Questione di (s)fiducia (live)

Redazione
13/12/2010

(19:33) Fini dichiara chiusa la seduta. (19:31) Fini richiama Evangelisti, Idv, e gli chiede di riporre un cartello. Proteste veementi...

Questione di (s)fiducia (live)

(19:33) Fini dichiara chiusa la seduta.

(19:31) Fini richiama Evangelisti, Idv, e gli chiede di riporre un cartello. Proteste veementi in Aula. Franceschini dice che Berlusconi potrebbe aver avuto l’accortezza di non ripetere lo stesso discorso fatto in mattinata. Mario Pepe, Pdl, parla di «intimidazione», e prosegue: «Domani arriveranno dei pullman per far cadere il governo dal basso, per cui le chiedo di convocare il Parlamento in seduta segreta».

(19:29) «Sono convinto che andremo avanti. Se questo non dovesse avvenire il popolo italiano, quando verrà il momento, sarà valutare con senso e con giustizia i meriti e le responsabilità». Applausi e proteste. Il discorso di Berlusconi è finito.

(19:28) «Onorevoli colleghi, oggi non è in gioco la persona del presidente del Consiglio». Risposta in coro dai banchi dell’opposizione: «Noo». Berlusconi ridacchia.

(19:26) «Non dobbiamo mai dimenticare che il popolo dei moderati è davvero un popolo unito».

(19:23) «Riprenderemo il dialogo con le parti sociali, come abbiamo sempre fatto». Poi Berlusconi rincuora di nuovo «gli amici liberali» sulle privatizzazioni. Ma nessuna menzione della abrogazione del “porcellum”, come chiesto da Paolo Guzzanti. Anzi, «il limite è la difesa del bipolarismo».

(19:22) «L’unica strada possibile è quella di rinnovare la fiducia all’attuale governo, perché ha governato bene e per responsabilità nazionale».

(19:17) «Non replicherò alle tante critiche sono tutte ispirate da un pregiudizio su tutto». Berlusconi invece si rivolge ai finiani: «Sono certo che non volete gettare via tutto quanto di buono in questi anni abbiamo costruito insieme». «Ciascuno di voi sa che l’attuale governo non ha tradito il mandato degli elettori». Non a caso «il gradimento per il presidente del Consiglio è più alto di qualunque altro leader europeo». Fischi. «Lo so che vi fa male, ma è così». Di nuovo no a rottura e divisione del campo dei moderati, come in mattinata. Urla dall’opposizione durante il discorso di Berlusconi.

(19:15) Prende la parola Berlusconi tra lunghi applausi e qualche «Silvio, Silvio». Inizia con una battuta: «Avendo un’età catacombale questi applausi potrebbero farmi male».

(19:13) Fini annuncia che la discussione generale è terminata. Dopo due interventi a titolo personale, ci sarà la replica di Berlusconi.

(19:10) Lupi parla di D’Alema che «sale le scale dei tetti dell’Università», «questa è la sconfitta del Partito Democratico. Poi si corregge: «Era Bersani, D’Alema va in barca». E si rivolge a Granata: «Anche lei è salito sui tetti. Ma il relatore di quel provvedimento non era il finiano Valditara?».

(19:05) Maurizio Lupi, Pdl, cita Albert Einstein: «Più facile spezzare un atomo che un pregiudizio».

(19:00) Ancora Bindi: «Chi voterà per Berlusconi domani voterà per elezioni anticipate».

(18:58) Bindi: «Era stata promessa persino più moralità».

(18:55) Rosy Bindi, Pd, inizia con polemica: Berlusconi non è in Aula ad ascoltare il suo discorso.

(18:53) «Caro Silvio, vai avanti». La Loggia è il primo, dopo quasi dieci ore di dibattito, a chiamare Berlusconi per nome.

(18:50) «Mi scusi onorevole Fini, ma preferisco non chiamarla presidente per rispetto dell’istituzione parlamentare», attacca La Loggia.

