Pro Vita e Famiglia contro l’educazione sessuale nelle scuole: «Basta confondere l’identità bambini»

Redazione
22/11/2023

Alcuni cartelloni sono comparsi per le vie di Roma. Il comitato: «È vergognoso che politici come Zan, Cirinnà e Schlein cerchino di strumentalizzare i recenti fatti di cronaca per sponsorizzare l’educazione affettiva nelle scuole». 

Pro Vita e Famiglia contro l’educazione sessuale nelle scuole: «Basta confondere l’identità bambini»

Il comitato Pro Vita e Famiglia ha lanciato una campagna di affissione dal titolo Basta confondere l’identità sessuale dei bambini nelle scuole. Stop gender e carriera alias. L’attacco è all’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di cui si parla ormai da giorni, soprattutto dopo il caso di Giulia Cecchettin. Il comitato ha deciso di affiggere diversi cartelloni, partendo da Roma, dove sono già comparsi il 22 novembre. Su X il portavoce Jacopo Coghe ha scritto: «È vergognoso che politici come Zan, Cirinnà e Schlein cerchino di strumentalizzare i recenti fatti di cronaca per sponsorizzare l’educazione affettiva nelle scuole».

Pro Vita e Famiglia: «L’educazione affettiva parte del problema»

Il comitato ha diramato un comunicato in cui si attaccano le opposizioni: «Pensano di prevenire la violenza di genere confondendo ancor di più bambine e bambini, ragazze e ragazzi sulla loro identità sessuale e sulla sana relazione tra uomini e donne, andando così ad aumentare proprio i problemi alla base di questi raccapriccianti fatti. Non solo non esiste alcun nesso tra la cosiddetta fantomatica “educazione affettiva” nelle scuole e la diminuzione delle violenze contro le donne, ma nei Paesi in cui la si impartisce da decenni tali violenze sono addirittura aumentate. L’educazione affettiva in salsa relativista e arcobaleno non solo non è la soluzione del drammatico problema, ma è parte del problema stesso».

Pro Vita e Famiglia contro l'educazione sessuale nelle scuole: «Basta confondere l'identità bambini»
Una manifestazione del comitato Pro Vita e Famiglia (Getty Images).

Attacchi a Gualtieri e Sala

Poi il comitato prosegue attaccando i sindaci di Roma e Milano: «Un indottrinamento martellante che purtroppo trova conferme e terreno fertile in alcune amministrazioni locali, che spingono per introdurre la Carriera Alias e il gender nelle scuole. Come a Roma, dove Roberto Gualtieri, appena eletto, ha istituito un Ufficio per i Diritti Lgbt con a capo Marilena Grassadonia, già presidente di Famiglie Arcobaleno. E ormai da mesi sono numerose le iniziative Lgbt nelle scuole con il sostegno del comune o addirittura gli incontri, come al Municipio XI, per spingere gli Istituti e i Licei ad adottare la Carriera Alias. La stessa Grassadonia, durante una manifestazione pro Ddl Zan a Milano, disse espressamente che “bisogna entrare nelle scuole”. Per non parlare di Giuseppe Sala sempre in prima fila ai gay pride che chiedono, tra le altre cose, la transizione di genere per i minori e di parlare nelle scuole di ogni ordine e grado di sessualità fluida, favole arcobaleno e queer e addirittura in alcuni casi di masturbazione e organi genitali».