Rafa sbronzo di rabbia, Napoli all’ultimo respiro

Andrea Del Carlo
20/12/2010

Milan si arrende alla Roma, Juve si ferma a Verona

Non ho visto la partita perché sprovvisto di Mediaset Premium. Un amico interista mi ha raccontato al cellulare di un match al cardiopalma, di continui rovesciamenti di fronte e di un’armata nerazzurra che arginava l’offensiva delle furie congolesi con eroico ardore e raffinate tessiture di gioco.
Quando mi ha riferito di aver visto Benitez in più occasioni dare di matto e agitare il pugno veemente all’indirizzo dei suoi, ho capito che era sbronzo. Di lambrusco, perchè aveva le traveggole, ma anche di felicità, perchè sarà pur vero che il valore di una vittoria si misura dallo spessore dello sconfitto, però mica è colpa dell’Inter aver pescato in finale un’armata brancaleone. Quindi onore al merito di una squadra straordinaria, di gran lunga la più forte e solida della stagione scorsa, con la postilla che questa vittoria non cambia granchè il quadro precedente l’avventura ad Abu Dhabi.
Mentre i coriandoli galleggiano in aria e capitan Zanetti alza la coppa al cielo, Benitez se la prende con Moratti e il mio amico è al quindicesimo brindisi, Damato fischia l’inizio delle ostilità fra Milan e Roma.
Claudio Ranieri, vero match winner della giornata, lascia in panchina Totti per Adriano, affiancato da Borriello e Menez, e schiera un centrocampo granitico con De Rossi, Simplicio e Brighi. In difesa Juan Silveira Dos Santon, meglio conosciuto come Juan, ovvero il miglior centrale della serie A. Il Milan comincia col piglio giusto ma si infortuna Pirlo e l’ingresso di Seedorf, in serata storta, cambia le carte in tavola e costringe la squadra a bypassare il centrocampo per cercare direttamente Ibrahimovic. La Roma gioca disinvolta e vince la partita grazie a una prestazione eccezionale della linea difensiva, che ingabbia lo svedese e pratica il fuorigioco con tempismo e precisione millimetrici. Se il limite dei rossoneri è la prevedibilità delle soluzioni offensive, la gestione delle recriminazioni degli esclusi Totti e Pizarro (due pezzi da novanta) rappresenta il prossimo banco di prova per la società giallorossa.
Chievo-Juventus finisce uno pari. La sorte restituisce ai bianconeri quanto aveva regalato loro contro la Lazio, con la vittoria al fotofinish. L’errore di Sorensen, che non chiude la diagonale sul gol di Pellissier, e l’espulsione di Giandonato vanno messi in conto; la strategia di investire sui giovani con costanza è da sostenere e contraddistingue il nuovo corso bianconero. I risultati pagheranno nel corso di un paio di stagioni.
Nelle retrovie, vittorie in casa per il Cesena contro il Cagliari (1-0) e per il Catania contro il Brescia (1-0).
Pareggio senza reti fra Parma e Bologna. Il Bari finalmente muove la classifica dopo aver rimontato lo svantaggio con il Palermo. Delio Rossi, tecnico dei siciliani, si è ampiamente lamentato per il rigore concesso al Bari; se avesse una vaga idea di cosa è capitato alla squadra di Ventura in questi tre mesi avrebbe tergiversato. All’alba dell’anno nuovo la quota salvezza è ad otto punti; nulla di impossibile. Siamo quotati come lo scudetto al Verona di Bagnoli.
Edison Cavani, anni ventitrè, firma un gol fantastico con un tiro di pieno collo dai trenta metri e il Napoli conquista a pochi minuti dal termine tre punti preziosi contro il Lecce. La squadra di Mazzarri comincia a specializzarsi in vittorie all’ultimo respiro. L’azione che porta al gol Cavani nasce da un tackle di Gargano, un centrocampista di cui si parla poco ma che ha grande utilità. La Lazio vincente contro l’Udinese per tre reti a due, per alcuni versi, è della stessa pasta del Napoli. Entrambe sono squadre giovani, allenate bene da tecnici d’esperienza e animate da un voglia di primeggiare che le porta oltre i limiti tecnici dei giocatori. Il Milan e la Juventus, che hanno organici di maggior qualità, dovrebbero cominciare a considerare Lazio e Napoli rivali per lo scudetto.