Qatar, petrodollari Mondiali

Redazione
06/12/2010

di Federica Zoja Un Paese minuscolo, della grandezza dell’Abruzzo, in posizione infima nelle classifiche dei maghi del pallone, ma dotato...

Qatar, petrodollari Mondiali

di Federica Zoja

Un Paese minuscolo, della grandezza dell’Abruzzo, in posizione infima nelle classifiche dei maghi del pallone, ma dotato di un’arma imbattibile nella corsa all’assegnazione dei Mondiali di calcio del 2022: soldi, fiumi di soldi, un budget illimitato per organizzare un’edizione memorabile, dopo quella russa del 2018 (leggi l’articolo sui costi dei Mondiali russi).
E infatti il regno del Qatar l’ha spuntata su altri concorrenti più accreditati sfoderando cifre da capogiro: giusto per stabilire un punto di riferimento, 645-660 miliardi di dollari, ma probabilmente molto di più.
Tanto per cominciare, un investimento di 50 miliardi di dollari solo per linee ferroviarie, metropolitane, porti e aeroporti (quello nuovo internazionale di Doha dovrebbe richiedere 25 miliardi di dollari) destinati ad accogliere e distribuire atleti e tifosi di stadio in stadio per 64 partite, sotto il sole della penisola araba; 12 stadi nuovi di zecca per un investimento di almeno 4 miliardi di dollari.

Qatar, portavoce del Medio Oriente

Il Qatar (abitato da meno di 1 milione e mezzo di persone, di cui appena 200 mila autoctone), in realtà, ha iniziato la sua trasformazione da tempo, puntando sul turismo del lusso con alberghi, campi da golf, yacht club all’insegna dell’efficienza e della rapidità. E poi non ha giocato da solista nella sua corsa per i Mondiali: si è fatto portavoce di tutto il Medio Oriente chiedendo l’assegnazione per trasformare il volto della regione nella percezione comune.
Da turbolento buco nero planetario a solare incrocio di culture ed economie. Questo messaggio ha fatto breccia nei cuori dei commissari Fifa. E forse davvero Doha è la voce più accreditata in quella zona, visto che è proprio lì che, nel 1996, per volontà del sultano Mohammed bin Hamad bin Khalifa Al Thani e dell’affascinante moglie Mozha (I sovrani, vestiti “all’occidentale”, sono stati visti radiosi di gioia in mondo visione durante la cerimonia di assegnazione), è nata l’emittente satellitare in lingua araba Al Jazeera. L’isola dell’informazione, cui si è aggiunta nel 2005 un’emittente All news in inglese, ha sfilato l’insignificante emirato dall’ombra dell’Arabia saudita, proiettandolo sulla scena internazionale.

Per il 2022, affari da 14 milardi di dollari

Ora però le sfide da affrontare sono anche culturali: il Qatar è un Paese musulmano, in cui dunque non si beve alcool, ma come proibire ai tifosi di calcio di godersi una partita con una birra in mano? Si comincia a parlare di zone riservate ai soli supporter.
Poi, la questione climatica: nella penisola araba, in giugno e luglio, si superano i 50 gradi. I nuovi stadi saranno climatizzati ed eco-friendly allo stesso tempo, hanno risposto i sovrani del Qatar, grazie a un sistema di pannelli solari. Per non parlare delle aree da realizzare in cui calciatori e visitatori potranno rilassarsi e divertirsi, magari anche spiagge in cui mettersi in costume.
Doha, quindi, dovrà cambiare volto a 360 gradi, attrezzandosi per intrattenere l’indisciplinato circo del calcio. Sulla prima edizione araba dei Mondiali hanno puntato tutti i Paesi della regione che nei prossimi anni, c’è da scommetterci, si appassioneranno ancora di più al gioco del pallone.
Si stima che, nell’arco di 12 anni, l’intero business del calcio in Medio Oriente crescerà di 14 miliardi di dollari (+52%) per effetto della vittoria qatariota, in virtù di «un massiccio potenziale ancora non sfruttato», era scritto in un’analisi diffusa all’inizio di dicembre da Grant Thornton.
Entro il 2042, poi, il giro d’affari aumenterà ancora di altri 10 miliardi di dollari. Entro il 2022, il pubblico delle partite di calcio aumenterà del 13,4%, fino ad attestarsi a 30 milioni di persone. I diritti televisivi dell’evento sfioreranno il valore di 550 milioni di dollari, mentre i biglietti che potrebbero essere venduti per Qatar 2022 si aggirano nell’ordine dei 2 milioni e 900 mila.
Nel frattempo, in anticipo rispetto all’assegnazione del 2 dicembre, lucrosi contratti di sponsorizzazione hanno fatto capolino: il 23 novembre, l’Associazione calcio del Qatar ha firmato con il gigante Nike, che sarà lo sponsor esclusivo della squadra di calcio araba per circa 2 miliardi di dollari all’anno, dimostrando ancora una volta un buon fiuto per gli affari.