Ddl anticorruzione, slitta ancora il voto sulla prescrizione

15 Novembre 2018 16.06
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Slitta il voto degli emendamenti sulla prescrizione presentati al ddl anticorruzione, all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. La relatrice Francesca Businarolo (M5s) ha chiesto di accantonarli e di votarne altri. Le commissioni hanno finito l'esame di quelli all'articolo 1, tra i quali ci sono quelli sulla prescrizione, compresi quelli di relatori e M5s che fa entrare in vigore la prescrizione nel 2020. La relatrice ha dato i pareri su tutti, ma anziché passare al voto ha chiesto l'accantonamento. Il deputato del Pd Carmelo Miceli ha chiesto alla relatrice del M5s il perché dell'accantonamento degli emendamenti sulla prescrizione, ma Francesca Businarolo non ha risposto. Si è passati quindi all'esame dell'articolo 2 e delle relative proposte di modifica.

VAZIO (PD): «È UNA RIFORMA PESSIMA»

«Il ministro Bonafede l'ha annunciata come lo 'Spazza corrotti', come la legge che avrebbe risolto il tema legalità e la trasparenza nella Pubblica amministrazione. Quella che invece si sta esaminando in Commissione alla Camera è una legge di riforma pessima, che si porta dietro il più abominevole colpo di spugna salva Lega che mai si era visto», è stato l'affondo di Franco Vazio (Pd) a proposito del ddl. «È una legge che cancellando l'istituto della prescrizione, come confermato da magistrati, giuristi e avvocati, di fatto abolirà la presunzione d'innocenza e renderà eterni i processi, costringendo gli imputati a una gogna infinita e le parti lese a un'attesa senza fine per ottenere ragione delle loro pretese. Nessuna misura vera di prevenzione alla corruzione, ma solo invenzioni giuridiche che scardinano lo stato di diritto, principi e garanzie fondamentali».

«EMENDAMENTI CHE SALVANO I LEGHISTI»

«Gli emendamenti che sono i piovuti in Commissione sul reato di peculato e sulla prescrizione cancelleranno però anche processi, imputazione e condanne pronunciate a carico proprio di quei leghisti che avevano osteggiato questa riforma; leghisti poi folgorati sulla 'via di Damasco' nel momento in cui, per effetto di un vero e proprio 'pactum sceleris', hanno visto le loro accuse e le loro condanne 'mondate' da uno splendido colpo di spugna. Questo è il Governo del cambiamento. Non altro», ha concluso Vazio.

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