Le proteste dei pastori sardi del 24 febbraio

24 Febbraio 2019 09.35
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Nuove azioni dei pastori sardi, che non si fermano nemmeno nel giorno delle elezioni regionali. il 24 febbraio la protesta per il prezzo del latte è cominciata verso le 9.30 di mattina, con il blocco nei pressi di Orune, nel Nuorese, di un camion cisterna. Il blitz è stato condotto da due persone che impugnavano armi e avevano il volto coperto. Prima di far perdere le loro tracce hanno obbligato l'autista del mezzo – che stava portando al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), uno dei più importanti dell'isola – a fermarsi e gettare il latte lungo la strada. Nello specifico, gli autori del blocco impugnavano un fucile. È la prima volta che si registra un assalto armato in Sardegna da quando è iniziata la protesta dei pastori per il prezzo del latte ritenuto troppo basso. I manifestanti, dunque, alzano il tiro, anche se le forze dell'ordine precisano che si tratta di azioni sporadiche da parte di ignoti. Carabinieri e Polizia hanno predisposto posti di blocco in tutta la zona alla ricerca degli autori dell'assalto.

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La tensione è ancora alta tra gli allevatori: la trattativa sul prezzo è stata rinviata al tavolo con il prefetto di Sassari – anche questo appuntamento potenzialmente 'caldo' è stato previsto a elezioni concluse – dopo la fumata nera dei vertici di Cagliari e Roma. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato chiaro sin da subito. E lo ha ribadito in questi giorni di campagna elettorale, che lo ha visto girare la Sardegna in lungo e un largo. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato chiaro sin da subito. E lo ha ribadito in questi giorni di campagna elettorale, che lo ha visto girare la Sardegna in lungo e un largo. «Mai un manganello contro i pastori». Ma ha anche assicurato che garantirà «il libero e democratico esercizio del voto».

FORMALIZZATE LE PRIME DENUNCIE PER I BLOCCHI DEI PASTORI SARDI

Intanto, dopo i fascicoli in Procura, c'è stata la formalizzazione delle prime denunce. Strascichi giudiziari inevitabili per le proteste dei pastori in Sardegna contro il crollo del prezzo della latte di pecora. La Polizia di Nuoro ne ha confermate oltre 10. E la Procura dello stesso capoluogo è pronta ad inviare i primi avvisi di garanzia, forse già nelle prossime ore ma più probabilmente dopo il voto per le Regionali. Le indagini, però, non possono fermarsi davanti all'apertura dei seggi. Tutte le informative sugli episodi di violenza avvenuti in questi ultimi 15-20 giorni, stanno arrivando a maturazione. Quasi tutte le Procure sarde, da Cagliari a Sassari passando per Nuoro e Lanusei, hanno sul tavolo fascicoli sul caso latte. E gli investigatori della questura e della Digos di Nuoro hanno chiuso i loro accertamenti. Ipotizzano nei confronti dei pastori denunciati diversi reati: si va dalla violenza privata ai danneggiamenti, dal deturpamento della cosa altrui al blocco stradale sino alla resistenza a pubblico ufficiale e al mancato preavviso di manifestazione.

CAMIONISTI AGGREDITI E CASEIFICI COSTRETTI ALLA SERRATA

La maggior parte delle contestazioni sarebbe avvenuta lungo le strade dell'Isola, a partire dalle principali – la statale 131 'Carlo Felice' alle 131 Dcn nel nuorese – e davanti ai caseifici presidiati. Per quanto riguarda la provincia di Nuoro, i manifestanti sono accusati di aver bloccato diversi autotrasportatori costringendoli ad aprire le valvole delle cisterne per gettare a terra tutto il latte contenuto. Altri si sarebbero resi responsabili di veri e propri assalti a camion e furgoni agendo anche a volto coperto. Le denunce, a Nuoro come altrove, arrivano da più parti: dalle forze dell'ordine testimoni oculari, ma anche dai camionisti aggrediti o dai titolari dei caseifici costretti a sospendere la produzione per i presidi ai cancelli delle aziende. Il 23 febbrario, a poche ore dal voto, si è registrata una nuova protesta. Una quarantina di pastori del nuorese ha gettato una decina di litri di latte ai margini della carreggiata della strada provinciale 73. L'azione è scattata intorno alle 11 ed è finita un'ora dopo. Una manifestazione pacifica, comunque vigilata dalla Polizia. Anche se in maniera sporadica, dunque, gli allevatori potrebbero continuare a protestare anche ad urne aperte.

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