Quando il male piace

Bruno Giurato
16/10/2010

Su Facebook e sui giornali spopola Ivan il terribile.

Quando il male piace

Possiamo indignarci ma i fatti sono fatti. In quel grande reality che è la realtà mediale Ivan Bogdanov, il primo attore dei disordini allo stadio di Genova (leggi l’articolo), è diventata una star. Anzi, LA star. Martedì notte i disordini prima di Italia-Serbia hanno raggiunto il 46% di share.Significa che un telespettatore su due era lì a guardare “Ivan il terribile” detto Coi (pronuncia Tsoi). Nel grande reality che è la Tv Bogdanov ha vinto.
Il soggetto è stato la gioia dei fotografi e la delizia delle redazioni dei quotidiani. Il giorno dopo la mancata partita le photogallery pullulavano delle sue immagini. Bogdanov arrampicato su una recinzione di cinque metri, un paio di forbici in una mano, un gestaccio con l’altra. Oppure mentre aizza la curva con il gesto a tre dita: Dio, Patria, e Zar. Come tatuaggi non ha scritte Maori come Robbie Williams, ma la data della battaglia di Piana dei Merli, il 1389, l’evento che segnò la nascita del nazionalismo serbo, la croce e la bomba a mano sul petto. E un teschio sulla maglietta.

L’incarnazione del male

Bogdanov ha vinto perché è un’icona splendida, incarna alla perfezione il male e la sofferenza. Al Diavolo, alla Bestia, non crede più nessuno, quindi torna buono un Ivan la bestia, con la b minuscola.
Ma è anche un perfetto esempio di eroe punk. Assomiglia anche fisicamente a Ranxerox, il personaggio dei fumetti di Tanino Liberatore. Bogdanov è un eroe del nulla: incarna la guerra, la volontà di potenza, ma si può prendere in giro.

Quindicimila fan su Facebook

I suoi fan su Facebook, tre giorni dopo i fatti di Genova, sono 15.439, ed è un perfetto spunto polemico per quelli che vorrebbero mettere sotto tutela internet.Ma come si fa a sapere se uno si iscrive a un gruppo perché aderisce o schernisce? Nel postmoderno l’identificazione si basa sulla distanza. Ci sono persone che stanno tutto il giorno a guardare video di cantanti neomelodici napoletani solo per ridere. E anche i post del falso Ivan che si trovano su quella pagina Facebook sono genialmente ambigui. Troviamo un «e pensare che volevo fare il fioraio», e anche un: «Non sono un personaggio, non sono un vip. I vostri eroi sono veline e tronisti, i miei sono guerrieri morti per la Madre Serbia».
E perfino la madre di Ivan, in un’intervista a un giornale serbo, è riuscita ad essere ambigua: «penso che Ivan sia una brava persona per tutti, eccetto per se stesso».

Un arresto poco “eroico”

Anche le notizie che girano intorno al personaggio, anche quelle più serie, sanno di surreale. Sandra Raskovic, l’ambasciatrice serba in Italia, ha dichiarato che nei giorni prima della partita le autorità del suo paese avevano inviato un fax a quelle italiane per annunciare l’arrivo di Ivan. Manco fosse Batman. Gira voce, ma non è confermato, che potrebbe essere espulso dall’Italia per vent’anni.
L’unica cosa che non quadra con l’immagine di Ivan il terribile sono le modalità dell’arresto. È stato preso nel potabagagli del pullman, non il massimo per un “supereroe”. E infatti su Facebook il falso Bogdanov scrive «Non emulatemi, non fate quello che io ho fatto, ho sbagliato e lo ammetto: quando scappate dalle guardie, non ficcatevi nel vano motore o bagagliaio di un pullman. Rubate direttamente una macchina della polizia».