Cosa sono il reddito di inclusione e il reddito di dignità

Redazione
09/03/2018

Fake news, notizia gonfiata, strumentalizzazione. Le richieste – almeno una cinquantina in due giorni, ma nessuna coda né assalto –...

Cosa sono il reddito di inclusione e il reddito di dignità

Fake news, notizia gonfiata, strumentalizzazione. Le richieste – almeno una cinquantina in due giorni, ma nessuna coda né assalto – per il reddidto di cittadinanza presentate al centro per l'impiego di Bari Porta Futura e altre presso altri Caf della Puglia restituiscono comunque uno spaccato di realtà.

IL REDDITO DI CITTADINANZA CHE NON È UN REDDITO. In realtà il cosiddetto reddito di cittadinanza, che appare esattamente con questa dicitura nel programma pentastellato, nei fatti è un sussidio di disoccupazione, una sorta di flexsecurity. «Il reddito di cittadinanza non darà soldi a chi vuol stare seduto sul divano: dovrà, per il breve periodo in cui avrà il contributo, formarsi e dare 8 ore di lavoro gratuito allo Stato», ha ripetuto Luigi Di Maio durante la campagna elettorale. «Dal secondo anno il reddito di cittadinanza inizia a scalare, perché la persona viene reinserita nel mondo del lavoro».

L'ESEMPIO DELLA PUGLIA. Detto questo esistono già sussidi e aiuti per chi si trova in difficoltà: sono il reddito di dignità (Red) e il reddito di inclusione (Rei). «Dallo scorso dicembre», spiega a L43 Massimo Di Cesare, responsabile Caf Puglia per la Cgil, «in Regione sono state presentate col sistema informatico 8 mila domande Red e 20 mila Rei». Circa 30 mila famiglie, dunque, si trovano in difficoltà. Ed è solo questo il dato su cui ragionare. «Oltre all'intervento economico», ribadisce Di Cesare, «questi sostegni implicano la sottoscrizione di un patto tra cittadino e Comune e centro per l'impiego. L'obiettivo è la ricollocazione nel mondo del lavoro. Solo così si può garantire la dignità». Di Cesare considera fisiologico che in questo contesto i cittadini chiedano informazioni su eventuali nuove misure. Anche se, è il ragionamento, a queste persone occore dare risposte concrete e immediate.

SOSTEGNO E PATTO DI INCLUSIONE. Nel dettaglio il Red, approvato nel marzo 2016 dal consiglio regionale della Puglia (senza il voto dei 5 stelle, assenti dall'aula) e attivo dal luglio dello stesso anno, è una «misura di integrazione del reddito definita “universalistica” poiché possono accedervi tutte le persone che si trovino in difficoltà tali, anche temporanee, da essere al di sotto di quella soglia economica minima per una esistenza almeno accettabile». Come si legge sul sito dedicato, «è uno strumento di contrasto alla povertà assoluta e di supporto a un percorso più ampio di inserimento sociale e lavorativo». In altre parole, non si tratta solo di un aiuto economico, ma di «un’indennità per la partecipazione a un tirocinio o ad altro progetto di sussidiarietà». Tra il beneficiario, i servizi sociali e la comunità in cui si vive viene insomma sottoscritto un un patto di inclusione. Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale ha rilanciato l'estensione di un Reddito di dignità per chi non arriva ai 1.000 euro al mese a livello nazionale.

PROGETTI PERSONALIZZATI. Il Reddito di inclusione è un'altra misura di contrasto alla povertà erogata a partire dal primo gennaio 2018 e introdotta dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, emanato in attuazione della legge-delega 15 marzo 2017. Consiste in un sostegno economico mensile e in un progetto di inclusione sociale e/o lavorativa messo in atto dai Servizi sociali e dal Comune. L'entità del contributo dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare e dall'Isee e va da un minimo di 187,50 euro (per una persona sola) a 485 per cinque componenti. Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 18 mesi con la possibilità di essere rinnovato per un altro anno. Anche in questo caso condizione necessaria per accedere è la sottoscrizione del progetto personalizzato.

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