Foa pronto a ignorare la Vigilanza Rai sul doppio incarico

Nonostante la bocciatura della commissione, il presidente non intenderebbe lasciare la guida di RaiCom. La Lega lo sostiene e minimizza possibili screzi con il M5s. Pd sul piede di guerra.

19 Giugno 2019 12.30
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La commissione di Vigilanza Rai ha bocciato la doppia presidenza di Marcello Foa, ma lui non sembra avere alcuna intenzione di dimettersi. Le poltrone della tivù pubblica tornano ad agitare la politica italiana. Da un lato c’è una nuova incrinatura della maggioranza di governo: la risoluzione per le dimissioni di Foa dalla presidenza di RaiCom (la controllata che si occupa di diffondere i canali italiani nel mondo) è stata presentata dal senatore pentastellato Primo Di Nicola ed è passata con il voto favorevole di Pd e Leu, mentre Lega e Fratelli d’Italia si sono espressi contro e Forza Italia si è astenuta.

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LA LEGA MINIMIZZA LA PORTATA POLITICA DELL'”INCIDENTE”

In teoria potrebbe essere la prefigurazione di una nuova possibile maggioranza in parlamento, come sottolineato ironicamente dalla senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè. Ma in realtà non è questo l’aspetto più rilevante della votazione in Vigilanza, visto anche che dalla stessa Lega si tende a minimizzare la portata politica dell’incidente, escludendo che possa essere fonte di guai seri per il governo.

CAPITANIO: «SE CREDE, IL M5S PUÒ SFIDUCUARE SALINI…»

La cosa più clamorosa e foriera di sviluppi è invece un’altra: che il diretto interessato si prepara a restare “in paradiso a dispetto dei santi”, conservando entrambe le presidenze come se niente fosse. A preannunciarlo a Lettera43.it è il segretario della commissione, nonché esponente di spicco del gruppo leghista, Massimiliano Capitanio. «Non c’è alcun motivo perché Foa si debba dimettere da presidente di RaiCom e già sappiamo che non lo farà. La commissione non è un organismo che possa dare e togliere incarichi. Se i 5 stelle pensano che l’incarico di Foa sia illegittimo dovrebbero sfiduciare non Foa, ma l’amministratore delegato Fabrizio Salini che glielo ha conferito e ne ha ribadito la legittimità proprio qui in commissione, con tanto di pareri legali».

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ANZALDI NON ESCLUDE UN RICORSO AL TAR

La situazione ritorna così, clamorosamente, al punto dipartenza. Perché se l’annuncio di Capitanio sarà confermato, e non c’è al momento motivo di dubitarne (dai collaboratori del presidente Foa, interpellati da Lettera43.it non è stato possibile avere conferme né smentite), la prossima puntata sarà uno scontro durissimo fra Lega e Pd non solo sugli equilibri di potere in Rai ma anche sulle prerogative della commissione di Vigilanza. «Stiamo parlando», dice il deputato dem Michele Anzaldi, che più di ogni altro tuona da mesi contro la doppia presidenza di Foa, «della risoluzione approvata da un organo di rilevanza costituzionale. Disattenderla sarebbe grave. Se davvero non si dimettesse da RaiCom presenterei immediatamente un ricorso al Tar».

DUBBI SULLE NUOVE ASSUNZIONI

Il succo della diatriba è sempre lo stesso. Secondo il Pd e il Movimento 5 stelle la doppia presidenza di Foa contrasta con la legge, recepita anche nello statuto della Rai, che esclude per il presidente dell’azienda altri incarichi che non siano di rappresentanza. Inoltre ci sarebbe un conflitto di interesse derivante dalla coincidenza nella stessa persona del ruolo di controllato e controllante. Su questo si discute da mesi con interpretazioni e pareri giuridici da una parte e dall’altra. Ma sarebbe sbagliato pensare che si tratti solo di una questione giuridica. A rendere la faccenda assai più concreta e politicamente sensibile è la novità dell’affidamento a RaiCom di un canale in lingua inglese che dovrà essere realizzato nei prossimi mesi con l’assunzione, a quanto se ne sa, di un centinaio di nuovi giornalisti. Che non passerebbero per le normali procedure in vigore nella tivù pubblica.

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