(18:49) «Si vergogni lei, Bersani, si vergogni, si vergogni, si vergogni». La Loggia ne ha anche per «Berenboin», «Berenbain», maestro di musica classica e «noto costituzionalista».

(18:46) Enrico La Loggia, Pdl, crede di «interpretrare» l’indignazione degli italiani. Poi se la prende con Pierluigi Bersani, colpevole di aver fatto «l’elegia del suicidio» per Mario Monicelli.

(18:42) Fabio Evangelisti, Idv: «Lei potrebbe vincere questa che è una partita truccata, ma non vincerà il campionato». Poi, citando Leonardo Sciascia, parla di «uomini, ominicchi e quaquaraqua». E «ogni riferimento non è puramente casuale».

(18:30) Massimo Enrico Corsaro, Pdl. Si rivolge a Fini: «Per fare giustizia si deve dire finalmente qualche parola di verità. Noi non siamo qui per le questioni affrontate dai colleghi dell’opposizione, ma per una scelta deliberata e incomprensibile da parte degli italiani del presidente della Camera». Corsaro denuncia poi la «Gravità del suo atteggiamento, che ha consentito che la sinistra incapace di respirare nella Aule, assente nelle piazze, avesse questa capacità di esprimersi e questa vetrina». Fini «ha operato sulla base di ambizioni e livori personali gestendo una operazione in totale malafede nei confronti dei tanti amici che lo hanno seguito». Cita un virgolettato di Fini del 20 settembre 2010: «Fli non voterà mai la sfiducia a Berlusconi». «Lei presidente Fini ha tradito le emozioni, e questo gli italiani non glielo potranno mai perdonare», conclude Corsaro.

(18:23) Maurizio Turco del Pd inizia il suo discorso in un clima infuocato, tra le contestazioni scatenate dalla richiesta di fare un passo indietro di Menia al presidente del Consiglio.

(18:20) Menia: «”O con me o contro di me” era Cristo a dirlo, presidente Berlusconi, mi sembra un’altra cosa».

(18:13) Interviene la “colomba” finiana Roberto Menia. Parla della decisione di fondare un gruppo parlamentare autonomo come di «una scelta difficile». Ma anche di vicende «da basso impero» che «non hanno giovato all’immagine dell’Italia». E chiede a Berlusconi: «Ora siamo diventati tutti comunisti? Lei ha detto che ci siamo posti fuori dal confine del centrodestra per sempre. Ma il centrodestra non è una proprietà privata». Sfoggia la prima pagina di Libero con i nomi e le mail dei finiani e dice: «Siamo alle liste di proscrizione, come sotto Stalin».

(18:04) Jole Santelli, Pdl, sostiene che siamo in presenza di una «crisi artificiale».

(17:54) L’intervento di Walter Veltroni, Pd, inizia con una citazione di Alcide De Gasperi. Poi passa a Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Tutto si cambi per non cambiare nulla».

(17:49) Francesco Pionati, Adc, parla degli «alieni» che potrebbero arrivare in queste 72 ore e dice di aspirare a «un centrodestra a prova di orologeria e di sgambetti».

(17:40) Nunzia De Girolamo, Pdl, si siede e interrompe il discorso per l’emozione dicendo: «Scusate».

(17:34) Polemica di Alessandra Mussolini. Fassino ribatte, piccato: «L’ha già definita bene l’onorevole Carfagna». Mussolini protesta. Fassino si scusa. Per la cronaca, Carfagna l’aveva definita “vajassa”. Cioè serva, domestica, prostituta.

(17:31) Interviene Piero Fassino, Pd: Berlusconi applica «la regola aurea della pubblicità», cioè «non conta che una cosa sia vera, ma che sia ritenuta vera». Così «è venuto qui a mendicare una maggioranza che non ha».

(17:26) «Chi vuole la chiusura anticipata di questo governo non vuole il cambiamento», dice Carolina Lussana, Lega Nord. E cioè il federalismo, definito «una riforma improcrastinabile». Tutti gli esponenti leghisti finora hanno ricordato i successi «senza precedenti» dell’esecutivo nella lotta alla mafia.

