Prodi: «Crisi Libia è frutto di guerra sciagurata voluta dalla Francia»

Redazione
14/02/2015

La crisi in Libia spaventa l’Italia. E dopo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha spiegato come il nostro...

Prodi: «Crisi Libia è frutto di guerra sciagurata voluta dalla Francia»

La crisi in Libia spaventa l’Italia. E dopo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha
spiegato come il nostro Paese sia «pronto a combattere in un
quadro di legalità internazionale», anche l’ex premier
Romano Prodi ha analizzato quanto sta accadendo in Nord
Africa.
LIBIA SENZA GOVERNO. «La situazione è
precipitata, ma la Libia da anni non è più governata», ha
detto l’ex presidente della Commissione Ue in
un’intervista pubblicata sui quotidiani Il Piccolo e
Messaggero Veneto. «l fatto che quel paese sia la
concentrazione delle partenze clandestine è la conferma di come
risulti diviso non solo nelle regioni tradizionali ma in varie
altre tribù».
GUERRA SCIAGURATA. Secondo Prodi, «non poteva
esserci diversa conseguenza di una guerra sciagurata voluta
sconsideratamente dalla Francia e che l’Italia ha seguito in
modo folle e incomprensibile»: «Non avevo mai visto un Paese
che paga una guerra fatta contro di lui».
UE CHIUSA IN SE STESSA. Poi in un’altra
dichiarazione, l’ex premier ha aggiunto
che «l’Europa si è chiusa in se stessa, incapace di
guardare a Sud. Proposi al Consiglio europeo di creare una Banca
e un’Università del Mediterraneo per dare opportunità di
cooperazione e conoscenza utili a far comprendere che le due rive
di questo mare non sono mondi separati e a creare prospettive di
pace: ma non fui ascoltato».
AGIRE PER I PROFUGHI. Quanto alle ripercussioni,
legate all’arrivo di profughi e alle politiche per
l’accoglienza, l’ex presidente della Commissione Ue ha
indicato «una politica dell’immigrazione europea attiva, a
partire dagli accordi con i governi di provenienza, da un aiuto
allo sviluppo, da intese sull’entrata primitiva e sulla
redistribuzione tra i diversi Paesi»: «Schengen riguarda a
circolazione interna all’Ue».
NO UCRAINA NELLA NATO. Commentando invece gli
sviluppi della situazione in Ucraina dove si continua a combattere a poche
ore dal cessate il fuoco, Prodi ha ricordato che «c’era un
impegno quando cadde l’Unione sovietica, di non portare la
Nato verso quei confini»: «L’atto finale del mio governo
nel 2008 alla riunione di Bucarest, vide l’Italia, assieme a
Germania e Francia, votare contro la proposta di Bush di inserire
Ucraina e Georgia nella Nato. Negli ultimi tempi l’Europa ha
invece solo subito la politica americana, salvo in questi
ultimissimi momenti di rinascita di una politica tedesca».
MINSK, BRUXELLES ASSENTE. L’ex premier
s’è quindi detto «rattristato» per il fatto che «al
tavolo dei negoziati di pace a Minsk non fosse presente
l’Ue»: «A quel vertice per la prima volta la Germania
esercita pienamente la sua leadership. Finora ne ha sempre tratto
i vantaggi: ora scopre anche di avere degli oneri e delle
responsabilità».