I motivi della protesta degli agricoltori contro Bruxelles che si sta allargando a tutta Europa

Matteo Innocenti
25/01/2024

Salari bassi, eccessiva burocrazia, il nuovo Green Deal. E pure la Politica agricola comune e il grano ucraino. Cosa sta spingendo migliaia di lavoratori nelle strade. Dalla Germania alla Francia, dalla Polonia alla Grecia. E ora anche in Italia.

I motivi della protesta degli agricoltori contro Bruxelles che si sta allargando a tutta Europa

Dalla Germania alla Francia, passando per Grecia, Romania e Polonia, senza dimenticare l’Italia. Continua a montare in tutta Europa la protesta degli agricoltori, che manifestano contro le misure di Bruxelles per il settore. I motivi principali che hanno dato vita a una marea crescente di rabbia tra i produttori agricoli dell’Ue sono i “soliti” salari bassi, l’eccessiva burocrazia e il nuovo Green Deal. La protesta riguarda anche la nuova Politica agricola comune (Pac), che prevede l’addio alla monosuccessione delle colture, cosa che potrebbe provocare gravi disagi nel Tavoliere delle Puglie.

La protesta degli agricoltori contro le politiche di Bruxelles si allarga a tutta Europa, Italia compresa: ecco perché.
La protesta degli agricoltori davanti al Bundestag di Berlino (Getty Images).

Le marce dei trattori in Germania e Francia

Gli agricoltori tedeschi da metà dicembre hanno iniziato a protestare, bloccando le strade della Germania con i loro trattori. Tutto nasce da alcune decisioni del governo, che ha annunciato un aumento delle tasse e un taglio nei sussidi agricoli, eliminando inoltre alcuni privilegi fiscali per il settore: il ministro dell’Economia Robert Habeck, esponente dei Verdi, è stato persino aggredito. Il movimento di protesta si è poi allargato alla Francia, principale produttore agricolo dell’Ue e maggior beneficiario dei sussidi della Pac, dove i blocchi stradali sono una realtà in molte regioni. Anche qui, come in Germania, i trattori hanno marciato compatti in autostrada. Nell’Ariège, purtroppo, una donna che manifestava con il marito e la figlia adolescente a un posto di blocco degli agricoltori francesi, è rimasta uccisa dopo che un’auto si è lanciata contro il gruppo di dimostranti.

La protesta degli agricoltori contro le politiche di Bruxelles si allarga a tutta Europa, Italia compresa: ecco perché.
Trattori in marcia lungo un’autostrada francese (Getty Images).

In Polonia e Romania preoccupa il grano ucraino

Sono sul piede di guerra anche gli agricoltori polacchi e romeni. Anche loro chiedono un abbassamento delle tasse e sussidi più equi, ma sono soprattutto preoccupati dall’afflusso incontrollato prodotti agricoli a basso costo, soprattutto cereali, dalla vicina Ucraina. In Polonia, dove il governo Tusk vuole firmare appunto un accordo con Kyiv sul transito dei prodotti agricoli, ha avuto successo il tentativo di bloccare (almeno temporaneamente) le importazioni prive di dazi dall’Ucraina.

I greci vogliono più indennizzi dopo le calamità naturali

In Grecia gli agricoltori protestano principalmente perché, dopo gli incendi e le inondazioni che hanno decimato un quarto della produzione agricola del Paese, Atene non ha versato indennizzi adeguati. I lavoratori del settore chiedono poi la costruzione di infrastrutture per proteggere l’agricoltura da condizioni climatiche estreme, così come la bonifica di canali di scolo e sottopassi di ponti per prevenire future inondazioni. Proteste del mondo agricolo si stanno verificando anche in Portogallo, Spagna, Belgio e Paesi Bassi.

In Italia spaventa l’addio alla monosuccessione delle colture

E l’Italia? Anche lungo lo Stivale ha preso piede la protesta degli agricoltori contro le politiche agricole dell’Europa e le scelte del governo Meloni. Nel mirino le farine di insetti, il costo del gasolio, le tasse troppo alte, la svendita dei terreni, la carne coltivata e l’addio alla monosuccessione, tema particolarmente sensibile nel Tavoliere delle Puglie, dove si dovrà produrre metà del grano duro rispetto a prima. Nelle piazze di varie città italiane, tra cui Foggia, sono scesi gli agricoltori autonomi sotto la sigla del Comitato degli Agricoltori Traditi (C.R.A.). «Dal 22 gennaio in strada a oltranza», si legge sulla pagina Facebook del comitato con mobilitazioni a Frosinone, Latina, Torino, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Firenze, Milano, Roma, Caserta e Napoli, ma anche in varie città dell’Umbria, della Sicilia e della Puglia.