(17:22) «Vengo da una famiglia di partigiani ed è con questo spirito che sono venuto in Parlamento», dice Luca Barbareschi, Fli. «Voterò sì alla sfiducia, per la democrazia». E ancora: «Lei ha sostituto “l’erba del vicino è sempre più verde” al detto “stanno peggio di noi”». Le promozioni nel Pdl? «Basate non sul merito ma sul grado di asservimento».

(17:19) «Perché “Popolo” della Libertà e non “Partito”? Tutti i movimenti autoritari iniziano sostituendo il popolo ai partiti», chiosa Buttiglio.

(17:14) Rocco Buttiglione, Udc, inizia il suo discorso facendo un parallelo tra Il tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler e la situazione attuale. Che potrebbe determinare il «crollo del sogno europeo». Poi parla del rischio si realizzino le precondizioni che portarono al fascismo, e della compravendita parlamentare come di un «attentato alla dignità degli italiani».

(17:10) Antonio Borghesi elenca tutte le facce del «modello Berlusconi»: Bunga-bunga, donne in posizione orizzontale, cricche, scandali, logge massoniche, case comprate a propria insaputa. «Il modello è quello della società feudale dove il principe e la sua corte gozzovigliano ai danni dei sudditi».

(17:05) «Siamo in presenza di una vera e propria associazione a delinquere», di una «corruzione scientifica», accusa Leoluca Orlando, Idv, riferendosi alla compravendita di parlamentari degli scorsi giorni. Ottimista la conclusione: «Voi non siete più il governo legittimo di questo Paese».

(17:00) Fabio Rampelli, Pdl, nomina Roberto Saviano, da cui dice di attendere che «batta un colpo».

(16:55) «La conta dei numeri è irrilevante, e sarebbe umiliante per il governo uscirne con un voto in più. Quali impegni potrebbe prendere per il futuro?», dice D’Alema, tra fischi e applausi. E rivolto a Berlusconi: «Lei suscita sentimenti calcistici, più che politici». Fini precisa: «Il minuto in più occupato dall’onorevole D’Alema verrà defalcato dal prossimo intervento del Pd».

(16:48) Parla Massimo D’Alema, Pd. Secondo cui l’eventuale campagna elettorale sarebbe «tra le più drammatiche del Paese e non risolutiva. Con il rischio che il premio di maggioranza premi un risultato fortemente minoritario del Paese». In ogni caso, Berlusconi «non è invincibile, perché ha perso le elezioni due volte. In un Paese normale questo dovrebbe convincerla a farsi da parte».

(16:42) Luciano Dussin, Lega Nord: «Con questo governo risultati mai visti prima contro l’evasione fiscale». Poi attacca Antonio Di Pietro: «

Si è fatto prestare soldi da degli inquisiti». Tra le richieste per il futuro, Dussin inserisce anche il Senato delle Regioni.

(16:39) Ancora Della Vedova: «Abbiamo provato fino alla zona Cesarini. La risposta è stata “pifferai, traditori, alleati della sinistra”. Prima ci ha cacciato dal Pdl, ora dalla maggioranza». Conclusione: «Questo governo non può avere la nostra fiducia».

(16:35) «Io sono quello che lei definisce un traditore». Benedetto Della Vedova, Fli, attacca andando subito al punto. E precisa: «Ma io non mi sento un traditore». Poi cita Orazio, «est modus in rebus», c’è una misura nelle cose. Ma non in quelle di Berlusconi.

(16:33) Cesa, immaginifico: «Si è presentato come uomo della Provvidenza, oggi parla come un marziano».

(16:27) Lorenzo Cesa, Udc, ritiene il discorso di Berlusconi al Senato «apprezzabile ma non credibile». Forte il giudizio politico sulle polemiche su compravendite e attacchi a colpi di «traditore» dei giorni scorsi: «Domani anche se il governo dovesse ottenere la fiducia uscirà da questa Aula duramente sconfitto». Cesa ritiene possibile che il Cavaliere otterrà la fiducia, «anche risicata». «Dal 2000 al 2010, il decennio berlusconiano, il paese è cresciuto solo più di Haiti, 179esimo su 180 paesi».

