La protesta degli agricoltori si sposta a Bruxelles in attesa del Consiglio europeo

Redazione
01/02/2024

I trattori hanno raggiunto la sede del parlamento Ue, al Place de Luxembourg, appiccando alcuni roghi con legna e pneumatici per fare pressioni ai leader riuniti nel vertice straordinario, affinché venga rivista la Politica agricola comune (Pac) e il Green Deal.

La protesta degli agricoltori si sposta a Bruxelles in attesa del Consiglio europeo

La protesta degli agricoltori ha raggiunto i palazzi del potere europeo a Bruxelles, in Belgio, dove giovedì 1 febbraio sono attesi i leader dei 27 Paesi per il Consiglio europeo straordinario. Durante il vertice si affronteranno diversi temi: dal bilancio pluriennale comunitario al sostegno all’Ucraina alla situazione in Medio Oriente, fino alle istanze avanzate dagli agricoltori in queste settimane di mobilitazione. Istanze scritte sugli striscioni esibiti dai manifestanti, come: “Basta terreni incolti!”, “Stop import sleale”, “Prezzi giusti per gli agricoltori”,  e stop al “Cibo sintetico“.

Il premier belga: «Dobbiamo fare in modo che gli agricoltori siano dei partner nella transizione green»

Gli agricoltori si sono ritrovati davanti alla sede del parlamento europeo, al Place de Luxembourg, appiccando alcuni roghi con legna e pneumatici per fare pressioni ai leader affinché venga rivista la Politica agricola comune (Pac) e il Green Deal. A loro si è rivolto il premier belga Alexander De Croo, citato da Repubblica: «Dobbiamo poter discutere al Consiglio di questo tema perché le preoccupazioni che hanno sono in parte legittime: la transizione climatica è una priorità chiave per le nostre società e dobbiamo fare in modo che i nostri agricoltori siano dei partner in questo percorso». Secondo quanto anticipato nei giorni scorsi da un portavoce della Commissione europea, «con le proteste degli agricoltori che montano in tutta Europa, una nuova deroga ai requisiti Bcaa 8 sui terreni a seminativo da lasciare a riposo è all’esame».