Quel che resta dell’Expo

Cecilia Yao
05/10/2010

Shanghai tira le somme della manifestazione.

Quel che resta dell’Expo

di Cecilia Yao

Con l’arrivo di settembre e la fine dell’estate, a Shanghai, in Cina, le luci dell’Expo internazionale continuano a brillare lungo il fiume Huangpu, illuminando gli imponenti padiglioni della manifestazione, eretti su entrambe le rive per oltre cinque chilometri quadrati di superficie.
L’Expo 2010, è stato l’argomento di cui tutti hanno parlato negli ultimi otto anni: un progetto maestoso, un’opportunità unica per mostrare al mondo il proprio sviluppo.C’è stato chi lo ha amato fin dall’inizio e chi lo ha odiato. Ma l’importante è che se ne sia parlato e che lo si continui a fare.

Numeri da capogiro

Lo so, noi cinesi siamo ossessionati dai numeri: dobbiamo sempre essere i primi, i più grandi, i più veloci, ecc. E l’Expo di Shangai non poteva certo fare eccezione. La manifestazione si è conclusa con risultati più che soddisfacenti.
L’investimento complessivo per la sua realizzazione è stato di 18 miliardi di remimbi, quello per i costi di intervento è stimato in 10,6 miliardi di remimbi  (un remimbi o yuan equivale a 0,11 euro circa, ndr). Costi coperti dalla vendita dei biglietti, sponsorizzazioni e merchandising.
Ma non è tutto. Gli investimenti indiretti in telecomunicazioni, servizi media, infrastrutture elettriche sono stimati in 400 miliardi di remimbi.
Probabilmente, si tratta del più costoso Expo internazionale della storia. Gli abitanti di Shanghai lo hanno verificato di persona: le case sono state ridipinte, i negozi rinnovati, gli alberi ripiantati, le strade sono state ampliate, decorate e illuminate. 
Nuovi taxi percorrono le vie della città, 350 chilometri di metropolitana sono stati realizzati negli ultimi cinque anni, portando così a 420 i chilometri  coperti complessivamente. Il risultato? Un sistema di trasporto efficiente, che persino nei giorni di maggiore affluenza all’Expo, ha spostato da un punto all’altro di Shangai 600 mila persone, di cui la metà turisti. Il tutto senza ingorghi. Ma è bene ricordare che durante i 184 giorni della fiera, secondo le stime, la metropolitana, ha trasportato complessivamente sei o sette milioni di passeggeri.

Le lamentele dei cittadini di Shanghai

Difficile soddisfare tutti quando si ha a che fare con un progetto così imponente che ha creato posti letto per 70 milioni di visitatori. Tra gli scontenti figurano sicuramente i cittadini costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra per fare spazio alle nuove costruzioni di alberghi, alloggi e uffici.
E non sono state poche, basti dire che nel 2008 sono state ricollocate più di 18 mila famiglie e 272 società. Le lamentele non sono mancate anche da parte delle persone costrette ad attendere anche otto ore in fila per poter accedere ai padiglioni dell’Expo nei giorni della sua inaugurazione nell’aprile 2010.

Il bilancio finale

Chiuse le porte della manifestazione che ha fatto parlare di sè in tutto il mondo, la gente del posto ha iniziato a discutere su che cosa lascerà l’Expo alla città di Shanghai.
I padiglioni saranno smontati oppure venduti, tranne i quattro più grandi. Ma la creatività portata da architetti e artisti di tutto il mondo rimarrà. qiuondi no resta che sperare di vedere èresto tradotti in realtà quegli Immobili “eco”, che “respirano” o che assorbono lo smog presentati nei padiglioni della fiera. Non solo.
Ispirata alla pista ciclabile del padiglione danese, ora in tutta la Cina circola una campagna di comunicazione per incoraggiare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto. E Shanghai sta facendo la sua parte mettendo a punto una rete di noleggio bici per tutti gli abitanti in tutta la città.
L’utilizzo di tecnologie avanzate per la tutela dell’ambiente, il sistema informativo e la gestione dei trasporti pubblici saranno applicati presto in città, quando l’energia sarà distribuita meglio.
L’Expo è stato un appuntamento attraente per milioni di visitatori, ma è per noi cittadini che ha significato di più: tutto ha contribuito a rendere Shanghai una città migliore così come la vita dei suoi abitanti.