(16:22) Massimo Donadi, Idv, attacca: Berlusconi sta cercando di comprare la fiducia che la grande maggioranza degli italiani non gli conferisce. E ancora: «Il presidente del Consiglio odia l’Italia, odia gli italiani. La vostra è una maggioranza che si fonda sullo scambio di connivenze politiche».

(16:19) Dario Franceschini prende la parola ironizzando sull’assenza del presidente del Consiglio: «Berlusconi sta usando anche questi minuti per convincere qualche parlamentare incerto?». Replica di Gianfranco Fini, presidente dell’Aula: «Arriverà alle 16.30, è impegnato in altre attività istituzionali»

(16:13) Ferdinando Adornato, Udc, illustra la mozione di sfiducia di Udc, Api e Fli. «Lei ha fatto un inno alla stabilità politica. Ma potrà garantirla con un pungo di voti in più? Non è la crisi a essere al buio, ma è la fiducia che lei chiede a essere al buio». Nemmeno elezioni anticipate, aggiunge Adornato, potrebbero garantire stabilità.

(16:03) Alla Camera dei deputati Enrico Letta inizia la lettura della mozione di sfiducia di Pd e Idv.

 

La discussione al Senato

(14:21) Berlusconi conclude l’intervento di replica al Senato: «Chiedo agli amici del Fli di passare una notte piena di riflessione e augurandomi che la notte porti consiglio». Dai banchi dell’opposizione arrivano brusii di disapprovazione.

(14:19) Sempre rivolto all’opposizione, il Cavaliere ha detto: «Stavate con l’Unione sovietica quando non dovevate starci e adesso che dovreste avere a cuore la Russia siete contro la Federazione russa».

(14:17) «Garantisco sui miei figli e i miei nipoti che non un solo dollaro della diplomazia commerciale è entrata o entrerà nelle mie tasche”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, nella sua replica al Senato a proposito dei rapporto con la Russia.

(14:15) Nei rapporti con la Russia Berlusconi assicura di aver «assunto il ruolo di agente che cura gli interessi delle aziende italiane» e in tale veste «ho portato a casa accordi importanti».

(14:14) «Il Comune di Napoli non ha fatto nulla sui rifiuti, in Campania occorrono termovalorizzatori».

(14:05) Accorata richiesta del premier: «Rivolgo a voi un appello che viene dal cuore, quello di riflettere con tutta la serenità possibile. Non si può rompere l’unità dei moderati, sarebbe andare contro la storia di questo paese, non vorrei che un domani potrebbe ricadere su di voi questa responsabilità».

(14:00) Inizia la replica di Belusconi al Senato. I senatori di Futuro e libertà si riuniranno subito dopo la replica del premier.

(13:50) L’ultimo intervento della discussione spetta al Pdl Gaetano Quagliariello. Che parla di una «riforma epocale dell’Università», come riconosciuto anche dagli «amici di Fli». E ancora: «Oggi per il bene dei giovani non c’è bisogno di andare per tetti, ma di rimanere saldamente con i piedi per terra».

(13:47) Zanda, innervosito dal brusio, se la prende con Schifani: «Presidente, “non interrompere” vale anche per lei, qui non è a Mediaset». Strepiti dal lato destro dell’Aula. Poi le scuse di Zanda: «Mi scuso, era Giovanardi».

(13:45) Zanda si incarta sul presidente russo, chiamato “Mevdev”. E il gasdotto diventa “Sudstream”.

(13:40) Luigi Zanda, Pd: «Tra i 36 voti di fiducia di questo governo, quello di domani è il primo grande voto politico».

(13:37) Mazzatorta cita proposte di Pd, a firma Angela Finocchiaro e Luigi Zanda, e Idv per modificare i regolamenti parlamentari per vincolare i parlamentari a un partito da cui abbiano ricevuto un voto. E sottolinea come le stesse formazioni abbiano poi applaudito la nascita del gruppo di Fli, costituito da parlamentari eletti nel Pdl.

