E il Quirinale, via Zampetti, scatenò Conte contro Salvini

Redazione

E il Quirinale, via Zampetti, scatenò Conte contro Salvini

L'incontro del ministro dell'Interno con le parti sociali era fissato da tempo. Perché il premier ha reagito di punto in bianco in modo piccato? Lo avrebbe spinto il segretario generale del Colle con l'intenzione, forse, di fare saltare il banco del governo.

10 Luglio 2019 10.00
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Nell’agenda di Matteo Salvini l’incontro al Viminale con le parti sociali di lunedì 15 luglio era stato inserito da tempo. E la notizia non aveva suscitato alcuna reazione, né dei cinque stelle né dalle parti di Palazzo Chigi e Mef, pur essendo evidente l’anomalia di un ministro dell’Interno che s’improvvisa a capo dell’Economia o, peggio, premier. Neppure il fatto che il leader della Lega avesse lasciato trapelare l’intenzione che la manovra di autunno debba essere anticipata e realizzata subito, aveva innescato polemiche.

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LA REAZIONE RITARDATA E PICCATA DI CONTE

Poi, d’improvviso, lunedì 8 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si accorge dell’anomalia e reagisce con una nota – cui non casualmente non hanno messo mano Rocco Casalino e i suoi uomini – a dir poco piccata. «I conti pubblici sono una cosa seria, mentre non sarebbe serio fare la manovra il 15 di luglio quando ancora siamo alla ricerca delle coperture. Su questi temi non si fa propaganda. La manovra si discute nelle sedi istituzionali e non al Viminale».

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IL SUGGERIMENTO DI ZAMPETTI A CONTE

Ma perché prima Conte è stato zitto e poi è esploso con tanta virulenza? Cosa è successo nel frattempo? Voci di corridoio suggeriscono un indizio di nome Ugo. Più specificatamente il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti. Già, pare proprio che sia stato il potente plenipotenziario del Quirinale a mettere sull’avviso Conte che non poteva tacere di fronte a quella provocazione. Notoriamente insofferente nei confronti di Salvini, tanto da interloquire molto più volentieri con Luigi Di Maio, Zampetti avrebbe suggerito al premier di affidare la sua reazione a una nota scritta di cui avrebbe preventivamente controllato la durezza.

L’IPOTESI DI ELEZIONI ANTICIPATE

Fino al punto da far sorgere la domanda: visto che Salvini non sembra avere intenzione di far saltare il banco del governo in tempo utile per andare a votare entro la fine di settembre, non sarà che invece al Quirinale si coltiva l’idea che sarebbe meglio se la corda si rompesse proprio per accelerare il percorso delle elezioni anticipate ed evitare che si debba fare la manovra in queste condizioni politiche, magari con la l’idea, neppure malcelata, di farla in modo da rompere con l’Europa? Domanda destinata a restare senza risposta.

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