Quando B. era mafioso

Alessandro Da Rold
23/01/2011

Bossi accusava Berlusconi. Ora non più.

Quando B. era mafioso

«Chi vota per Berlusconi e Fini deve sapere che vota per la mafia» (6 marzo 1996).
«Non c’è il minimo dubbio: la Fininvest è controllata dalla mafia, Berlusconi è nel giro della mafia e le televisioni non sono sue, lui è il fiduciario» (4 dicembre 1996).
Berlusconi è il «camorrista mafioso di Arcore» e «la Fininvest ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi» (25 ottobre 1998).
«Io non parlo dei mafiosi, di chi ha fatto i soldi con la mafia. Molti ragazzi del Nord sono sotto terra, morti di droga. Morti cioè con i soldi che poi sono arrivati a lui per le sue televisioni» (13 novembre 1998).
«Fino a quando non s’è fatta chiarezza su che cosa è Forza Italia e su che cosa è la Fininvest, sulle finanziarie e su come pigliavano i quattrini, non ci potrà essere alcun dialogo con il Polo» (5 ottobre 1998).
Chi lo ha detto? Come dimostra l’archivio Ansa, è stato Umberto Bossi, il leader della Lega Nord che venerdì 21 gennaio del 2010, di fronte alle accuse e agli attacchi piovuti sul presidente del Consiglio sul caso Ruby, ha affermato: «In un paese normale e democratico queste cose non avvengono: non si mette sotto pressione una persona così: è un presidente del Consiglio mica la Mafia!??». Come cambiano i tempi…