Scurati guida la cinquina del Premio Strega 2019

L'autore di "M. Il figlio del secolo" primo per distacco. Sorpresa Cibrario al secondo posto. Terzo il favorito Missiroli. Il 4 luglio la proclamazione del vincitore.

13 Giugno 2019 07.29
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Antonio Scurati domina con 312 voti la cinquina del Premio Strega 2019 votata il 12 giugno per la prima volta al Tempio di Adriano a Roma. Dato in grande impennata alla vigilia della votazione, il suo M. Il figlio del secolo (Bompiani) ha ampiamente staccato, in questa 73esima edizione del premio che vede sul podio tre donne, quello che veniva dato fino all’ultimo per suo diretto concorrente, Marco Missiroli, superfavorito con Fedeltà (Einaudi) da un anno che invece si è piazzato al terzo posto con 189 voti. Sfumato il duello, al secondo posto un po’ a sorpresa è arrivata Benedetta Cibrario con 203 voti per Il rumore del mondo (Mondadori).

M. IL FIGLIO DEL SECOLO: ALTRI DUE LIBRI E UNA SERIE TIVÙ

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini in oltre 800 pagine, con un approccio inedito, che rispetta le fonti storiche ma fa un ritratto romanzato del duce, ha avuto la meglio sulle disillusioni e il racconto delle disgregazioni relazionali a cui ha dato voce Missiroli. Alla sua terza volta allo Strega, dopo aver sfiorato due volte la vittoria, Scurati, presentato da Francesco Piccolo che nel 2014 vinse superandolo di 5 voti, sembra avere davvero questa volta la vittoria tra le mani. E lo mostra anche la serenità con cui ha seguito lo spoglio dei voti. «Credo nella letteratura come forma alta di conoscenza. Mi ha fatto enorme piacere il consenso dei lettori, c’è un gran bisogno di capire e si è manifestato» ha detto al Tempio di Adriano. Per M. Il figlio del secolo ha fatto anni di studi e tra gli aspetti sorprendenti di Mussolini sottolinea: «Era un uomo vuoto, privo di idee, di strategie. Assecondava la folla, non la guidava. Non è un giudizio morale ma oggettivo» spiega e dice che questo libro «è il primo di una trilogia. Sto scrivendo il secondo e voglio arrivare fino a piazzale Loreto». Intanto Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie tv.

NADIA TERRANOVA CHIUDE LA CINQUINA

A rallentare la corsa di Missiroli, fresco della vittoria del Premio Strega Giovani 2019, verso la conquista del premio è anche la presenza in cinquina di un altro autore Einaudi, Nadia Terranova con il suo Addio fantasmi che è arrivata quinta con 159 voti. La sua storia di una donna, Ida, che torna nella casa d’infanzia, a Messina, e si trova ad affrontare i fantasmi che hanno condizionato tutta la sua vita e la sparizione del padre 23 anni prima ha scombinato le carte in un’edizione che vede per la prima volta tra i cinque due autori dello stesso marchio editoriale. «Tra me e Missiroli non c’è nessun contrasto, è un gioco. I nostri libri sono in gara, non noi e questo vorrei che fosse chiaro e poi ognuno fa la sua gara. Sono una scrittrice, non una stratega» ha sottolineato la Terranova che è nata a Messina nel 1978 ma vive a Roma. «Sono felicissima di essere qui. Ho fatto questo Strega da outsider, è stato il libro a trascinarmi qui, non il contrario. Credo che il mio libro sia piaciuto perché mi sono scorticata per scriverlo. E’ un romanzo nudo nel raccontare il dolore insanabile».

C’è molta gioventù nel mio romanzo. Il Risorgimento lo hanno fatto i giovani

Benedetta Cibrario

Cibrario, già vincitrice del Campiello con Rossovermiglio, con il secondo posto regala così una tripletta al Gruppo Mondadori. «C’è molta gioventù nel mio romanzo. Il Risorgimento lo hanno fatto i giovani. Ci ho messo quattro anni per scriverlo. È la storia in fondo di un matrimonio che non funziona, di generazioni che si incontrano. Quel periodo mi ha affascinata perchè si è preparata una consapevolezza nel fare politica, nello svecchiare il paese» dice la scrittrice che vive a Londra e nel suo libro ci mostra uno sguardo non convenzionale sul Risorgimento tra Inghilterra e Piemonte.

IL DUELLO NE “LA NAVE DI TESEO”

Nella battaglia all’interno de La Nave di Teseo, che a sua volta aveva due autori in lizza ha prevalso su Mauro Covacich e il suo Di chi è questo cuore, Claudia Durastanti con La straniera, un’educazione sentimentale contemporanea che racconta cosa significa sentirsi sempre stranieri. Su un totale di 660 aventi diritto al voto hanno espresso tre preferenze in 592, per una percentuale dell’89,69%. A presiedere il seggio, Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018. Il 4 luglio la proclamazione del vincitore al Ninfeo di Villa Giulia.

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