(13:32) Sandro Mazzatorta, Lega Nord rivolge un pensiero al sentire del comune cittadino: «Come possiamo spiegare alla signora Maria quali sono le cause di questa assurda crisi parlamentare, di questa vicenda di malcostume politico degna del peggior trasformismo parlamentare?». E attacca: «Dovrebbe suscitare disprezzo a un sincero democratico uno scambio con i vinti al governo e i vincitori all’opposizione».

(13:26) Adriana Poli Bortone, Gruppo Misto: «Il tradimento avviene quando non si mantengono le promesse con gli elettori, e al Sud non si era promessa povertà, ma sviluppo». E parla di una classe politica «complessivamente inadeguata» ad affrontare i problemi del Paese. Le colpe, dunque, non sono unicamente attribuibili a Berlusconi. «Non mi sto iscrivendo tra le colombe», precisa Poli Bortone.

(13:21) Franco Bruno dell’Api rimpiange la prima Repubblica, quando c’era ancora chi era capace di fare un passo indietro quando il senso di responsabilità istituzionale lo impone.

(13:09) Non bastano quattro richiami del presidente del Senato Schifani per far terminare l’intervento di Baldassarri, che si dilunga ben oltre il tempo stabilito. Al quinto il discorso termina.

(12:58) Mario Baldassarri, Fli: «Nei prossimi mesi l’Italia ha bisogno di un governo forte, autorevole, che mantenga le promesse degli elettori». Segue un elenco dei punti su cui Baldassarri concorda con Berlusconi e di quelli su cui vuole «più precisione e chiarezza nei contenuti». I toni sono concilianti. Anche se bacchetta: «Il rigore dei conti è un atto dovuto, che non si può confondere con la politica economica. Altrimenti si va allo sfascio dei conti». E «la differenza tra centrodestra e centrosinistra non può essere sul se si debba salvaguardare l’equilibrio finanziario». Quello dev’essere un patrimonio comune, afferma Baldassarri.

(12:55) Nel terzo polo c’è già chi è disposto ad accettare un Berlusconi-bis. Ma per Pera ciò significa un paradosso: «Un Berlusconi non va bene, piuttosto due mezzi».

(12:47) Marcello Pera, Pdl, commenta con insofferenza le parole di Berlusconi: «Un discorso di apertura, suadente, ma non ha detto cause, nomi, luoghi». Così integra lo stesso Pera, attaccando la sinistra: «Non avete preparato una nuova classe dirigente, un’idea di Italia. E questo vi ha costretto a nascondervi, camuffarvi, chiedere aiuto a Casini e Fini, affinché facciano quello che voi non siete in grado di fare, cioè far cadere il governo. E questo è grave per la democrazia». Urla dai banchi dell’opposizione: «Siete voi che…», ma le voci si perdono tra le proteste. Attacco durissimo anche a Fini «D’ora in poi chi presiede la Camera si sentirà autorizzato a fare e disfare i partiti, modificare il calendario dell’Aula: un fatto di grave irresponsabilità». Fini, poi, ha già perso, perché o non riuscirà a fare cadere il governo, o se ci riuscirà avrà solo dimostrato di essere un trasformista qualunque. «L’onorevole Fini mi sembra davvero un dirigente della sinistra», conclude Pera, «non ha detto niente che non fosse la esatta sistematica negazione delle idee che aveva il giorno prima».

(12:40) Paolo Giaretta del Pd attacca ironizzando sul «triste destino» di Berlusconi: «Dalle trattative con Putin alle trattative con Massimo Calearo».

(12:29) Lorenzo Bodega, Lega Nord, dice che il suo partito è estraneo agli appelli al voto e alla responsabilità. Anche se precisa che il richiamo alle urne sarebbe doveroso, se non si trattasse di mantenere in vita un esecutivo che ha operato bene. Ci sono solo due modi per concludere il governo Berlusconi: «O con il voto, o con il voto» a fine legislatura.

