È stata scoperta la prima molecola dell’Universo

Gli astronomi dell'istituto Max Planck hanno trovato il primo "mattoncino" cosmico nella costellazione del Cigno: è fatto di idrogeno ed elio. La scoperta pubblicata su Nature.

17 Aprile 2019 16.55
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È il primo "mattoncino" dell'Universo, nato dal primo legame chimico che si è formato 13 miliardi di anni fa, quando il cosmo era ancora giovanissimo. L'istituto Max Planck di radioastronomia, coordinato da Rolf Güsten, ha scoperto la molecola da cui tutto ha avuto inizio. Si chiama ione idruro di elio e deriva dalla combinazione di elementi leggeri scaturiti subito dopo il Big Bang: gli ioni di idrogeno, cioè i protoni, e gli atomi di elio.

NELLA COSTELLAZIONE DEL CIGNO

La scoperta è stata pubblicata su Nature ed è frutto di una lunga campagna osservativa iniziata nel 2016, che ha richiesto una complessa analisi dei dati. La prima molecola del cosmo è stata "catturata" nella nebulosa planetaria NGC 7027, nella costellazione del Cigno, a 2.600 anni luce dalla Terra. La "giovane" età della nebulosa l'ha resa un buon candidato per la ricerca, poiché al suo interno le condizioni sono simili a quelle dell'Universo primordiale. «La formazione dei primi ioni di idruro di elio», ha spiegato il professor Güsten, «è stata possibile solo quando la temperatura dell'Universo è scesa al di sotto di 4 mila gradi centigradi. Solo allora si sono potuti formare i primi atomi di elio che, combinandosi con i protoni, hanno poi dato origine alle prime molecole. La chimica dell'Universo così come lo conosciamo è iniziata con i primi ioni di idruro di elio».

COME È STATA REALIZZATA LA SCOPERTA

Sebbene l'esistenza dell'idruro di elio sia stata dimostrata nel 1925, finora questa molecola non era stata mai ritrovata nello spazio. Gli astronomi dell'istituto Max Planck sono riusciti a scovarla grazie all'osservatorio Sofia (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), installato a bordo di uno speciale Boeing 747 e nato dalla collaborazione tra la Nasa e la Dlr, l'agenzia spaziale tedesca. Da nove anni lo strumento scruta il cielo nell'infrarosso e ha individuato la presenza di ioni di idruro di elio con il suo spettrometro ad alta risoluzione. Un risultato scientifico particolarmente difficile da raggiungere, anche perché questi composti non hanno vita lunga e si trasformano rapidamente in molecole di idrogeno e atomi di elio.

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