Sviluppo, innovazione e ricerca

La digitalizzazione secondo Terna

Il futuro delle reti elettriche: energie pulite e batterie

La crescita delle fonti rinnovabili impone l'utilizzo di nuovi sistemi di accumulo per la sicurezza della rete: i progetti pilota e la sperimentazione di Terna nel Sud Italia e Isole.
La Strategia Energetica Nazionale, varata dal Governo a fine 2017, ha fissato importanti obiettivi per far sì che il sistema energetico del futuro sia sostenibile, de-carbonizzato e caratterizzato sempre più dalla diffusione delle rinnovabili. Il documento prevede che entro il 2030 l’Italia produca il 55% dell'energia utilizzando le fonti pulite, mentre entro il 2025 è posto l’obiettivo del phase-out completo del carbone, fonte che quindi verrà abbandonata per la generazione elettrica. Questa importante trasformazione ha un impatto rilevante sia sul dispacciamento, l’attività gestita da Terna che consente di mantenere costantemente in equilibrio domanda e offerta di energia elettrica, sia sul sistema di sicurezza nazionale. In poche parole: il passaggio da un sistema tradizionale, basato per lo più sulle fonti fossili, a un sistema evoluto, con reti intelligenti e maggior diffusione delle rinnovabili, impone necessariamente una nuova modalità di gestione dei flussi elettrici. Basti pensare che per loro natura le fonti di produzione come eolico e fotovoltaico sono intermittenti (dipendono rispettivamente dalla disponibilità di vento e sole) e quindi per definizione non programmabili, al contrario di quanto invece avviene per le fonti più tradizionali. Per ovviare a questa criticità Terna già da alcuni anni ha individuato nei sistemi di accumulo una delle possibili soluzioni: l'utilizzo di vere e proprie batterie, per poter “conservare” l'energia e renderla disponibile nei momenti di necessità per la sicurezza della rete. Lo storage è una delle tecnologie al momento più studiate e promettenti per l'accompagnamento verso uno scenario sostenibile. Terna, in particolare, sta investendo in diversi progetti di accumulo elettrochimico. Da un lato per rispondere all'esigenza primaria di ridurre le congestioni di rete: vanno in questa direzione i progetti sviluppati in Campania, dotati di elevata capacità di accumulo, rispetto alla taglia degli impianti, efficaci in aree con rilevante presenza di fonti rinnovabili. I tre impianti attualmente in funzione sono localizzati a Ginestra, Flumeri e Scampitella, per complessivi 35MW. Si tratta dei progetti tra quelli di taglia maggiore in esercizio a livello europeo, con tecnologia di tipo NaS, ovvero sodio/zolfo e sono ad oggi pienamente operativi. L’altro filone di sperimentazione di progetti pilota che Terna sta portando avanti, anche in questo caso di concerto con le indicazioni dell’Arera, l’authority di settore, ha invece come obiettivo principale quello di immettere energia nella rete in tempi rapidi incrementando la sicurezza del sistema. Attualmente sono in funzione in via sperimentale due impianti, uno a Codrongianos, in Sardegna, l’altro a Ciminna, in Sicilia. Questi rientrano nel più ampio progetto “Storage Lab” che prevede 16MW di potenza installata. In questo caso vengono utilizzati diverse tipologie di tecnologie come ad esempio le batterie al litio, quelle di tipo Zebra e a flusso. Nello specifico, l’impianto di Codrongianos è il primo progetto a livello internazionale di sistemi di accumulo dell’energia a supporto e protezione delle reti elettriche.

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Codrongianos e Centro Nazionale di Controllo

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Reti intelligenti
e multi-direzionali

Grazie alla digitalizzazione, Terna sarà in grado di ottimizzare l'utilizzo dell'infrastruttura aumentandone l'affidabilità: l’azienda, nel nuovo Piano Strategico 2018-2022, ha previsto 600 milioni di investimenti in innovazione e digitalizzazione
Lo sviluppo della rete elettrica nazionale non passa solamente attraverso il potenziamento delle infrastrutture esistenti, ma anche dalla loro ottimizzazione e dall'innovazione tecnologica. Per questo Terna investirà per l’innovazione e la digitalizzazione della rete circa 600 milioni nell'arco del nuovo Piano Strategico 2018-2022: per far fronte alla crescente complessità del sistema, investire in digitalizzazione è fondamentale per gestire in modo sicuro, efficiente e affidabile i flussi di elettricità sulla rete, data anche l’esigenza di compensare la variabilità della domanda e, soprattutto, la generazione da fonte rinnovabile intermittente. Oltre a un piano di posa della fibra ottica (200 milioni di euro di investimento che saranno utilizzati per l'ulteriore sviluppo della rete in fibra ottica, che arriverà a coprire il 50% dell'intera rete elettrica), Terna ha programmato l’introduzione di nuovi sistemi digitali per il controllo e la diagnostica da remoto delle stazioni elettriche. Le ricadute sull'efficienza del sistema saranno importanti: grazie a una gestione dei dati centralizzata, Terna potrà effettuare una manutenzione di tipo predittivo che consentirà di ridurre i costi e aumentare l'affidabilità della rete. Se è vero che la digitalizzazione permette di migliorare la sicurezza e l'economicità delle attività di trasmissione e dispacciamento grazie allo sfruttamento dei big data e metodologie di advanced analytics, tale obiettivo non può essere raggiunto se non facendo affidamento a un personale sempre più qualificato e competente. Nel campo della ricerca e dell'innovazione la società italiana per la rete elettrica collabora con la Stanford University in un programma finalizzato allo sviluppo di soluzioni per la de-carbonizzazione, e con la Luiss per poter rafforzare le competenze di project management. Nel 2017 Terna ha assicurato in media 50 ore di formazione per dipendente e ha lanciato progetti in 13 istituti tecnici superiori per facilitare l'alternanza scuola-lavoro, coinvolgendo oltre 600 studenti.

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La responsabilità dell'Energia

Il futuro scorre lungo reti e connessioni

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