Putin “molla” Salvini: Mosca non brinda all’exploit di Lega e M5s

Riccardo Amati
10/03/2018

Kortunov, consulente dello zar: «Serviva alla sua propaganda, ma il presidente ha altri interessi: in primis, una Ue stabile». Non l'ascesa di forze che portino incertezza. Intanto la stampa ignora Matteo e celebra B.

Putin “molla” Salvini: Mosca non brinda all’exploit di Lega e M5s

da Mosca

Il Cremlino non festeggia l’esito delle elezioni italiane perchè non danno indicazioni chiare per un governo forte, e da un periodo di incertezza e instabilità a Roma la politica estera russa ha tutto da perdere. La vittoria di Movimento 5 stelle (M5s) e Lega, partiti che sostengono un rafforzamento dei legami con Mosca e il ritiro delle sanzioni imposte dall’Unione europea per l’annessione della Crimea, sarà certo sfruttata per la propaganda interna. Ma non viene considerata un asset strategico, negli ambienti vicini al presidente Vladimir Putin. «L’Italia è uno dei pilastri dell’Ue e nel lungo termine la Russia può beneficiare solo di un’Europa forte», dice a Lettera43.it il direttore del Consiglio russo per gli affari internazionali (Riac) Andrei Kortunov, consulente di Putin. Un’Europa forte in un sistema internazionale multipolare che sostituisca l’eccezionalismo americano. E se questo – come sostiene Kortunov – è un obiettivo della politica russa, l’euroscetticismo di Lega e M5s non è proprio benvenuto.

«La crisi dell’Ue, le vittorie elettorali delle destre anti-europeiste, le proteste vengono sbandierate in Russia per motivi di propaganda», dice Kortunov. «Sono utili tatticamente, creano consenso interno mostrando che ci sono guai anche altrove. Ma l’interesse strategico della Russia è tutt’altro». E la vicinanza ideologica di Matteo Salvini con alcuni aspetti del cosiddetto putinismo? E i discorsi del pentastellato Manlio Di Stefano al congresso di Russia Unita, il partito del presidente Putin, sull’ingerenza di Usa e Ue negli affari interni di Mosca, vera causa della crisi ucraina? Putin sarà pur contento del loro successo, o no? «Francamente, al presidente interessano poco le vicinanze ideologiche e i discorsi, per lui conta raggiungere gli obiettivi. È un transnazionalista: niente preconcetti, solo relazioni attive con gli eventi». Eppure nel suo ultimo mandato lo zar è sembrato far proprie molte delle teorie identitarie, eurasiatiche e totalitaristiche dei filosofi e degli attivisti che ne hanno fatto il faro dell’antiglobalismo, e non solo in Russia, citandoli anche nei suoi discorsi. «Motivi tattici, propaganda interna», dice Kortunov. «Non credo che Putin sia davvero influenzato dagli intellettuali o dagli attivisti che lo osannano. Ed è solo lui a decidere in Russia».

All'indomani delle elezioni tutti i giornali russi titolavano con la vittoria della destra di Berlusconi. Salvini? Non pervenuto

Secondo un ex diplomatico russo che chiede di rimanere anonimo, un arabista che ha lavorato a lungo in Medio Oriente, la prospettiva di un governo italiano meno filo-americano e meno entusiasta della Nato – sia M5s che Lega hanno in passato ipotizzato addirittura di uscire dall’Alleanza – potrebbe favorire l’influenza della Russia in Siria, dove il Cremlino appoggia il generale Kalifa Haftar che controlla circa metà del Paese. Il governo Gentiloni di fatto sostiene il rivale di Haftar, Fayez Serraj, col cui esecutivo è stato siglato il recente accordo sui migranti. «Si aprirebbero margini di trattativa finora impensabili con l’Italia e i suoi alleati per il coinvolgimento di Haftar – e quindi della Russia – in ogni ipotesi di soluzione della crisi libica, e del problema dei migranti», dice a Lettera43.it l’ex funzionario del ministero degli Esteri di Mosca. Sottolineando il vantaggio strategico che la possibilità di influire direttamente sui flussi della migrazione attraverso il Mediterraneo assicurerebbe al Cremlino nei confronti delle questioni aperte con l’Ue, a partire dalla crisi ucraina e dalle sanzioni che ne derivano.

Il presidente della commissione Affari esteri della Duma (la Camera russa), Leonid Slutsky, parlando con i giornalisti ha detto che, dato il risultato elettorale, «le relazioni italo-russe si svilupperanno in modo costruttivo», ricordando come «membri dei partiti vincitori» abbiano visitato la Crimea e incontrato autorità locali e cittadini «vedendo con i loro occhi che la Penisola è stata riunita alla Russia sulla base della libera volontà della popolazione». Slutsky è uno dei politici russi con cui regolarmente si incontra Salvini nelle sue trasferte moscovite. Ma, controcorrente, "incorona" Silvio Berlusconi: «Il successo della sua coalizione era prevedibile, in linea con quelli delle destre in altri Paesi europei. Credo che il futuro dell’Italia dipenda da Berlusconi, un vero progressista, e che Berlusconi avrà un ruolo importante anche nell’Europa dei prossimi anni». Qualcuno avrà poi spiegato a Slutsky che la destra italiana ha cambiato leader, e che quello nuovo è il suo amico Salvini. Ma la gaffe è scusabile. Tutti i giornali russi titolavano con la vittoria della destra di Berlusconi. Matteo? Non pervenuto. Almeno qui, il confidente italiano di Putin, il macho dalle sette vite politiche mantiene ancora intatta la sua popolarità.

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