(12:25) Domenico Nania si chiede se «avremo mai il piacere di vedere una sinistra che scende in campo in nome e per conto proprio», senza avallare progetti centristi che sanno di ipocrisia. Poi se non ce la si fa con i voti, ci sono i «procuratori organizzati» per «fare fuori» politicamente Berlusconi. E tuona: «L’antiberlusconismo non ha futuro». Così come Fli e chi si preoccupa del dopo Berlusconi. Nania poi elogia Gramazio per aver suscitato le ire della sinistra, che gli avrebbe dato del «fascista».

(12:12) Luigi Li Gotti, Idv inizia con un elenco dei provvedimenti proposti da Berlusconi a suo vantaggio e dichiarati incostituzionali, tra cui lodo Schifani e lodo Alfano. E parla di una «giustizia ormai al collasso» che ha causato il malessere di forze dell’ordine e magistrati. Poi si rivolge a Berlusconi: «Lei è allergico alla parola giustizia. Non ha la fiducia dei cittadini, e non avrà la fiducia del Parlamento nell’interesse dell’Italia e degli italiani».

(12:05) Maurizio Saia, Fli, si scaglia contro la politica in tema di sicurezza e sui tagli del governo. «I sindacati sono in stato di agitazione, non succedeva da dieci anni», aggiunge Saia,  «e il programma su cui abbiamo votato la fiducia il 29 settembre è lo stesso del 2001». Saia conclude dicendo di essere convinto di «essere nel giusto» a nutrire «dubbi» sul voto di fiducia a Berlusconi.

(11:51) Bisogna che la classe dirigente «non sia selezionata dalla magistratura», afferma Andrea Pastore, Pdl. «La situazione è ancora più grave di quella degli anni 90» rispetto alla politicizzazione della magistratura, attacca Pastore. Che parla anche di «manipolazioni», «moralismo» e pressappochismo nelle indagini da parte di «inquisitori solerti e spesso sconclusionati che hanno come unico movente dimostrare che chi serve la cosa pubblica lo fa solo per tornaconto di natura personale spesso in senso illecito».

(11:41)Luciana Sbarbati, Gruppo Misto, si lamenta delle «effusioni maschili» di Berlusconi. E lo richiama alla «serietà», pur affermando che «oggi otterrà sicuramente la fiducia, in maniera più o meno risicata».

(11:26) Felice Casson, Pd: «Siete un governo delle fandonie, un governo-Pinocchio». E si chiede che fine abbia fatto il disegno di legge sulla corruzione.

(11:09) Pancho Pardi, Idv: «Questa crisi non è soltanto endogena, interna alla maggioranza, ma matura nella società italiana e nelle relazioni internazionali». Brusii in Aula, che si è riscaldata dopo l’intervento di fuoco di Gramazio. Pardi parla poi di «relazioni oscure con dittatori» da parte di Berlusconi. Che «tratta come pezze da piedi» i membri dell’Agcom. «L’Italia non è una Repubblica presidenziale e lei non potrà mai essere il presidente della Repubblica», dice Pardi, scatenando il boato dell’Aula. Pardi definisce poi Berlusconi «corruttore di magistrati», insieme ad altre pesanti accuse. Dalla maggioranza giungono le grida: «vergogna».

(11:01) Domenico Gramazio, Pdl: «Parlo a nome di quei tanti giovani che negli anni 60 e 70 difesero Giorgio Almirante contro la canea sovversiva rossa che avete sempre protetto, quando proteggevate le Brigate Rosse», dice Gramazio rivolto ai banchi della sinistra. E le urla si moltiplicano. «La destra politica italiana era in difesa di quell’Occidente che non vi appartiene». Gramazio alza ancora la voce, è furibondo. Parla del Muro di Berlino: «Non avete mai protestato contro quegli assassini, eravate protettori di quella parte dello schieramento politico». Altrimenti si confonde una destra che è cultura e tradizione con la destra di oggi che si allea con la sinistra, prosegue Gramazio. Dai banchi dell’opposizione si odono le grida «buffone, buffone». In quest’Aula negli anni 60 i parlamentari del Movimento Sociale votarono a favore della Nato mentre voi eravate dall’altra parte, «specialmente te, che sei succube di quello schieramento», dice Gramazio, indicando un senatore.

