L’ambasciatore-studente del Qatar e la vendita della Roma

Giovanna Predoni

L’ambasciatore-studente del Qatar e la vendita della Roma

Le vicissitudini universitarie di Abdulaziz bin Ahmed Al Malki Al Jehani. Diplomatico dell'emirato e frequentatore dello stadio Olimpico. Assieme a quel Pallotta che fiuta un affare uscito anche nelle intercettazioni di Palamara.

08 Luglio 2019 11.10
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Ha un nome lungo almeno quanto la sua ambizione di conseguire l’agognato titolo di studio. Col risultato che, per riuscirci, Abdulaziz bin Ahmed Al Malki Al Jehani, ambasciatore del Qatar a Roma, ha mobilitato mezzo mondo e messo in ambasce le due più blasonate università romane, La Sapienza e Tor Vergata, oltre ad aver esposto il ministero degli Esteri dell’emirato, che ha definito come un fatto personale l’iniziativa del suo diplomatico.

QUEL MASTER OTTENUTO SENZA AVERE I TITOLI PER ACCEDERVI

Tutto ha inizio poco dopo il suo arrivo a Roma, nel 2015, quando Abdulaziz ottenne l’accesso a un master di secondo livello della Sapienza, che poi conseguì nel 2017 con il massimo dei voti e la lode. Peccato che non essendo in possesso di Laurea magistrale non avesse titoli per accedervi. Alla Sapienza stanno pensando a come comportarsi, se far passare la cosa sotto silenzio o aprire un procedimento di revoca.

DOPO LA SAPIENZA, TOR VERGATA (NONOSTANTE IL MIUR)

Nel frattempo, a scanso di sgradite sorprese, l’ambasciatore-studente si è iscritto a Tor Vergata, dove vuole ottenere un dottorato di ricerca. I vertici dell’università, forti della vicenda vissuta dai cugini della Sapienza, hanno chiesto senza fare nomi un parare preventivo al Miur. Ricevendo dal ministero una inequivocabile risposta: lo studente straniero su cui l’università ha chiesto numi possiede titoli di studio che non consentono di ammetterlo a un corso di dottorato di ricerca. Indomito, l’ambasciatore del Qatar si è iscritto e forse si appresta a sostenere qualche esame.

Abdulaziz bin Ahmed Al Malki Al Jehani, secondo da destra.

La materia è di quelle che scottano, non fosse altro perché si intreccia con le vicende del calcio capitolino. Come fatto a suo tempo col Paris Saint-Germain (la magistratura francese che ha fermato Michel Platini per presunte mazzette considera quell’operazione un collaterale riconducibile all’organizzazione dei Mondiali di calcio a Doha), il piccolo ma ricco emirato sarebbe interessato a comprare una squadra italiana. Un investimento che si aggiungerebbe ai tanti che il Qatar ha già fatto nel nostro Paese e che ne aumenterebbe ancora il peso.

GLI AFFETTUOSI SCAMBI DI SALUTI CON PALLOTTA ALL’OLIMPICO

I nomi sul tavolo vedono in primis quello della Roma, anche se qualche giornale italiano si è spinto a parlare di Juventus. Sarebbe un vero colpo per James Pallotta, padrone americano del team capitolino, vendere il club a coloro che già hanno sborsato 40 milioni di euro per tre anni di sponsorizzazione. La migliore offerta che aveva ricevuto la Roma era di 5 milioni all’anno (Turkish Airways). Questo spiega gli affettuosi scambi di saluti allo stadio Olimpico tra Pallotta e l’ambasciatore-studente Abdulaziz quando si incontrano.

PALAMARA: «LOTTI MI HA DETTO CHE STA FACENDO DA INTERMEDIARIO»

Una storia che ha preso molte direzioni e che si intreccia stranamente anche con lo scandalo delle nomine pilotate nelle procure. In una delle conversazioni telefoniche di Luca Palamara legate alle vicende Csm, il magistrato dice alla moglie: «Lo sai che mi ha detto Luca Lotti che sta facendo da intermediario per far comprare al Qatar la Roma?». Il magistrato affronta la vicenda del nuovo stadio della squadra giallorossa citando Matteo Renzi, e sostenendo che l’ex premier avrebbe fatto da emissario nell’emirato proprio per la vendita della squadra di Pallotta. Millanterie? Discorsi da bar? Forse proprio l’ambasciatore, che a Tor Vergata vorrebbe fare una tesi sul tema dello sviluppo sostenibile in Qatar, potrebbe dire qualcosa.

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