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Quelle ombre sul processo Lula in Brasile

Quelle ombre sul processo Lula in Brasile

Il sito The intercept ha pubblicato una serie di messaggi che dimostrano abusi di potere dell’ex giudice e attuale ministro della giustizia Moro nella Mani pulite brasiliana.

11 Giugno 2019 10.12

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Glenn Greenwald, l’uomo che aiutò a diffondere i documenti segreti del Nsa rubati da Edward Snowden, colpisce ancora. Questa volta l’avvocato ha pubblicato sul suo sito di news The Intercept una serie di scambi di messaggi fra Sergio Moro – ex magistrato anticorruzione e attuale ministro della Giustizia di Jair Bolsonaro – e i pm dell’inchiesta Lava Jato di Curitiba.

I MESSAGGI DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DI BOLSONARO

Messaggi che, secondo il sito, dimostrano che Moro avrebbe orientato le indagini sulla Mani pulite brasiliana che ha portato alla condanna per corruzione dell’ex presidente Inacio Lula da Silva. Il sito ha pubblicato una selezioni di messaggi inviati sulla app Telegram fra il 2015 e il 2018, principalmente fra l’allora giudice Moro e il coordinatore della task force della Lava Jato, Deltan Dallagnol, ma anche quelli tra altri magistrati del gruppo, responsabili di un’indagine anticorruzione senza precedenti, che ha portato dietro le sbarre anche alti dirigenti politici e delle più grandi aziende del Brasile. Presentando le intercettazioni – e precisando che si tratta solo di una parte di un materiale ben più vasto «inviato da una fonte anonima» – The Intercept sottolinea che nel sistema brasiliano «le figure di chi accusa e di chi giudica», cioè di pm e giudici, «non possono mescolarsi», mentre i messaggi dimostrano che Moro «si è intromesso nel lavoro della Procura, il che è proibito, agendo informalmente come un ausiliare dell’accusa».

L’ACCUSA: «ABUSO DI POTERE PER I PM DELLA LAVA JATO»

Moro e i pm della Lava Jato, segnala il sito, sono «considerati da molti come eroi dell’anticorruzione» ma accusati da molti altri di essere «ideologi clandestini della destra, travestiti da uomini di legge apolitici». I messaggi diffusi ora dimostrerebbero insomma che hanno «abusato del loro potere con l’obiettivo politico di evitare che Lula tornasse alla presidenza e di distruggere il suo Partito dei Lavoratori (Pt)». E infatti gli avvocati di Lula – che sconta dall’aprile del 2018 una condanna per corruzione e riciclaggio impostagli in primo grado dallo stesso Moro – hanno subito annunciato che i messaggi rivelati da The Intercept costituiscono una «causa sufficiente perché l’ex presidente sia liberato», giacché confermerebbero «quello che abbiamo sempre detto, cioè che questo è un caso di persecuzione politica, ideata per ritirare l’ex presidente dalle elezioni dell’anno scorso».

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