A casa di Pozzolo diverse armi, Meloni furiosa: valuta la sospensione del deputato

Enrico Filotico
03/01/2024

Nell'abitazione dell'onorevole "pistolero" di Fratelli d'Italia oltre al mini-revolver North American arms LR22 sono stati trovati fucili regolarmente registrati in prefettura. Ora è lui che deve decidere se fare un passo indietro da solo o attendere che sia il partito a prendere provvedimenti.

A casa di Pozzolo diverse armi, Meloni furiosa: valuta la sospensione del deputato

È descritta come furiosa Giorgia Meloni. La premier non ha digerito le cronache di inizio anno legate alla vicenda di Rosazza che ha visto coinvolti il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e sua sorella, sindaca del comune nella provincia di Biella, Francesca Delmastro. Nonostante la corsa alle smentite, il partito è stato trascinato in una polemica inevitabile. «Se c’è stata anche solo una leggerezza sarà punita», è la linea della premier secondo quanto riportato da Il Foglio. Non ha aiutato nella valutazione dei fatti l’esito delle indagini a casa Pozzolo. Il deputato oltre al mini-revolver North American arms LR22, a casa aveva anche armi e fucili regolarmente registrati in prefettura.

Andrea Delmastro, sottosegretario alla giustizia, e Emanuele Pozzolo, deputato di FdI (TgVercelli)

Si attende l’auto-sospensione di Pozzolo, altrimenti sarà lo stesso partito a prendere il provvedimento 

In attesa della conferenza stampa della presidente del consiglio di giovedì 4 gennaio, le ipotesi al momento al vaglio sono due. La prima, e più gradita, prevedrebbe l’auto-sospensione del deputato. La seconda e più scomoda, imporrebbe a Meloni di allontanare l’onorevole vercellese. Improbabile che sia la stessa premier a farlo, il compito dovrebbe essere affidato a Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale del partito e in queste ore unico responsabile alle comunicazioni con il deputato “pistolero”. Che Emanuele Pozzolo sia stato nei fatti accompagnato all’uscita di Fratelli d’Italia è già evidente. Nell’intervista rilasciata martedì 2 gennaio a la Repubblica dal sottosegretario Andrea Delmastro, presente al già famigerato veglione di Rosazza, erano già evidenti le prese di distanza. «Io sono di Biella e lui è di Vercelli, 40 chilometri di distanza, facciamo politica tutti e due nello stesso partito, quindi ci conosciamo per forza, lui fa l’avvocato ed è alla sua prima elezione in parlamento», aveva spiegato Delmastro. E ancora, alla domanda se avessero trascorso Capodanno insieme, il sottosegretario ha risposto: «Lui ha solo chiesto se poteva venire dopo, e infatti è arrivato verso mezzanotte e mezza, forse un quarto all’una, non ha fatto il brindisi con noi». Letto così, parrebbe quasi un estraneo. Eppure solo l’8 novembre i due avevano prodotto un documento firmato da entrambi per la nomina del nuovo direttore della casa circondariale di Vercelli. In quell’occasione sembravano più che conoscenti.