Le polemiche per la pubblicità della Uliveto sulla nazionale di volley

Le polemiche per la pubblicità della Uliveto sulla nazionale di volley

21 Ottobre 2018 09.54
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Doveva essere un omaggio alle azzurre del volley per festeggiare l'argento ottenuto ai mondiali di pallavolo contro la Serbia, ma si è trasformata in una violenta polemica. La pubblicità a tutta pagina dell’acqua Uliveto apparsa sulle pagine di Repubblica e Corriere ha attraversato i social. In molti hanno fatto notare su Facebook e Twitter che nella foto (un'immagine di archivio e non relativa alla rassegna iridata in Giappone) una bottiglia copre parte dell'immagine, di fatto rimuovendo una delle atlete simbolo della nazionale: Paola Egonu, una delle trascinatrici durante il mondiale giapponese.

ERRORE O SCELTA VOLUTA?

Molti hanno fatto notare come nella pubblicità che celebrava l'Italvolley maschile non mancasse nessuno e che la scelta di togliere dalla foto l'atleta di origine nigeriana fosse stata intenzionale. Ma forse potrebbe trattarsi di una svista, seppur assurda e bizzarra, anche perché nella pubblicità viene coperta anche Serena Ortolani. Nei giorni scorsi, mentre le azzurre avanzavano nella competizione, i profili social della Uliveto celebravano le imprese delle ragazze postando ogni tipo di foto, dov'erano presenti sia Paola Egonu che Miriam Sylla, l'altra atleta azzurra di origini africane. È possibile che l'azienda torni sulla faccenda ma è anche vero che sempre nei giorni scorsi non erano mancate le pubblicità in cui compariva tutta la squadra.

LA DIFESA DELL'AZIENDA: «NESSUNA FORMA DI DISCRIMINAZIONE»

Uliveto in giornata ha poi pubblicato un post su Facebook per cercare di spegnere le polemiche: «Abbiamo seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, TUTTE senza alcuna distinzione», si legge nel post, «Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra ed alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social». «Contrastiamo», conclude il messaggio, «qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!».

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