Sì dei tecnici Ecofin alla procedura d’infrazione contro l’Italia

Approvati i contenuti della raccomandazione proveniente dalla Commissione europea. La messa in mora dei conti di Roma è più vicina. Ma non è ancora detta l'ultima parola.

11 Giugno 2019 17.23
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I tecnici dell’Ecofin hanno detto alla procedura d’infrazione contro l’Italia per debito eccessivo. Un passo verso la messa in mora dei conti pubblici di Roma, che a questo punto potrebbe partire il 9 luglio, quando è in programma la riunione dei ministri delle Finanze della Zona Euro. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

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APPROVATA LA RACCOMANDAZIONE DI BRUXELLES

Il Comitato economico e finanziario, intanto, ha approvato i contenuti della raccomandazione della Commissione europea, che aveva concluso che una procedura per debito eccessivo nei confronti del nostro Paese fosse giustificata. La prima conferma è arrivata.

BOTTA E RISPOSTA JUNCKER-CONTE

«Pensiamo che l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l’Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi», ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un’intervista a Politico.eu. «Con Juncker, lo posso dire, ho un rapporto molto cordiale, direi amicale, gli riconosco molta lealtà anche nella fase molto travagliata di dicembre: ha dato una grossa mano all’Italia. All’amico Juncker quando dice che sbagliamo direzione rispondo che ha sbagliato lui direzione sulla Grecia. Lo dico con la massima cordialità: prima di attribuirci un torto mi lasci dialogare e aggiornarlo sui conti», è stata la risposta del premier Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

TUTTO NELLE MANI DEI GOVERNI

Resta però da capire quale sarà il mandato politico affidato all’esecutivo comunitario. Ci sarà uno spiraglio per trattare e arrivare a un negoziato in vista della prossima manovra, come accaduto a novembre 2018, oppure no? Francia e Spagna sarebbero disposte a venire incontro all’Italia, ma ogni decisione verrà presa a maggioranza e non sarà semplice convincere altri Paesi a cambiare idea. L’Ecofin dovrà decidere se aprire formalmente la procedura, rinviarla oppure sospenderla, nel caso in cui il governo italiano prendesse degli impegni aggiuntivi sui conti pubblici giudicati credibili nel medio periodo.

COSA RISCHIA L’ITALIA

Un percorso pieno di insidie, che potrebbe comportare aumenti delle tasse e tagli alle spese e ai servizi sociali. Il tutto per evitare un rigido programma di “risanamento” economico destinato a durare almeno cinque anni, pena sanzioni. A Roma potrebbe essere richiesta subito una “manovrina” di circa 4 miliardi di euro. E poi una correzione del deficit nel 2020 pari allo 0,6% del Pil, ovvero a circa 11 miliardi.

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