Le cose da sapere sulla visita di Putin a Roma

Il presidente russo in Italia il 4 luglio per ribadire la vicinanza con l'esecutivo gialloverde. Non veniva dal 2015. Previsti incontri con Mattarella, Conte, papa Francesco, Salvini e Di Maio. La capitale blindata.

03 Luglio 2019 15.08
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Vladimir Putin è in arrivo in Italia. E quando lo zar si muove, si vede. Fervono dunque i preparativi per accogliere il presidente russo a Roma, il 4 luglio, dove incontrerà papa Francesco, che in mattinata gli aprirà le porte del Vaticano per la terza volta da quando è diventato pontefice, e poi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale per una colazione di lavoro, il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi nel pomeriggio con tanto di conferenza stampa congiunta nel cortile d’onore. Tutto in giornata, compresa una cena che dovrebbe avere con i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio a Villa Madama e infine un incontro privato con l’amico di lunga data Silvio Berlusconi.

«RAPPORTI COSTANTI CON LA LEGA DI SALVINI»

Dopo l’incontro a Chigi Conte e Putin sono attesi alla Farnesina per partecipare al Foro di Dialogo Italo-Russo delle società civili, organizzato in collaborazione con l’Ispi, che torna a riunirsi per la prima volta in sei anni. A seguire la cena con Di Maio e Salvini: quest’ultimo, in particolare, grande estimatore e sostenitore dello zar, che parla di «rapporti costanti» con la Lega. La serata di Putin però non si concluderà prima di un incontro “puramente privato” con Berlusconi, al quale lo lega un rapporto di amicizia ormai più che decennale: il Cremlino ricorda infatti che i due «sono in contatto continuo, si parlano al telefono, spesso Berlusconi viene in Russia, una continuazione di contatti amichevoli e informali».

L’ULTIMA VISITA NEL 2015

Putin, dicono i bene informati, ultimamente preferisce così: comprimere quando si può e rientrare presto al Cremlino. Lo zar manca dall’Italia dal 2015, quando visitò il padiglione russo all’Expo di Milano e poi ci affiancò un salto a Roma (ci fu tempo anche per un breve saluto all’amico Silvio a Fiumicino). Uno iato giudicato da Conte «troppo lungo» nel corso del suo viaggio a Mosca lo scorso ottobre. Ed eccoci qui.

GESTO DI ATTENZIONE PER L’ITALIA

Sul tavolo, fanno sapere fonti diplomatiche, non ci si aspetta la firma né di grandi intese né di grandi contratti (quel che si poteva fare si è già fatto al Forum economico di San Pietroburgo). Parafrasando McLuhan, Putin stesso è ‘il messaggio‘. Un gesto di attenzione verso un Paese amico, l’Italia, in un periodo in cui lo zar in Europa non si vede spesso. Stando allo staff presidenziale, nel corso degli incontri saranno discusse «le questioni chiave della cooperazione italo-russa nella sfera politica, commerciale, economica, culturale e umanitaria, nonché temi di attualità internazionale e regionale». Insomma, tutto. Putin e Conte parteciperanno poi al Forum di dialogo delle società civili. Ovvero un dossier caro alla diplomazia italiana, che in tempo di sanzioni punta molto a rinsaldare la cooperazione ‘people to people’.

SULLE SANZIONI LA “COMPRENSIONE” DI MOSCA

Già, le sanzioni. Putin, nel corso dell’intervista rilasciata di recente a San Pietroburgo alle grandi agenzie internazionali, ha detto chiaro e tondo di non aspettarsi scatti in avanti in solitaria da parte di Roma su questo fronte poiché l’Italia fa parte di «un chiaro contesto internazionale» e che l’Europa in generale non è pronta a «tale livello di sovranità». Una stoccata nei confronti degli Usa, ovviamente. Però la visita sarà senz’altro un’occasione per fare il punto, dato che l’Italia parla apertamente di voler ammorbidire i partner Ue. L’altro tema – oltre all’Ucraina – che di solito domina l’agenda degli incontri bilaterali è quello della Libia, dove il Cremlino può esercitare una certa influenza (e non a caso alla conferenza di Palermo garantì la presenza del premier Dmitri Medvedv).

DALLA CONFINDUSTRIA RUSSA A ROSNEFT: I BIG DELL’ECONOMIA DI MOSCA

Basta guardare i nomi che compongono la delegazione russa per capire il tenore degli incontri e degli accordi previsti: ci sarà il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, ma anche quelli del Commercio, dell’Energia, della Cultura e della Sanità. E ci sarà il capo della Confindustria russa Alexander Shokhin, quello del fondo per gli investimenti VEB Igor Shuvalov, l’ad di Rosneft Igor Sechin, il numero uno delle Ferrovie russe Oleg Belozerov e altri grandi nomi.

IL FACCIA A FACCIA CON IL PAPA

Riflettori puntati poi per il colloquio con il papa. Il mondo ortodosso, dopo lo scisma della chiesa ucraina dal patriarcato di Mosca, è in subbuglio e l’appuntamento cade alla vigilia del grande incontro di Francesco con l’arcivescovo maggiore, i membri del Sinodo permanente e i metropoliti della Chiesa greco-cattolica in Ucraina che si terrà il 5-6 luglio in Vaticano proprio sulla situazione “delicata” nell’Est del Paese. Il Cremlino, sull’attesissimo possibile invito da parte di Putin al pontefice a visitare la Russia (sarebbe un evento storico), ha promesso ai giornalisti del pool un aggiornamento «al più presto», salvo poi scomparire dai radar. Roma naturalmente sarà blindata, con una zona rossa in cui non saranno consentite manifestazioni o altri tipi di contestazioni che abbraccerà grosso modo il centro della città. Nulla deve essere lasciato al caso. La sicurezza di Putin ha persino fatto le prove per verificare che la gigantesca limousine di Putin – la ‘made in Russia’ Aurus – riesca effettivamente a varcare il portone di Palazzo Chigi.

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