Prestigiacomo: «Nel Pdl c’è la caccia all’untore»

Redazione
27/12/2010

«In questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un’atmosfera da caccia all’untore. E sono stata anche...

«In questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un’atmosfera da caccia all’untore. E sono stata anche insultata dagli ex An». Lo ha detto in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, dopo la decisione di lasciare il partito, mantenendo il suo posto al governo.
Il ministro ha detto di non essere una yes-woman: «Non dico sempre di sì, dico quello che penso. Ma l’idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno» perché, ha aggiunto, «sono nata politicamente con Berlusconi e morirò politicamente con Berlusconi».
Per la Prestigiacomo le prospettive politiche sono chiare: «Fini e il suo partito stanno all’opposizione e noi dobbiamo cercare di aprire al centro». E invece «la caccia alle streghe continua». E lei non si aspettava «di leggere sul Giornale della famiglia Berlusconi una ricostruzione alterata» di quanto successo alla Camera il 22 dicembre, e «un editoriale offensivo, palesemente ispirato da qualcuno che fa il direttore occulto’. E il riferimento è ‘a Daniela Santanché».
SOLIDARIETA’ ALLA CARFAGNA Prestigiacomo ha inoltre espresso solidarietà a Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità, dimissionaria per qualche ora, che a giudizio dell’esponente siciliana «é brava, e ha avuto sì una carriera veloce, ma ha dimostrato umiltà».
Al premier ha chiesto quindi di intervenire «nel partito, dove i giovani non possono essere sacrificati per sempre e non possono essere tre persone a fare e disfare». E «nel ministero, che nel 2011 non può lavorare con un taglio al bilancio del 60%».
Quanto a Forza del Sud, il partito fondato da Gaetano Micciché, il ministro conferma di aver sempre «guardato con interesse al partito del Sud. Costruire una alternativa alla Lega è una grande sfida». E «in prospettiva, non oggi mi sentirei più a casa che nel Pdl come è diventato».