Michelangelo Coltelli

I rischi della profilazione sui social network

I rischi della profilazione sui social network

Appelli per i bambini africani da condividere, articoli fake sui rischi del 5G, i test della personalità sono tutte trappole del marketing 2.0. 

26 Maggio 2019 12.00

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Sono anni che questo genere di post infetta il web. Ma purtroppo finché continuano ad arrivare nuovi utenti in Rete senza aver ricevuto alcun tipo di istruzione ci sarà sempre qualcuno che ci casca. Mi riferisco a immagini come quella che mi è stata segnalata nei giorni scorsi, dove vediamo dei bambini africani denutriti e la scritta: «Non chiedo di mettere mi piace, ma di condividere, perché Facebook donerà 1 dollaro per questi poveri bambini per ogni condivisione che fate».

COSÌ SI SCOVANO I SOGGETTI FACILMENTE INFLUENZABILI

Ovviamente Facebook non donerà alcun dollaro o euro per ogni condivisione, in compenso chi ha messo in Rete il post sarà in grado di vedere senza fatica quanti hanno seguito le istruzioni alla lettera. Questa è profilazione. Chi ha creato l’immaginetta sulla base delle condivisioni potrà creare annunci ad hoc strutturati per soggetti che possono cascarci. Poco conta che si tratti di messaggi politici o di offerte col tranello. La scuola e le istituzioni dovrebbero fare di più, e gli stessi social network tenere corsi dedicati agli utenti che si avvicinano alla Rete senza conoscenze di base. Perché un soggetto che crede alla leggenda urbana del dollaro donato per ogni condivisione è un soggetto facilmente influenzabile. Probabile che cada in tanti altri post del genere.

CREARE UN BISOGNO FASULLO PER VENDERE

Vi faccio un esempio recentissimo. Sono mesi che vengono diffusi articoli contro l’uso delle frequenze per cellulari 5G, dove si narra di quanto possano essere pericolose per l’essere umano, specie i bambini. Dopo mesi di questo genere di disinformazione nelle ultime settimane sono apparsi in Rete profili nuovi di zecca che dopo essersi iscritti a pagine di genitori (dove gli articoli contro il 5G erano stati condivisi spesso) hanno condiviso link a un’azienda che produce cappellini per bambini per difenderli da queste onde elettromagnetiche pericolosissime. Ovviamente il tutto fa parte di una strategia di marketing: prima ti spavento con gli articoli che sostengono come il 5G sia pericoloso, poi, sfruttando la profilazione fatta, ho pronto un elenco di luoghi dove diffondere la pubblicità del prodotto creato ad hoc su un bisogno che prima non esisteva. Mica scemi eh?

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Oltretutto il sistema è doppiamente subdolo, perché non si tratta di semplici pubblicità, ma di profili privati (falsi) che diffondono il messaggio come se fosse un’informazione da parte di un comune utente dei social. Gli altri che credono di esser di fronte a un genitore come loro abboccano alla grande. E comprano il suddetto cappellino. La profilazione è utilissima alle aziende, ma l’utente dovrebbe imparare a capire come funziona per potersi difendere al meglio. Giusto per rovinarvi i social del tutto, anche i mille e più test per vedere che personaggio di Guerre Stellari o di Avengers sono sistemi usati per profilare. Come tutti i messaggi dove ci viene richiesta un’interazione. Il web è un posto meraviglioso se lo si conosce bene. Ma il rischio di cadere in un tranello, se non si è studiata bene la materia prima, è altissimo.

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