A giugno la produzione industriale è calata ancora

Dopo il rialzo di maggio nuovo stop con un -0,2% congiunturale. Preoccupa il confronto con il 2018, con un ribasso dell'1,2% su base anuale.

02 Agosto 2019 10.27
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A giugno la produzione industriale è tornata a diminuire: dopo il rialzo segnato il mese precedente si è registrato un calo dello 0,2% congiunturale. Lo rileva l’Istat. Su base annua, dove i segni meno proseguono ininterrotti da marzo, la flessione è dell’1,2%, doppia rispetto a quella di maggio. Ancora più profonda è la caduta in termini grezzi, senza aggiustamenti di calendario: -4,2%. Ma ciò si spiega con il fatto che giugno 2019 ha avuto una giornata lavorativa in meno a confronto con lo stesso mese del 2018. A giugno la produzione industriale è cresciuta solo nel settore dell’energia (+2,4% il congiunturale), probabilmente spinta dall’uso dei condizionatori. In calo risultano invece le altre macro-voci economiche. In particolare si registra una flessione per i beni di consumo durevoli (-1,2%), segmento in cui rientrano mobili, moto e gioielli.

DATI IN RIBASSO ANCHE SU BASE TREMESTRALE

Nel secondo trimestre la produzione industriale segna un ribasso dello 0,7% rispetto al trimestre precedente. A livello tendenziale il calo è dell’1,1%. In entrambi i casi c’è un peggioramento a paragone con il primo trimestre (+1,0% il congiunturale e -0,6% il tendenziale). Nei primi sei mesi dell’anno, a confronto con lo stesso periodo del 2018, la contrazione è dello 0,8%. Fin qui i dati corretti per gli effetti di calendario. La variazione semestrale grezza è invece negativa per l’1,4%.

BENE INDUSTRA ELETTRICA, FATICANO TESSILI E TRASPORTI

Il dato grezzo ha fatto segnare quindi una contrazione decisa, la più forte dall’aprile del 2017. Ma le variazioni non corrette per gli effetti di calendario, sul singolo mese, sono soggette generalmente a forti oscillazioni. Guardando invece ai settori di attività economica, quelli che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,0%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+5,3%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-7,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,1%) e nelle attività estrattive (-5,6%).

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