Presidenze Camere, Di Maio: «Per il M5s Romani è invotabile»

Redazione
22/03/2018

È stallo nella trattativa sulla presidenza delle Camere (il 23 la prima seduta), dopo il no ribadito ancora volta dal...

Presidenze Camere, Di Maio: «Per il M5s Romani è invotabile»

È stallo nella trattativa sulla presidenza delle Camere (il 23 la prima seduta), dopo il no ribadito ancora volta dal Movimento 5 stelle al nome di Paolo Romani per Palazzo Madama. Per Matteo Salvini servirà «ricominciare da zero», dopo che la strada per un'intesa tra centrodestra e pentastellati sembrava essere stata spianata nei giorni scorsi. «Il Pd si è rifiutato di partecipare al tavolo di concertazione proposto dal centrodestra e lo stesso centrodestra continua a proporre la candidatura di Romani che per noi è invotabile», ha chiuso la porta Luigi Di Maio. «Nelle ultime ore», ha poi aggiunto, «notiamo che ci sono difficoltà nel percorso che porta all'individuazione dei presidenti delle Camere. Per questa ragione proponiamo un nuovo incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche, per ristabilire un dialogo proficuo al fine di un corretto processo di individuazione di tali figure di garanzia» (leggi anche: Presidenze Camere, Rosato: «Sì al confronto se riparte da zero»).

TONINELLI: «IL DIALOGO VA AVANTI CON TUTTI I GRUPPI». «Il dialogo va avanti per chi vuole andare avanti», ha spiegato da parte sua il capogruppo al Senato Danilo Toninelli. «Adesso li chiamiamo noi per il tavolo». Anche con Berlusconi? «Con tutte le forze politiche, a livello di gruppi parlamentari perché sono i gruppi a eleggere i presidenti delle Camere», ha concluso Toninelli. L'appuntamento è stato fissato all'ufficio del, gruppo M5s in serata.

CENTRODESTRA COMPATTO SU ROMANI. Per il centrodestra, in ogni caso, il nome resta quello di Romani. È questa, a quanto si è appreso, la decisione presa da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni al termine del vertice a palazzo Grazioli. «Se c'è un tavolo da riconvocare siamo pronti anche tra un quarto d'ora pur di risolvere la situazione velocemente», ha detto il leader della Lega dopo la richiesta di Di Maio di un tavolo tra i capigruppo. «Siamo pronti a fare tutto, tavoli e tavolini», ha aggiunto.

SALVINI: «DI MAIO? LO SENTO PIU' DI MIA MADRE». Il leader del Carroccio ha detto acnhe che «se c'è da ridiscutere col Pd o coi Cinque telle, siamo disponibili a ridiscutere sia col Pd che coi Cinque stelle. Vogliono che ci vediamo con i gruppi? Ripartiamo dai gruppi. Non facciamo un problema di forma», ha aggiunto parlando con i cronisti a Montecitorio al termine della riunione. Poi il siparietto sui colloqui con il leader del M5s: «Di Maio? Lo sento più di mia madre».

ARRIVA ANCHE IL NO DEL PD. Da parte sua, anche il Pd ha chiarito la propria contrarietà alla convergenza sul nome di Romani. «Non lo voteremo», ha detto Ettore Rosato. «Non abbiamo nessuna intenzione di votare Romani. Poi se ci viene chiesta una valutazione diciamo che è stato un capogruppo di opposizione che ha avuto un comportamento sempre serio e rispettoso»

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