Giovanna Predoni

Profumo compra Vitrociset

Profumo compra Vitrociset

07 Settembre 2018 15.27
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E alla fine Alessandro Profumo, ricordandosi che lo chiamano Arrogance, ha tirato fuori fuori gli artigli. Mentre Peppino Bono si pregustava già l’incursione in casa Leonardo, nel suo tentativo di ricreare nella “sua” Fincantieri – se ne sente padre padrone visto i tanti anni di militanza – una Finmeccanica 2, Profumo gli ha rotto le uova nel paniere decidendo di esercitare il diritto di prelazione su Vitrociset che Leonardo detiene insieme con l’1,46% del capitale della società. Sulla quale Fincantieri si era lanciata con un’offerta, condivisa con l’imprenditore pugliese super renziano Vito Pertosa della Mermec, e accettata dalla famiglia Crociani, decisa a vendere, proprio per costituire le basi di una presenza nel settore della difesa e della sicurezza.

IL DIRITTO DI PRELAZIONE DI LEONARDO

Il 6 settembre, dopo che si era sparsa la notizia che il cda di Leonardo avrebbe dato il via libera a Profumo per esercitare il suo diritto, c’è stato un piccolo terremoto. Bono ha chiamato le segreterie dei partiti di maggioranza – i suoi riferimenti sono Luigi Di Maio e Stefano Buffagni per i 5 stelle e direttamente Matteo Salvini per la Lega – facendo il diavolo a quattro. Qualcuno allora ha chiamato il Tesoro, e il ministro Giovanni Tria si è incaricato di provare a vedere se c’era spazio per una mediazione. L’idea era quella di vedere se Leonardo e Fincantieri potessero condividere l’intervento su Vitrociset. Ipotesi immediatamente accolta da Profumo, mentre Bono ha puntato i piedi chiedendo a tutti i costi di avere comunque la maggioranza.

PORTA APERTA A EVENTUALI NUOVI SOCI

A quel punto anche Tria ha alzato le mani, e tutti si sono resi conto che la posizione di Bono non era difendibile. Sia perché Leonardo ha la prelazione ed è suo pieno diritto esercitarla – qualcuno avrebbe potuto chiedere agli amministratori conto dell’eventuale mancato esercizio – e sia perché è assai difficile riuscire a spiegare cosa c’entrino le competenze e le tecnologie di Vitrociset con Fincantieri. Per questo Profumo, dopo aver tenuto aperto, giovedì, il cda e la relativa decisione sull’opzione, il 7 settembre ha chiuso il cerchio e ha deciso di rilevare il 98,54% di Vitrociset alle stesse condizioni con cui l'avrebbe acquistato Fincantieri. Ma lasciando comunque la porta aperta all’eventuale successivo ingresso di altri soci. Come a dire: se Bono scende a più miti consigli, posto per lui c’è. Ma la partita la fa Profumo.

I COMUNICATI DI LEONARDO E FINCANTIERI

In serata Leonardo ha pubblicato il comunicato che conferma l'anticipazione di Lettera43.it: «Il Consiglio di Amministrazione di Leonardo, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gianni De Gennaro, ha deliberato di procedere all’esercizio del diritto di prelazione sull’acquisto del 98,54% di Vitrociset, società di cui Leonardo detiene attualmente l’1,46%, a fronte della notifica dell'offerta ricevuta in data 9 agosto u.s. L’operazione crea valore contribuendo al rafforzamento di Leonardo nel suo core business dei Servizi, in particolare della Logistica, del Simulation & Training e delle Operazioni Spaziali, incluso il segmento Space Surveillance and Tracking. Inoltre tale iniziativa consente di consolidare la filiera nazionale nel settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, aumentandone la competitività con prospettive di mercato significative. Successivamente saranno valutati i più opportuni assetti societari, anche contemplando la possibilità di ingresso di altri attori, in grado di contribuire al miglior posizionamento di Vitrociset nei business di riferimento». Fincantieri in una nota spiega che «la mancata acquisizione di Vitrociset non pregiudicherà in nessun modo il raggiungimento degli obiettivi economici e strategici del Gruppo Fincantieri. Fincantieri proseguirà con le iniziative, da tempo avviate, volte ad implementare le competenze nelle attività di supporto logistico richieste dai clienti, fattore questo che si rende sempre più indispensabile per concorrere con successo sui mercati internazionali».

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