Quali sono i problemi ancora aperti del reddito di cittadinanza

Quali sono i problemi ancora aperti del reddito di cittadinanza

26 Novembre 2018 17.15
Like me!

Platea dei beneficiari, importi limite, centri per l'impiego, criteri per ottenere il sussidio e tutor per cercare lavoro: sono alcune dei nodi da sciogliere per fare sì che il reddito di cittadinanza diventi operativo nei primi mesi del 2019 senza slittamenti. Al momento sono stanziati per il reddito di cittadinanza nel 2019 sette miliardi (oltre ai due già previsti per il Rei, il reddito di inclusione) a fronte di cinque milioni di persone in situazione di povertà assoluta in 1.778.000 famiglie.

Se i nove miliardi complessivi si spalmassero su otto mesi (partendo da maggio) si avrebbero in media 632 euro al mese a famiglia ma è probabile che la cifra complessiva stanziata venga ridotta per ridurre il deficit. Ma questo è solo uno dei nodi di una misura che resta ancora da definire. Eccone alcuni:

LA PLATEA DEL REDDITO DI CITTADINANZA: CONFLITTO CON IL SUSSIDIO

Le persone in povertà assoluta in Italia nel 2017 erano 5,05 milioni in 1.778.000 famiglie. Le soglie di povertà assoluta dipendono dalla composizione del nucleo, l'età e il luogo di residenza e variano tra 497 euro al mese per un anziano over 75 che vive solo in un piccolo comune del Sud a 2.010 euro per una famiglia di cinque componenti che vive al centro di un un'area metropolitana del Nord. Non è chiaro se avrebbe diritto al Reddito un capofamiglia al Nord che ha il sussidio di disoccupazione (e al momento quindi non prende il Rei) e nonostante questo è comunque sotto la soglia di povertà.

IL PIANO DI ASSUNZIONE TUTOR: TEMPI DILATATI

Il ministro Luigi Di Maio ha annunciato un piano straordinario di assunzione dei tutor che dovrebbero assistere chi è senza lavoro e ha il reddito di cittadinanza per accompagnarlo al lavoro. I tempi dei concorsi pubblici non sono compatibili con una partenza in tempi brevi della misura.

L'IMPORTO DELL'ASSEGNO: VARIAZIONI DA FAMIGLIA A SINGOLO

Al momento (dati riferiti a settembre 2018) il reddito di inclusione è erogato a 378 mila famiglie (1,1 milioni di persone complessive coinvolte) per un importo medio di 304 euro al mese (il limite massimo è a 540 euro per una famiglia di sei persone o più). Raggiungere 1,77 milioni di famiglie significa quadruplicare la platea. Inoltre, si è parlato di un assegno diverso a seconda dei componenti della famiglia ma non si è chiarito quali limiti dovrebbe avere l'assegno. Nella vecchia proposta M5s relativa al 2013 i limiti erano 780 per la persona singola, 1.638 per una famiglia di quattro persone. Alla fine è possibile che il limite di 780 euro valga per la famiglia e non per il singolo.

I CRITERI PER OTTENERLO: QUALI SONO I PALETTI

Per il Rei ci sono numerosi paletti sia per il reddito (non si può avere il Rei se un componente della famiglia ha la Naspi) che per il patrimonio (anche se si ha una macchina con meno di 24 mesi). Al momento si è semplicemente detto che per il reddito di cittadinanza si considererà la casa di abitazione riducendo l'importo massimo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *