Prima alla Scala, trovato l’accordo: La Russa e Salvini con Sala e Liliana Segre sul Palco Reale

Redazione
07/12/2023

Dopo le polemiche della vigilia sui posti al Piermarini, il sindaco di Milano e la senatrice a vita saranno al fianco del presidente del Senato. In seconda fila, accompagnati, il vicepremier leghisti, i ministri Sangiuliano e Alberti Casellati con il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. 

Prima alla Scala, trovato l’accordo: La Russa e Salvini con Sala e Liliana Segre sul Palco Reale

Dopo le tensioni e le polemiche che hanno caratterizzato la vigilia della Prima della Scala, è stato raggiunto un accordo sui posti destinati alle autorità. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala e la senatrice a vita Liliana Segre saranno sul Palco Reale insieme con il vicepremier Matteo Salvini, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il presidente del Senato Ignazio La Russa e non in platea come annunciato in un primo momento. Giovedì sera dunque nella prima fila del Palco reale troveranno posto Sala e la compagna Chiara Bazoli, Liliana Segre, la figlia Federica Belli Paci, il presidente La Russa e sua moglie. In seconda fila, accompagnati, i ministri Salvini, Sangiuliano, Alberti Casellati con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

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Il comunicato di Anpi e Cgil

La bagarre era cominciata mercoledì mattina con la sezione Anpi della Scala e le rappresentanze sindacali della Slc Cgil che si erano schierate contro la presenza di La Russa, la più alta carica dello Stato presente all’inaugurazione data l’assenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «I fascisti non sono graditi al Teatro alla Scala», era scritto nel comunicato diffuso alla vigilia della prima. «Come ogni anno avremmo volentieri portato i saluti di tutti i lavoratori e le lavoratrici del teatro alla più alta carica dello Stato. Non parteciperemo invece ad alcun cerimoniale di saluto istituzionale rivolto a chi non ha mai condannato il fascismo, le sue guerre coloniali, l’alleanza e la sudditanza al nazismo che ha generato leggi razziali e tanto lutto e miseria al popolo italiano». È consuetudine, infatti, che durante l’intervallo, quando la massima autorità presente scende nel camerino del direttore per congratularsi, sia presente anche una delegazione dei lavoratori per uno scambio di saluti. E così, evidentemente, non sarà.