A Pozzuoli il bradisismo ascendente fa emergere dal mare resti romani

Antonio Cangiano
27/03/2020

Si tratta di setti murari ascrivibili a una più ampia struttura, forse un granaio o un magazzino. Il complesso sprofondò a causa di movimenti discendenti nel IV secolo d.C. E nella Darsena spuntano dall'acqua alcune pilae.

A Pozzuoli il bradisismo ascendente fa emergere dal mare resti romani

Nei pressi della scogliera antistante l’ex stabilimento Sofer, a Pozzuoli, alcuni resti d’epoca romana sono emersi dal mare, per diversi centimetri, a causa del bradisismo ascendente, fenomeno che interessa da millenni l’area dei Campi flegrei.

Si tratterebbe di alcuni setti murari, ascrivibili a una più ampia struttura, forse un granaio o un magazzino. L’area interessata dal sollevamento, infatti, corrisponde a una vasta area archeologica sommersa, conosciuta come il vicus Lartidianus, quartiere periferico dell’antica Puteoli, a forte vocazione commerciale.

Sprofondato intorno al IV secolo d.C. a causa di una intensa fase di bradisismo discendente, assieme al vicino Vicus Annianus, fatto costruire dall’imperatore Adriano per ospitare artigiani e commercianti provenienti dall’Oriente, adesso qualche rudere sembra lentamente ritornare alla luce, riemergendo dalle onde del mare.

La mappa dei resti romani antistanti a Pozzuoli

LE PILAE RIAFFIORATE DAVANTI AL LUNGOMARE PERTINI

L’attuale fenomeno bradisismico di tipo ascendente sta facendo sentire i suoi effetti anche nel vicino Valione, la pittoresca darsena dei pescatori di Pozzuoli, dove alcune barche già si posano su parte del fondale seccato, e nello specchio di mare antistante il lungomare Pertini. Qui in particolare, stanno lentamente riaffiorando alcune pilae, particolari costruzioni che servivano da strutture frangiflutti, e avanzi d’epoca romana, ascrivibili a un’antica salina, sulle quali si infrangono le onde.

Alcuni resti romani emergono dal mare

DAL 2011 IL SUOLO SI È SOLLEVATO DI 46 CM

Il golfo di Pozzuoli è interessato da una fase di bradisismo di tipo ascendente che dura da diversi anni. Il suolo tende a sollevarsi, per via del magma sito nella crosta terrestre a pochi chilometri di profondità, che spinge verso l’alto, e dal 2011 a oggi ha raggiunto, nella zona di massimo sollevamento, ben 60,5 centimetri, secondo i dati forniti dell’Osservatorio Vesuviano. Sempre a causa dell’attività bradisismica il 2 marzo 1970 fu completamente evacuato il rione Terra. Il suolo in quel caso si sollevò di 90 cm, 20 all’altezza della costa. E il 5 settembre del 1983 l’area venne colpita da un terremoto di quinto grado.