Quelli che si dimettono

Nico Arse
24/01/2011

Tutti i politici esteri che hanno lasciato dopo un sex gate.

Che razza di bacchettoni gli svedesi, che moralisti i malaysiani e gli indiani dello Andhra Pradesh. Che schiavi delle procure i serbi, i finlandesi, gli irlandesi, gli israeliani. Che guardoni gli australiani, i canadesi peggio ancora, gli americani poi non ne parliamo.
Questi popoli moralisti appena scoprono che un loro ministro, o addirittura il premier, frequenta una squillo o anche solo manda sms piccanti, li costringono alle dimissioni. E loro si dimettono, senza neppure denunciare complotti di spioni e intrusi nella loro privacy.
L’ANOMALIA ITALIANA. Sembra incredibile a noi italiani, abituati diversamente, quel che accade in qualche dozzina di altri Paesi dove non viene nemmeno tollerato che un rappresentante del governo possa fare in santa pace festini con escort sudamericane, coordinati da una esponente di un governo regionale sempre del suo partito.

Dalla Finlandia agli Stati Uniti

Si pensi alla barbarie accaduta a marzo di due anni fa in Finlandia, nota nazione di bacchettoni e moralisti. Il ministro degli esteri Ilkka Kanerva, in carica dal 2007, venne costretto a dimettersi solo per aver mandato più di 200 messaggini a una lapdancer di 29 anni, tale Johanna Tukiainen (gli sms, ha raccontato il Telegraph, includevano “inviti a cena e domande su che mutandine indossasse la ragazza”). Il 30 marzo, una rivista finlandese pubblicò alcuni sms piccanti del ministro (tipo: “«Vorresti farlo in qualche posto strano?»”) e lui dopo tre giorni rassegnò le dimissioni. Pura barbarie.
L’AMMISSIONE DI MCLEAY. Forse è ancora peggio quel che successe al ministro australiano Paul McLeay, nel settembre scorso. Da un’’indagine interna si scoprì che McLeay aveva un vizietto sconcertante: consultava Youporn dal suo computer. Quando un quotidiano avvisò il ministro dell’imminente pubblicazione del rapporto, lui si dimise confessando umiliazione e imbarazzo. «”È’ stato un errore  e mi rendo conto che la comunità si aspetta standard più alti”», spiegò poi. Ma bacchettonismi di questo tipo si rintracciano anche altrove. Negli Usa sono frequenti.
LE DIMISSIONI DI SPITZER. Nel 2008, il fango toccò a Eliot Spitzer, governatore dello stato di New York, costretto ad andarsene dopo aver ammesso di essere stato un cliente fisso di un giro di prostitute d’’alto bordo. I dettagli del suo ultimo incontro con una ‘moretta attraente’ furono riportati impietosamente da tutti i quotidiani. In tutto, avrebbe speso 80 mila dollari. «Sono profondamente dispiaciuto di non essere stato all’altezza delle aspettative», –spiegò il governatore, «credo di aver fatto molto, ma non posso permettere che i miei fallimenti personali rallentino il tanto lavoro che resta da fare». Ma cose del genere non succedono solo tra i puritani degli Usa.

Dalla Malesia al Giappone

Nel maggio 2008, si dimise il ministro della Salute malaysiano, Chua Soi Lek, dopo aver ammesso pubblicamente di essere stato il protagonista di un video in cui compariva mentre faceva sesso in una camera di hotel con una donna non identificata. L’’anno dopo si ritirò anche l’’86enne governatore dello stato indiano dell’Andhra Pradesh, Narayan Dutt Tiwari: l’uomo si era ritrovato protagonista di un video a luci rosse diffuso attraverso foto e brevi filmati dalla televisione locale Abn.
IL RITIRO DI OBRADOVIC Nel 2005, invece, rinunciò alla carica anche il vicepremier serbo, Vuk Obradovic, capo dei socialdemocratici., accusato di  molestie su una collega. «Lo scandalo è stato orchestrato ad arte per screditare il mio lavoro», aveva protestato prima di andarsene lo stesso.
Nel gennaio 2010, si è dimesso il primo ministro dell’’Irlanda del Nord, Peter Robinson. Qualcuno aveva scoperto che la moglie, non lui, aveva una relazione con un 19enne. Nel gennaio del 2007, invece, Moshe Katsav, presidente dello Stato di Israele, si era autosospeso dopo essere stato accusato dalla polizia di violenze sessuali.
CONGEDI INCREDIBILI. Cose dell’altro mondo. E senza arrivare a dimissioni che sembrano, per noi italiani, ancora più incredibili. Come quelle di due ministri svedesi che, nell’’ottobre del 2006, lasciarono l’’incarico perché erano indietro con i pagamenti del canone della tivù pubblica.
O, per parlare proprio di Ufo, come il ministro della giustizia giapponese Minoru Yanagida che, a novembre dell’’anno scorso, si dimise per aver pronunciato questa battuta: “«È facile fare il ministro della giustizia, devo solo ricordarmi le due frasi da usare in Parlamento quando non mi viene una risposta: “’Non commento singoli casi’” e “’Stiamo agendo in conformità con le leggi e le prove’”». Pazzi, non faceva neanche ridere.