Guida alle Universiadi di Napoli 2019

Olimpiadi studentesche in programma dal 3 al 14 luglio. Organizzate per la quinta volta in Italia. Sfida tra 108 Paesi in 18 sport. In passato hanno fatto la storia Mennea, Pellegrini, Chechi. Le cose da sapere.

30 Giugno 2019 12.00
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Prepariamoci allo spettacolo, inatteso e perciò ancora più travolgente, delle Universiadi di Napoli, cerimonia di apertura il 3 luglio 2019 in mondovisione, regia di Marco Balich, lo stesso delle Olimpiadi di Rio 2016, e probabilmente di quelle di Tokyo 2020. Si, perché dal clamore anticipato dei Giochi invernali 2026, assegnati a Milano e a Cortina, si passa all’immediato fascino globale-goliardico delle Universiadi estive, manifestazione biennale di nuovo in Italia.

OLTRE 7.200 ATLETI PER UN TOTALE DI 222 DISCIPLINE

Oltre 7.200 atleti, in rappresentanza di 108 Paesi, sono pronti a gareggiare nella 30esima edizione delle Universiadi, in programma a Napoli e in vari altri centri della Campania, dove dal 3 al 14 luglio ci si misura in 18 sport, che sono atletica leggera, basket, calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, judo, nuoto, pallanuoto, ping pong, rugby a 7, scherma, taekwondo, tennis, tiro a segno, tiro con l’arco, tuffi, vela, volley. Per un totale di 222 discipline.

TIVÙ: 60 ORE DI TRASMISSIONE RAI

Sono 60, ossia cinque al giorno, le ore di trasmissione che la Rai dedica complessivamente alla manifestazione, per la cui realizzazione sono stati ristrutturati oltre 60 impianti, utilizzando i 270 milioni di finanziamenti stanziati dalla Regione Campania.

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La mascotte delle Universiadi 2019 (Ansa).

TAIPEI 2017: 720 MILA BIGLIETTI VENDUTI

Sono invece 82 i Paesi pronti a seguire l’inaugurazione del 3 luglio, trasmessa su RaiDue a partire dalle 21, con l’imponente schieramento di troupe straniere di cui si apprende all’International Broadcasting Center allestito alla Mostra d’Oltremare. Solo la Cctv, la tivù di Stato cinese, ha accreditato 40 inviati, mentre 20 sono i registi della giapponese Ashahi Tv. Nel 2017, secondo quanto si apprende dal sito di Eurosport, le Universiadi di Taipei furono seguite da 140 milioni di persone sparse per il mondo, e fruttarono 140 milioni di dollari di Taiwan grazie a oltre 720 mila biglietti venduti.

UNA STORIA ITALIANA: PRIMO NEBIOLO

Questa è la quinta Universiade dell’Italia, unico Paese ad averle ospitate così tante volte, a cominciare dalla prima edizione in assoluto, che si svolse a Torino nel 1959. Sempre a Torino si è tenuta quella del 1970, per poi spostarsi a Roma nel 1975 e in Sicilia nel 1997. Un primato che si spiega anche con la nascita made in Italy di queste Olimpiadi studentesche, dovuta alla lungimiranza e alla passione di uno dei più grandi dirigenti sportivi del XX secolo, Primo Nebiolo, nato a Torino nel 1917 per diventare presidente della Iaaf, federazione internazionale di atletica leggera, dal 1981 fino al momento della morte, avvenuta nel 1999.

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Lo stadio San Paolo di Napoli ristrutturato per le Universiadi (Ansa).

MEDAGLIERE: AZZURRI PRIMI IN EUROPA

È un feeling, questo fra Italia e Universiadi, cementato anche dall’inno di Mameli, risuonato 180 volte fra il 1959 e oggi, tanti sono stati gli ori universitari conquistati nell’edizione estiva (a cui vanno aggiunti i 51 “invernali”), bottino che pone la rappresentativa azzurra al settimo posto di sempre, prima fra le europee alle spalle di quelle di Russia, Stati Uniti, ex Unione Sovietica, Cina, Giappone e Corea del Sud.

LE STAR ESPLOSE: MENNEA, PELLEGRINI, VEZZALI, CHECHI

D’altra parte, la Hall of Fame delle Universiadi è costellata da grandi nomi dello sport nazionale, a cominciare dall’immenso e compianto Pietro Mennea da Barletta, che scelse le Universiadi di Città del Messico del 1979 per stabilire il suo storico record mondiale di 19 secondi e 72 centesimi, destinato a resistere 17 anni. Ma gloria ai Giochi studenteschi giunse anche per merito di un altro re della pista di nome Livio Berruti, quattro volte oro nei 100 e 200 metri, oltre che di superstar come i nuotatori Federica Pellegrini (dominatrice a Bangkok 2007) e Greg Paltrinieri, la saltatrice in alto Sara Simeoni, la schermitrice Valentina Vezzali, il ginnasta Juri Chechi, e il tuffatore Klaus Di Biasi, che nel 1970 a Torino centrò la doppietta trampolino-piattaforma.

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Federica Pellegrini dominò le Universiadi del 2007 (Ansa).

“EROI PER UN GIORNO”: ULIVI E GLI ALTRI

Anche se poi non meno fascino, anzi, un particolare appeal, arride alle Universiadi per merito di migliaia di “eroi per un giorno” o di oscuri faticatori saliti sul podio quasi esclusivamente in questi Giochi, più “alternativi” che di serie B. Nel passato fu il caso della tennista goriziana Resi Riedl, scomparsa a 58 anni, nel 1995, dopo avere conquistato otto medaglie “universitarie”, record assoluto fra gli italiani del “serve and volley”, o di Luca Ulivi, difensore in Serie C2, passato alla storia del calcio azzurro per il golden gol che regalò all’Italia la medaglia d’oro nella finale del 1997, giocata a Palermo contro la Corea del Sud.

UNA PRIMA VOLTA: LE DONNE SAUDITE

Sono solo due fra le storie che i Giochi accesi da una variante della fiaccola olimpica battezzata “torcia della conoscenza” attraggono senza sosta nel loro “campo”, di gara e di vita assieme. Come quelle delle atlete in arrivo per la prima volta dall’Arabia Saudita della più violenta e continua discriminazione perpetrata nei confronti delle donne. Ad accoglierle provvedono anche alcuni dei 5 mila volontari selezionati su 11 mila candidati: cittadini fra i 18 e gli 80 anni a cui si chiede una “partecipazione” indispensabile per renderere memorabili queste Universiadi napoletane.

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