Proteste in piazza: «Silvio dimettiti»

Redazione
29/01/2011

In piazza per esprimere sconcerto e disgusto per la vicenda Ruby, indossando semplicemente delle sciarpe bianche. Migliaia di persone si...

In piazza per esprimere sconcerto e disgusto per la vicenda Ruby, indossando semplicemente delle sciarpe bianche. Migliaia di persone si sono ritrovate a Milano, nella centralissima piazza Scala e manifestazioni analoghe si sono svolte a Udine, Firenze, Mestre e Napoli per una sorta di prova generale della protesta annunciata il prossimo 13 febbraio per «ridare dignità all’Italia» e chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio. «Un’altra storia italiana è possibile. Insieme, donne e uomini»: questo il titolo scelto per l’evento.
«SILVIO VATTENE». L’idea è nata dal basso, da un appello di uomini e donne a cui hanno aderito subito le associazioni femminili (come Usciamo dal silenzio) e non (come Arcigay), i partiti del centrosinistra e la Cgil. Tanti gli slogan: «Meno male che Ilda Bocassini c’è», «Berlusconi sei la rovina dei nostri figli. Vattene», «I diritti delle donne non hanno prezzo» sono solo alcuni esempi delle scritte in piazza Scala.
IN DIFESA DELLE DONNE. Nel suo intervento il direttore de L’Unità Concita de Gregorio ha detto: «Dobbiamo dire alle ragazze che la prostituzione non è l’unico modo di campare». Poi Lucrezia Lante della Rovere ha letto un appello firmato da decine di personalità per la difesa della dignità femminile e diversi attori hanno recitato una serie di messaggi, da quello del candidato del centrosinistra a Milano Giuliano Pisapia, presente in piazza, a quelli dello scrittore Luis Sepulveda, della segretaria Cgil Susanna Camusso e di Nichi Vendola secondo il quale «la manifestazione è un tassello importante per la costruzione di una Italia migliore».
SIT-IN IN VARIE CITTÀ. Sit-in analoghi contro «chi calpesta la dignità delle donne» sono stati organizzati anche a Udine, Mestre, Napoli e Firenze dove cittadini ‘armati’ di pentole e coperchi hanno gridato «L’Italia non è un bordello» e «dimettiti-dimettiti».