenimento di cinque migranti a Pozzallo disposto dal questore di Ragusa. Ad adottare il provvedimento il giudice Rosario Cuprì, collega della sopracitata Apostolico – che non si ferma nonostante lo scontro col governo e ha emesso un altro dispositivo per quattro tunisini.