(10:57) Nessuno nella maggioranza ha preso una posizione netta contro lo scandalo Atac a Roma, tuona Lionello Cosentino, con la voce alta ma tremante.

(10:55) Serve un governo che unisca, non che divida, afferma Lionello Cosentino, Pd. Mentre questo governo  non ha «mai avuto la capacità di guardare a quella parte del Paese che non è d’accordo». In sostanza, non è mai stato capace di dialogare con l’opposizione, gli studenti, i ricercatori, gli operatori del settore giustizia.

(10:52) Appello agli “amici di Fli” contro giochi di palazzo e ribaltoni non consentiti.

(10:46) Cosimo Gallo, Pdl, rivendica i risultati del governo, tra cui le «misure innovative» per il terremoto in Abruzzo, la strategia per i rifiuti a Napoli, il «salvataggio di Alitalia».

(10:38) Prende la parola Emma Bonino dei Radicali, molto critica verso il premier quanto alla politica estera, sui diritti civili, sulla situazione delle carceri e degli ospedali psichiatrici giudiziari. Oltre al finanziamento pubblico dei partiti, «opaco», «moltiplicato», «gonfiato». Siamo quindi «di fronte a una crisi di regime», del regime partitocratico. Che non si risolve né con improbabili governi tecnici né con il terzo polo.

(10:32) Raffaele Fantetti, Pdl: il governo ha favorito il riavvicinamento tra la Federazione Russa e la Nato.

(10:29) «Forse per voi bastano i Bignami offerti dal Cepu tanto caro a Berlusconi», accusa Vittoria Franco.

(10:27) Vittoria Franco del Pd esordisce dicendo che è «proprio il momento giusto» per votare la sfiducia. E se la prende con la «rozzezza» di Giulio Tremonti e la riforma di Mariastella Gelmini, che ha tagliato il diritto allo studio e l’offerta formativa alla scuola: «Volete distruggere la scuola pubblica in nome del merito. Sarebbe davvero comico se non fosse tragico».

(10:25) La sfiducia «sarebbe un atto di grave irresponsabilità», conclude Baldini.

(10:21) Massimo Baldini del Pdl difende il presidente del Consiglio dopo le indiscrezioni di Wikileaks sui rapporti privilegiati con Vladimir Putin e se la prende con chi nella sinistra è stato «autentico portavoce dell’Unione Sovietica contro gli interessi del nostro Paese».

(10:15) Giuseppe Valditara, Fli, durissimo contro i mancati investimenti per la ricerca:  «Dall’inizio della legislatura abbiamo detto che dopo i tagli e le razionalizzazioni era tempo di investire per rilanciare la produttività del Paese». L’Italia è «penultima tra i paesi Ocse per investimenti in ricerca e formazione superiore». Sulle assunzioni nella scuola «manca qualsiasi strategia»: «un problema social enorme che nessuno ha il coraggio di affrontare». Valditara, a mitraglia, chiede dunque una nuova fase politica dove alle promesse corrispondono i fatti.

(10:03) Riccardo Villari, Gruppo Misto: «Molto triste vedere che il Parlamento deve dividersi tra chi è in vendita e chi non lo è». Il senatore si riferisce poi alla sua vicenda personale ricordando di essere stato espulso dal Pd, un partito in «inesorabile fallimento».

(10:01) «Eliminare l’uso politico del giacobinismo» è in calendario come parte del programma del Pdl, dice Compagna.

(9:58) «Si è cercato di giocare alla sfiducia distruttiva antiparlamentare». Attacco durissimo a Fli («vergogna») e a chi «suona la Costituzione» come una mazza in testa al ministro Sandro Bondi.

