Presidenze Camere, Rosato: «Sì al confronto se riparte da zero»

Redazione
22/03/2018

«Siamo disponibili al confronto, a ragionare insieme, ma non a sederci a un tavolo dove è tutto deciso. In quel...

Presidenze Camere, Rosato: «Sì al confronto se riparte da zero»

«Siamo disponibili al confronto, a ragionare insieme, ma non a sederci a un tavolo dove è tutto deciso. In quel caso basta un sms». Ettore Rosato, capogruppo uscente del Partito democratico alla Camera, ha spiegato così a Circo Massimo su Radio Capital il rifiuto dei dem a prendere parte al tavolo unitario chiesto da Silvio Berlusconi.

PER I DEM IL CONFRONTO DEVE RIPARTIRE DA ZERO. «Per le presidenze del parlamento ci hanno detto: 'Abbiamo già deciso i presidenti di Camera e Senato, uno a Forza Italia e uno al Movimento 5 stelle. Ci vediamo e ve lo diciamo'. Così non va bene. Noi siamo disponibili al confronto e a ragionare insieme se si riparte da zero», ha aggiunto Rosato.

IL M5S RINVIA L'ASSEMBLEA DEI GRUPPI PARLAMENTARI. Anche in casa Movimento 5 stelle le acque sono agitate. L'assemblea congiunta dei gruppi pentastellati, infatti, convocata alle 13 per discutere del nodo presidenze, è stata rinviata. Nelle prossime ore sarà fissata una nuova convocazione. In pole position per la guida di Montecitorio resta Roberto Fico, ma nel M5s c'è malcontento per la decisione, non condivisa in assemblea, di lasciare campo libero al centrodestra nella partita per la guida del Senato. Di certo, per ora, c'è il no al nome di Paolo Romani, ribadito ancora una volta da Luigi Di Maio.

QUALI NOMI RESISTERANNO? Tornando al Pd, Rosato ha sostenuto che «non è ancora il momento di dare giudizi sulle persone, lo faremo se saremo chiamati a farlo». Il Movimento 5 stelle «non ha fatto nessun nome ufficialmente, sono più indiscrezioni giornalistiche. Mentre Forza Italia li ha avanzati formalmente. Vediamo se questi nomi resistono alla giornata di oggi».

PER ROSATO NON TUTTI I CANDIDATI SONO ALL'ALTEZZA. Per quanto riguarda i nomi usciti finora per le presidenze di Camera e Senato (Bernini, Romani, Fraccaro e Fico), secondo il capogruppo dem «non tutti» sarebbero all'altezza, soprattutto perché per quanto riguarda Palazzo Madama «si tratta pur sempre della seconda carica dello Stato. È chiaro che tutti i giudizi sono di parte, ciascuno ha il proprio punto di vista. Cerchiamo di trovare almeno il metodo».

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