La cronaca del Primo maggio tra politica e scontri

Landini alla manifestazione di Bologna: «Vogliamo la sicurezza di non morire sul lavoro, non armi per difenderci». Di Maio promette il salario minimo. Tensioni tra polizia e No Tav a Torino.

01 Maggio 2019 09.20
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Dopo 17 anni la manifestazione nazionale del Primo maggio torna in una delle piazze più simboliche d'Italia, ovvero piazza Maggiore di Bologna dove Cgil, Cisl e Uil sono tornati ancora una volta insieme per celebrare la festa del lavoro. Sul palco attesi a mezzogiorno i discorsi tre segretari nazionali Maurizio Landini (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil), al termine del corteo che ha attraversato il centro della città. Al centro del corteo soprattutto i temi europei, l'uniformità di regole e contratti e l'Industria 4.0, anche in vista delle prossime elezioni europee. Il tema della manifestazione, scelto dai tre sindacati confederali, è infatti 'La nostra Europa: lavoro, diritti e stato sociale'. E sono tantissimi altri in quasi tutte le città d'Italia, gli appuntamenti per celebrare la festa del lavoro. Dall'Ugl a Palermo, in piazza Politeama, con l'iniziativa Lavorare per vivere dedicata soprattutto alle morti bianche e la sicurezza sul lavoro a Torino, dove ad agitare gli animi ci sono il tema Tav e le prossime elezioni regionali. E la tensione è stata subito alta.

TENSIONI E SCONTRI A TORINO

Èd è partito intorno alle 10 il corteo che vede in testa Anpi, istituzioni e sindacati del Primo Maggio iniziato a Torino all'insegna della tensione, dove la polizia ha bloccato, con una carica e manganellate, un gruppo di No Tav che da piazza Vittorio stava cercando di raggiungere la testa del corteo passando dai portici di via Po. C'è stato qualche spintone,e il movimento No Tav ha gridato «vergogna, fuori la Digos dal corteo». Il corteo è quindi proseguito con la tensione sempre molta alta in coda, tra il furgone con le bandiere Pd e lo spezzone del movimento No Tav. Insulti e spintoni e accuse dal movimento: «Ci hanno preso a cinghiate, pugni e bastonate. Il Pd ha assoldato i picchiatori». Decine di No Tav gridano «Fuori il Pd dal corteo!». Anche alcune decine di riders con le loro biciclette stanno manifestando al corteo di Torino. Lasciando i loro veicoli a terra hanno bloccato per qualche minuto l'ingresso in piazza della testa del corteo. All'arrivo di istituzioni e sindacati i riders, che si sono posizionati sotto al palco, hanno fatto sentire il loro malumore chiedendo «lavoro e dignità» e urlando «venduti». Intorno alle 11.40 la tensione è diventata altissima quando la polizia ha fermato e allontanata lo spezzone con migliaia di No Tav. I manifestanti hanno risposto lanciando bottiglie, lattine, aste di bandiere e tazze. Il movimento No Tav è stato portato indietro di due isolati rispetto a piazza San Carlo dove si teneva il comizio sindacale.

I SINDACATI A BOLOGNA

Nel frattempo a Bologna i sindacati sono riuniti per celebrare la Festa dei Lavoratori, dove sono oltre 30 mila i partecipanti alla manifestazione nazionale. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini interviene dalla manifestazione dei sindacati partita da piazza XX settembre «Serve un'Europa dei diritti, un'Europa del lavoro. Noi abbiamo pagato le delocalizzazioni, la competizione tra Paesi e l'assenza di una politica europea che rimetta al centro il lavoro, la persona» e questo, ha aggiunto Landini, «ha determinato precarietà, riduzione dei diritti e riduzione dei salari». Quest'anno per la manifestazione nazionale del primo maggio i sindacati hanno scelto il tema europeo. Del resto, sottolinea Landini, «il Primo maggio nasce tanti anni fa proprio su una battaglia internazionale, quella del tempo e dell'orario e dei diritti uguali per tutti i lavoratori del mondo per evitare competizioni. Credo che oggi rimettere al centro un'idea di Europa diversa significhi rimettere al centro il lavoro e chiedere che la politica assuma di nuovo la centralità del lavoro e della persona come elemento di ridisegno economico e sociale».

Landini ha anche detto, accolto da un boato di applausi in Piazza Maggiore, che «il fascismo non è un'idea, il fascismo è un crimine e lo dobbiamo ricordare sempre». Il segretario ha ripercorso alcune tappe della storia e fatto riferimento alle leggi razziali, alla guerra, alla chiusura della Camera del lavoro, agli arresti di coloro che la pensavano diversamente. Il segretario ha poi affermato che la sicurezza del nostro Paese non è fare «le leggi per armarci e difenderci», ma «la sicurezza che vogliamo è quella di non morire sul lavoro».

MATTARELLA: «IL DEBITO PUBBLICO PESA»

«La festa del Primo maggio è una festa della Repubblica e della Costituzione, la quale indica nel lavoro un fondamento di civiltà, condizione di autentica libertà personale, di autonomia delle persone nella costruzione del proprio destino», ha detto il presidente Sergio Mattarella al Quirinale in occasione della Festa di lavoratori. «Senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza, la dignità dell'individuo ne rimane mortificata, la solidarietà sociale e la stessa possibilità di sviluppo della società ne rimangono compromesse». Per il capo dello Stato c'è una «congiuntura» internazionale debole ma in Italia si «aggiunge il peso obiettivo del debito pubblico, che impone cura e attenzioni particolari per rafforzare la fiducia degli investitori, per tutelare il risparmio degli italiani, per tenere in equilibrio programmi di spesa e finanziamenti realistici».

DI MAIO SUL SALARIO MINIMO

Il vice premier Luigi Di Maio è intervenuto ospite di Rtl 102.5 prima delle celebrazioni al Quirinale: «Spero sia l'ultimo primo maggio in cui in Italia non c'é il salario minimo orario, perché chi lavora deve avere una paga oraria che gli consenta di arrivare a fine mese. Sennò non è lavoro, è essere sfruttati». «Altra speranza per la prossima festa del lavoro, ha aggiunto Di Maio, è che «non ci sia più il livello di burocrazia per chi lavora. Se vogliamo festeggiare i lavoratori, bisogna lasciarli in pace e farli lavorare, invece ora c'è un livello di burocrazia per imprenditori e lavoratori altissimo».

CASELLATI RICORDA I MORTI SUL LAVORO

La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha voluto ricordare i morti ul lavoro in una nota: «Dalle politiche per il lavoro dipende l'idea di futuro che abbiamo per l'Italia. Non dimentichiamolo mai. Il lavoro è l'elemento cardine su cui si regge un Paese libero, giusto, sicuro, competitivo, attrattivo. Ed è per questo che il primo maggio deve diventare non solo la festa dei diritti acquisiti, ma anche un momento di riflessione dedicato a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo deve difendere, a chi ha pagato con la vita la mancanza delle condizioni necessarie a poterlo svolgere in sicurezza».

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