Privacy, eletti Soro e Clerici

Privacy, eletti Soro e Clerici

06 Giugno 2012 12.17
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Giornata di nomine, quella del 6 giugno, a Montecitorio e palazzo Madama dove sono stati scelti i componenti delle authority da rinnovare. All’Agcom sono stati eletti Maurizio Decina e Antonio Martusciello, mentre alla Privacy Giovanna Bianchi Clerici e Antonello Soro.
I nomi degli eletti e le modalità che hanno portato alla loro scelta hanno scatenato una polemica sulla mancanza di trasparenza.
La Camera dei deputati ha eletto Giovanna Bianchi Clerici e Antonello Soro componenti dell’Autorità garante della Privacy. La Clerici, candidata dalla Lega e Pdl e consigliere d’amministrazione Rai uscente, ha ottenuto 179 voti, mentre l’ex capogruppo del Pd alla Camera 167 voti.
Inoltre sono stati eletti componenti dell’Agcom Maurizio Decina e Antonio Martusciello, il primo con 163 voti e il secondo 148.
Decina è ordinario al Politecnico di Torino, Martusciello è un ex sottosegretario del governo Berlusconi e già membro dell’Agcom.
Il componente del Consiglio superiore della Giustizia amministrativa eletto dalla Camera è invece Giuseppe Lauricella, che ha ottenuto 322 voti.
CONFERMATO L’ACCORDO DELLA MAGGIORANZA. È stato quindi confermato l’accordo del 5 giugno tra i partiti della maggioranza, nonostante le dichiarazioni della vigilia sulla necessità di massima trasparenza e autonomia da assicurare alle authority.

Di Pietro: «La foto di Vasto è stata rotta»

Non c’è stata nessuna audizione nelle Commissioni parlamentari per vagliare i candidati e questo aspetto ha scatenato le critiche dell’Italia dei valori che ha minacciato la rottura della «foto di Vasto» e quindi di una possibile alleanza elettorale col Pd.
Il voto è stato disertato da un gran numero di parlamentari e malumori sono stati registrati in tutti gli schieramenti.
«Noi vogliamo parlare con quella parte di Pd che si era presentato come partito nuovo, quello che corrisponde alle battaglie di Arturo Parisi, quello dei cittadini», ha spiegato il leader dell’Idv Antonio Di Pietro annunciando la non partecipazione al voto. «Poi c’è un Pd delle dirigenze, degli accordi tra gruppi di potere, un Pd che si è calato le braghe per convenienza e connivenza sull’Agcom, ma anche su altre importanti come la fiducia sul mercato del lavoro».
«CURRICULA COME CARTA DA CESSO». Di Pietro non ha esitato a definire le modalità con cui sono stati individuati i componenti dell’Agcom «un’assurda presa in giro». Per l’ex magistrato i 90 curricula presentati sono stati utilizzati «come carta da cesso, non gliene è fregato niente, nessuno li ha letti».
NICHI VENDOLA CRITICA IL PD. Parere negativo è stato espresso anche dal terzo componente della foto di Vasto, il leader di Sel Nichi Vendola: «È una pagina nera che per me può pesare moltissimo sulla scena politica italiana», ha detto criticando il comportamento del Pd.

Saviano: «Manca trasparenza»

Questo invece il parere di Roberto Saviano su Twitter: «I partiti scelgono i quattro di Agcom e Privacy senza trasparenza ora che la priorità sarebbe la fiducia degli elettori».
Sempre su Twitter, sono state diffuse in anticipo le notizie sull’elezione di Antonio Preto e Francesco Posteraro quali membri dell’Autorità per le comunicazioni. Notizia poi confermata dal Senato: il primo ha ottenuto 94 voti e il secondo 91.
Il Senato ha anche eletto Augusta Iannini e Licia Califano membri dell’Autorità per la privacy con, rispettivamente, 107 e 97 voti.
I VERDI: «RITI DA PRIMA REPUBBLICA». Il Presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha commentato: «Altro che trasparenza e rinnovamento della politica. Le nomine per l’Agcom sono nomine da Manuale Cencelli, abbiamo visto la riproposizione dei peggiori riti partitocratici della prima Repubblica, allargando ancora la frattura siderale che si è creata tra il palazzo e i cittadini». 

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