Pupo e la vittoria “rubata” a Sanremo 2010: «Interferì il Quirinale e accettai il secondo posto»

Redazione
27/11/2023

In un'intervista senza filtri il cantante dà addirittura la colpa alla presidenza della Repubblica (all'epoca c'era Napolitano) per il mancato primo posto della canzone con Emanuele Filiberto di Savoia. Poi la sparata contro il Grande Fratello: «Ho fatto l'opinionista per due anni senza guardare un minuto, mi faceva cag*re».

Pupo e la vittoria “rubata” a Sanremo 2010: «Interferì il Quirinale e accettai il secondo posto»

Un’intervista senza filtri, con almeno due titoloni regalati ai posteri e già diventati virali. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, si è lasciato andare parlando con la Repubblica. Innanzitutto ripercorrendo un’ingiustizia subita, secondo lui, durante il Festival di Sanremo nel 2010, quando partecipò con Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici con il brano Italia amore mio. Stando al suo racconto, pare che addirittura il Quirinale abbia interferito con la vittoria.

La sparata di Pupo: «Sono io ad aver accettato il secondo posto»

Per Pupo non ci sono dubbi: il suo brano fu vittima di un complotto da parte del Colle: «La canzone è stata scritta interamente da me. Musica e parole. Diedi parte dei diritti del brano al principe Emanuele Filiberto per far diventare la canzone credibile, ma lui non c’entrava nulla. Lo dico oggi per svincolarlo da tutte le responsabilità. Quel giorno ho goduto anche perché avevo previsto che la nostra canzone sarebbe stata eliminata la prima sera, ma poi sarebbe stata ripescata e infine avrebbe vinto il Festival. Il trio era un progetto nato a tavolino. Ma da lì a dire che era la canzone più brutta del secolo ce ne corre. Vuol dire un attacco contro il principe, non solo contro di me. Quando la canto per gli italiani nel mondo, si commuovono. E poi, a dirla tutta, la canzone non solo è arrivata seconda ma aveva vinto il festival, sono io ad aver accettato il secondo posto». In che senso?

Il presunto intervento del Quirinale con i vertici Rai

Pupo ha spiegato la sua versione dei fatti: «Prima della finale i vertici Rai avevano ricevuto una telefonata dalla presidenza della Repubblica (all’epoca c’era Giorgio Napolitano, morto a settembre 2023, ndr), temevano lo scandalo di un rappresentante di casa Savoia al primo posto a Sanremo. Avevano capito che avremmo vinto osservando il picco di ascolti record della serata in cui avevamo ospitato Marcello Lippi: quella sera si ruppe la chitarra, ci fu un attimo di impasse e allora Lippi fece un promo della canzone, cosa che non si poteva fare. Sabato mattina mi dissero che mi squalificavano e che avrei cantato solo come ospite; risposi che, pur avendo partecipato sei volte, non avevo mai vinto Sanremo: “Mi toglierete la vittoria lunedì mattina, ma io stasera vinco il Festival e poi ci vediamo in tribunale”. Pensarono a un accordo, mi proposero secondo, dissi: “Secondo va bene”».

L’altra bordata al Grande Fratello: «Mai visto un minuto»

Il cantautore ha poi ammesso di sentirsi un «discreto conduttore televisivo». Oggi però «non farei più un programma giornaliero, mi ha salvato economicamente ma ho già dato. Fare i giudici nei talent, poi, è assurdo, tutti protagonisti. Per due anni ho fatto l’opinionista del Grande Fratello, c’era la pandemia e avevo poco da fare: ma non ho mai visto un minuto del Grande Fratello in vita mia. C’era chi lo seguiva per me, un autore tv. Io non avevo la forza di guardarlo per quanto mi faceva cag*re».