(9:56) Parla Luigi Compagna del Pdl. Alza la voce parlando delle responsabilità del dramma rifiuti a Napoli. Dall’Aula urla e proteste. Il presidente Renato Schifani usa la campanella, e ritorna la calma.

(9:54) L’Aula rumoreggia quando Latorre parla di «battaglia contro il governo in carica».

(9:52) Latorre: «Impressionanti gli ultimi dati sulla cassa integrazione».

(9:49) Prende la parola il senatore Pd Nicola Latorre. Parla di un «insopportabile gioco tra furbi». Si tratta non di aprire una crisi al buio, ma «di accendere una luce nel buio di una crisi che c’è già ed è profonda». Siamo all’epilogo della stagione politica berlusconiana, secondo Latorre.

(9:47) No alle congiure di palazzo: non c’è tempo da perdere, avanti con le riforme. La Lega annuncia uno scontato sì alla fiducia.

(9:44) La senatrice leghista interviene sul tema della lotta alla mafia: «Vogliamo che si continui senza indugio nella politica dell’antimafia, portata avanti in questa legislatura come mai un altro governo aveva fatto».

(9:41) Prende la parola Rosa Angela Mauro della Lega Nord.

(9:38) Finisce il discorso di Berlusconi tra lunghi applausi.

(9:37) «Allargheremo quanto possibile questa maggioranza a partire da chi si richiama al partito del popolo europeo. Lavoreremo anche per rafforzare la squadra di governo».

(9:35) Il Cavaliere getta l’amo: «Propongo un patto di legislatura a tutti i moderati del Parlamento. Rinnovando quello che c’è da rinnovare nel programma e nella compagine di governo».

(9:33) « In una democrazia è il popolo che sceglie i leader, non sono i leader che scelgono il popolo».

(9:31) Berlusconi cerca di garantirsi il voto di Paolo Guzzanti: «Terremo conto delle proposte di tutti, comprese quelle del Partito Liberale sulle privatizzazioni».

(9:29) Berlusconi apre a una modifica della legge elettorale, ma con il «limite invalicabile» della «difesa del sistema bipolare perché i cittadini sappiano chi è li candidato premier, quali sono le alleanze del governo e quale il programma».

(9:27) Berlusconi elenca i risultati del suo governo: «Abbiamo approvato il federalismo fiscale, il piano per il Sud, la riforma dell’Università, contro la demagogia di chi sale sui tetti per intestare la protesta alla propria parte politica. Pronta la riforma della giustizia, la presenteremo al Parlamento dopo questo confronto».

(9:25) «Tutto si può fare ma non tradire il mandato con gli elettori».

(9:22)  «Qualunque dissenso è legittimo, ma la rottura no, la sfiducia no, la divisione del campo dei moderati no».

(9:18) «Non riesco a comprendere quale spirito animi chi vuole aprire tutti i costi una crisi al buio. A chi serve una crisi al buio? A cosa mira chi la pretende? Forse spera nel doppio risultato che dalla paralisi nasca un ribaltone? Nessuno deve agire come se la nostra democrazia possa essere ridotta a teatro di inconcludenti velleità».

(9:15) «Gran parte dei cittadini non vuole che le decisioni possano essere prese con logiche a loro estranee. Se il governo ha mal operato deve essere il popolo a decidere».

(9:12) «Abbiamo bisogno di continuità operativa e di una cooperazione politica ampia: abbiamo bisogno di tutto tranne che di una crisi al buio senza che ci siano alternative valide».

(9:10) «Dobbiamo trovare il modo di essere uniti e fare l’interesse del paese».

(9:09) Inizia il discorso con cui Silvio Berlusconi chiede la fiducia al Senato. In Aula non c’è Giulio Tremonti.

(8:50) «Sono sereno, ottimista e fiducioso come sempre». Così il premier Silvio Berlusconi arrivando al Senato per il Consiglio dei ministri e pprima di prendere la parola nell’aula di Palazzo Madama dove chiederà la fiducia al Governo. Poi ha aggiunto: «Oggi è il giorno in cui si vede confermare che il Parlamento rispetterà la volontà degli italiani».