Nessun gazebo a Capaci per le Primarie e il segretario Pd si dimette

Nessun gazebo a Capaci per le Primarie e il segretario Pd si dimette

03 Marzo 2019 10.36
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Il segretario del Partito democratico di Capaci, Salvatore Roccalumera, si è dimesso dalla sua carica per protestare contro la decisione del partito di non prevedere un gazebo per le Primarie nel Comune in provincia di Palermo di circa 12 mila abitanti. Questo avrebbe creato così un disagio ai vari elettori che per esprimere la loro preferenza tra Zingaretti, Martina e Giachetti si sono dovuti recare a Carini e nemmeno nel più vicino comune di Isola delle Femmine. «Non posso starmene con le mani in mano e subire una scelta che può essere giustificata solamente dal fatto che i risultati di Capaci nelle passate Primarie non sono stati di gradimento a chi oggi occupa i vertici del partito», ha spiegato amareggiato Roccalumera. Che poi ha anche aggiunto: «Ma per questo non si può impedire la partecipazione di persone che con grande entusiasmo hanno sempre sostenuto il Pd in un paese simbolo della lotta alla mafia».

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LA PROTESTA ANCHE DEL SINDACO DI CAPACI

A quella del segretario si è unita quella del sindaco di Capaci, Pietro Puccio, nonché ex presidente della Provincia di Palermo. Il primo cittadino, infatti, ha deciso di non votare alle Primarie. «Con profonda amarezza non andrò a votare. In tanti comuni del palermitano è stato impedito, dall'accoppiata Faraone-Rubino (Davive Faraone, segretario del Pd in Sicilia e Antonio Rubino, della segreteria regionale, ndr), di allestire i gazebo. Per quanto mi riguarda lo considero uno sfregio al Partito democratico, al mio comune e alla storia di Capaci. Tutto questo è insopportabile. Una vergogna perpetrata da chi, pur di tutelare sé stesso, maltratta il Pd».

LA REPLICA DEL SEGRETARIO REGIONALE DEL PD

Dopo l'accusa non è tardata ad arrivare la replica: «Vengo chiamato in causa dal sindaco di Capaci, Pietro Puccio, per una storia che riguarda il gazebo di quel Comune del quale, sinceramente, non so parlare non essendo componente della Commissione di Palermo». Una presa di distanza che fa da preludio a un chiarimento: «Tuttavia, come è mio costume, non starò in silenzio di fronte all'ennesima aggressione verbale da parte dei zingarettiani. Ricordo bene, infatti, che durante le amministrative di Capaci l'attuale primo cittadino ha accuratamente evitato che qualsiasi esponente del Pd mettesse piede in quel comune per non etichettarsi salvo scoprire oggi un senso di appartenenza che non gli conoscevo».

ALTRI CASI ANALOGHI IN SICILIA

Dello stesso parere anche altri esponenti dei dem e i sindaci di Petralia sottana, Lascari, Villabate, Santa Flavia, Casteldaccia, Bolognetta, nel Palermitano. «Qualcuno ha deciso di impedire la partecipazione. È inammissibile non allestire gazebo nei comuni a guida Pd, soltanto perché gli amministratori sono a favore a Zingaretti», hanno lamentato a gran voce.

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