Pozzuoli, sacchetti della spazzatura contro De Luca

28 Febbraio 2018 14.11
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Hanno atteso che il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, prendesse posto alla cerimonia di inaugurazione del nuovo reparto di urologia dell'ospedale di Pozzuoli; poi, pochi minuti dopo, all'indirizzo del governatore e delle altre autorità presenti, hanno lanciato due sacchetti di rifiuti. Protagonista della protesta un gruppo di attivisti del centri sociali. Una ventina in tutto, che hanno iniziato a urlare contro De Luca frasi offensive fino a quando non sono stati allontanati dalla polizia.

NEL MIRINO ANCHE IL FIGLIO. Sui sacchetti c'erano le foto dello stesso governatore e del figlio, Roberto, fino a qualche giorno fa assessore al Bilancio del Comune di Salerno, prima di rassegnare le dimissioni dopo la pubblicazione del secondo video di Fanpage. Roberto De Luca, che ha sempre rivendicato fermamente la correttezza del suo operato, ha detto di aver lasciato l'incarico solo per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione. La testata giornalistica ha realizzato un'inchiesta giornalistica sul business dello smaltimento dei rifiuti. Il 27 febbraio è stata pubblicata la quarta puntata dell'inchiesta in cui si riferisce di una possibile operazione di riciclaggio del denaro della camorra nel Nord-est.

IL GOVERNATORE ANNUNCIA QUERELA. Una protesta, quella avvenuta all'ospedale di Pozzuoli, che De Luca ha definito «un'azione di plebeismo e di camorrismo. Non mi faccio intimidire, per fermarmi devono spararmi». E ha già fatto sapere che presenterà querela. La giornata di De Luca è iniziata a Giugliano, a una decina di chilometri da Pozzuoli, dove il governatore ha visitato lo stabilimento dove verrà trattato un lotto 120 mila tonnellate di ecoballe, stoccate in zona da tempo. È solo uno dei tanti lotti dei complessivi 5 milioni e 600 mila tonnellate di spazzatura depositati a cielo aperto. Sono una pesante eredità dell'emergenza rifiuti che ha investito la Campania negli anni passati. Alcuni contestatori hanno tentato di avvicinare il presidente della Giunta regionale, ma senza riuscirvi perché sono stati tenuti lontani dallo stabilimento, che si trova all'interno dell'area industriale.

«CONTRO DI ME UN'AZIONE SQUADRISTA». Quando hanno visto passare l'auto di De Luca hanno urlato slogan e mostrato alcuni striscioni. I manifestanti non si sono arresi e un gruppetto si è spostato a Pozzuoli, dove c'è stata la protesta. Poi hanno diffuso una nota, in cui ricordando l'inchiesta giornalistica di Fanpage, hanno spiegato i motivi della loro protesta. Ma è stato anche lo stesso De Luca a parlare nuovamente del video diffuso dalla testata on line: «È stato ingaggiato un camorrista, tale Perrella, che attraverso il commercialista di famiglia ha fissato con mio figlio un incontro. Nell'incontro doveva dire come ha detto due parole precise: ecoballe e 15%: Su questa hanno costruito tutto una vicenda. Mio figlio non c'entra. Questi sono squadristi che in piena campagna elettorale e a dieci giorni dalle elezioni hanno messo su un'azione infernale».

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